Dal 29ma edizione del "Rapporto Italia" che l'Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali realizza ogni anno sulla situazione generale del nostro Paese, si evidenzia che continua il declino economico-sociale dell'Italia che costringe i giovani a rimanere in casa con i genitori e la maggior parte dei cittadini a tagliare le spese alimentari e per le cure mediche.

Il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese e il 44,9% per arrivarvi sono costrette a utilizzare i propri risparmi. Solo una famiglia su quattro risparmia. Le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto lo è pagare il canone. Il 25,6% delle famiglie ha inoltre difficoltà a far fronte alle spese mediche. Molti hanno dovuto mettere in atto strategie anti-crisi come tornare a casa dai genitori (13,8%), farsi aiutare da loro economicamente (32,6%) o nella cura dei figli per non dover pagare nidi privati (23%).

A scriverlo è l'Eurispes (Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali) che ha presentato il 26 gennaio 2017 il "Rapporto Italia 2017", giunto quest'anno alla 29ma edizione, elaborato sulla base dei risultati di un questionario al quale ha risposto un campione di 1.084 cittadini, stratificato per genere, età e area territoriale.

Quasi il 25% afferma di sentirsi povero, con una netta predominanza del Sud (33,6%), seguito dal Nord-Ovest (22,9%), dal Centro (21,5%), dal Nord-Est(20,8%) e dalle Isole (19,7%). A far sprofondare gli italiani nella povertà, secondo l'Eurispes, sono la perdita del lavoro (76,7%), ma anche ragioni familiari (50,6%) come una separazione o un divorzio o personali come una malattia (39,4%), la dipendenza dal gioco d'azzardo (38,7%) o un lutto in famiglia (38%).
Per far fronte a queste difficoltà si continua a tagliare un po' su tutto: alimentazione (+1,7%), cure mediche (+3,9%), spese dedicate agli animali domestici (+32,3%), baby sitter (+14,3%), donna delle pulizie/ badanti (+6,5%).
"L'Italia ha registrato un continuo declino - ha affermatooGian Maria Fara, Presidente Eurispes - sul fronte dell'occupazione, della ricerca e innovazione raffrontati alle posizioni degli altri Paesi dell'Eurozona, mentre il fronte delle imprese è caratterizzato da un alto livello di indebitamento con il sistema bancario".

Dal Rapporto emerge un Paese pieno di contraddizioni, al cui interno convivono più Italie distanti l'una dall'altra che a volte stentano ad andare d'accordo, ma è la mancanza di un progetto per il futuro quel che penalizza i necessari sforzi nella direzione di un sostanziale cambiamento.
"Illusi dagli stregoni e dai guru e complice una classe politica del tutto inadeguata, abbiamo abbandonato l'economia per la finanza - ha sottolineato Fara - ed ora la crisi finanziaria ed economica degli anni passati ha aperto la via a riconsiderare in termini diversi il rapporto tra Stato e mercato e a ribaltare lo slogan degli scorsi decenni con un altro che suona, in sintesi, più Stato e meno mercato".

L'insoddisfazione diffusa colpisce sia le istituzioni che i servizi dove recuperano quelli offerti dai privati rispetto a quelli pubblici- Più di metà degli italiani (il 54,3%) non è soddisfatto della sanità, una percentuale che al Sud supera il 70%. Solo la Scuola ottiene oltre la metà dei giudizi positivi (56,8%).
Anche i servizi di sicurezza e quelli per l'ordine pubblico subiscono il calo di soddisfazione con i Carabinieri che passano dal 74% dello scorso anno all'attuale 58,6%; la Guardia di Finanza fa registrare un tasso di fiducia del 60%, con un calo del 7%e la Polizia di Stato passa da un tasso di fiducia del 73% al 61%.
La quota più consistente di bocciature riguarda le Amministrazioni centrali (72,4% di giudizi negativi), seguite dalle Amministrazioni locali (61%) e dall'Amministrazione della giustizia (56,9%).
Secondo Fara, "la politica e le istituzioni torneranno a essere credibili
quando sapranno dimostrare di essere in grado di governare i processi
piuttosto che esserne governati".