Shopper: “La storia infinita”

Shopper: “La storia infinita”

Si allungano i tempi della messa al bando dei sacchetti di plastica per l’asporto di merci non conformi al Decreto Interministeriale Clini-Passera.

Shopper: “La storia infinita”

Continua il tormentone dei sacchetti in plastica per l’asporto delle merci dopo che la Gran Bretagna ha depositato presso la Commissione UE un “parere motivato” sulla Legge n. 28 del 24 marzo 2012 di conversione del D.L. n. 2 del 25 gennaio 2012 “Misure urgenti in materia ambientale” (GU n. 71 del 24. 03.2012) che all’art. 2 contiene “Disposizioni in materia di commercializzazione di sacchi per asporto merci nel rispetto dell’ambiente”.

Come ricordato in un precedente post, a seguito del DL il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, aveva emanato il Decreto Interministeriale del 18 marzo 2013 (GU del 27 marzo) di “Individuazione delle caratteristiche tecniche per l’asporto delle merci” che fissava i criteri per la commercializzazione degli shopper “usa e getta” in plastica, biodegradabili e comportabili oppure riutilizzabili più volte.

Come previsto dall’Art. 6 del Decreto stesso, il testo veniva (forse sarebbe meglio, “era stato”) notificato il 12 marzo alla Commissione UE che avrebbe avuto 90 giorni di tempo per valutarne la conformità con la Direttiva Imballaggi. Pertanto, la sua entrata in vigore, comprese le relative sanzioni e la messa al bando in Italia degli shopper non biodegradabili e compostabili, secondo le norme UNI EN 13432:2002, non sarebbe avvenuta prima del 13 giugno 2013.

Ora, per effetto dell’opposizione della Gran Bretagna, la Commissione UE avrà altri 90 giorni di tempo per approfondire la questione ed esprimere il parere di compatibilità con le normative dell’Unione.
La Gran Bretagna aveva già sollevato obiezioni 2 anni fa in occasione della prevista messa al bando dal 1° gennaio 2011 dei sacchetti non biodegradabili, in quanto a suo avviso i sacchetti di plastica non potevano essere banditi, non essendo nocivi, solo perché l’utente li gestisce scorrettamente. Nè il Decreto del 18 marzo 2013 modifica la Legge n. 28/2012, anzi a suo dire aggraverebbero le violazioni delle normative sulla libera circolazione delle merci, sulla concorrenza e sugli imballaggi e rifiuti di imballaggi, con l’imposizione della “compostabilità”.

Quindi, in attesa del pronunciamento della Commissione UE, se il Ministero dell’Ambiente italiano ribadirà gli orientamenti precedentemente espressi di far decorrere le sanzioni, previste per il divieto di commercializzazione degli shopper non conformi al decreto, dopo 60 giorni dall’espressione, eventualmente favorevole, della Commissione UE, queste non potranno essere irrogate prima del 13 novembre 2013.

Ma questo è un altro capitolo de “La storia infinita”, per mutuare il titolo del romanzo di Michael Ende!


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