La sfida dei materiali edili naturali, riciclati, riciclabili e innovativi

La sfida dei materiali edili naturali, riciclati, riciclabili e innovativi

A ECOMONDO 2016, nell'ambito di "Città Sostenibile", è stato presentato il Rapporto dell'Osservatorio Recycle, promosso da Legambiente con la collaborazione di Ecopneus, che in 100 schede presenta le innovazioni tecnologiche e progettuali nel settore dell'edilizia, che mirano a garantire edifici sicuri e prestazioni energetiche e ambientali certificate nel ciclo di vita.

Nel corso di ECOMONDO (Rimini Fiera, 8-11 novembre 2016), è stato presentato all'Agorà di "Città Sostenibile" (La città delle reti intelligenti) dove sono in mostra le soluzioni, tecnologie e progetti che consentono di migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire lo sviluppo dei territori in chiave sostenibile, è stato presentato il 10 novembre il nuovo Rapporto dell'Osservatorio Recycle "100 materiali per una nuova edilizia", promosso da Legambiente in collaborazione con Ecopneus, che racconta e approfondisce le innovazioni più interessanti sul fronte dei materiali e delle tecniche costruttive, attraverso schede di materiali e cantieri, inquadrate anche alla luce delle scelte europee e nazionali in materia di economia circolare e di efficienza energetica, tenendo presente che la Direttiva 2008/98/CE prevede al 2020 il conseguimento di un obiettivo pari al 70%. del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione.

"I 100 materiali, le innovazioni nei territori e nei cantieri, ma anche le recenti modifiche normative - ha affermato Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente - raccontano di un settore delle costruzioni in profondo cambiamento, spinto da innovazioni tecnologiche e progettuali che mirano a garantire edifici sicuri e prestazioni energetiche e ambientali certificate nel ciclo di vita dei materiali e degli edifici. Perché questa prospettiva prenda davvero piede in Italia producendo risultati diffusi e vantaggi generali occorrono politiche che accompagnino questa prospettiva con scelte chiare, che aiutino a superare le barriere tecniche e giuridiche, ma anche di informazione".

Materiali naturali e salubri, materiali e aggregati provenienti dal riciclo, materiali e sistemi innovativi: sono le 3 chiavi scelte da Legambiente per mettere in evidenza le caratteristiche di un'edilizia dove le prestazioni, garantite da certificazioni indipendenti, assumono un ruolo centrale.
Tra gli obiettivi del rapporto vi è quello di rendere comprensibile ai non addetti ai lavori la sostenibilità e la salubrità dei diversi materiali e la loro capacità di contribuire a una gestione sempre più efficiente dei cicli dell'energia e dell'acqua e di altre risorse naturali. L'intenzione è anche quella di fotografare i cambiamenti in corso nel modo di progettare e di costruire, che caratterizzano quello che oggi viene chiamato green building, per aiutare i cittadini nelle loro scelte e per rendere espliciti i risultati che la ricerca e l'innovazione in questo settore stanno già producendo.

Nelle 100 schede si trovano tecnologie che permettono di trasformare un problema - ad esempio i rifiuti derivati dalle demolizioni, un tema di proporzioni enormi nel centro Italia dopo i terremoti di questi mesi - in una risorsa, attraverso una trasformazione in mattoni. Oppure materiali compositi che utilizzano materie naturali con prestazioni certificate attraverso il recupero di usi e competenze antiche. Ma anche sistemi pensati per migliorare le prestazioni antisismiche nella riqualificazione del patrimonio edilizio o per raggiungere standard energetici e ambientali elevati. Indipendentemente dalla tipologia di provenienza, tutti i materiali hanno caratteristiche ambientali tali da essere riciclabili e riutilizzabili, e proprio le diverse filiere dei materiali sono importantissime per capire le innovazioni in corso nel settore delle costruzioni. A partire dal legno, dove i cambiamenti in questi anni sono stati profondi e hanno prodotto risultati importanti, ma anche di altri materiali (come metalli, plastiche e vetro) e delle loro possibili applicazioni. In particolare, le filiere di recupero e riciclo dei rifiuti provenienti dalle costruzioni sono oggi una concreta opportunità per ridurre l'utilizzo delle cave e dei loro impatti paesaggistici e ambientali.

Inoltre, la crescita delle competenze nella progettazione e nei cantieri, insieme a un sistema di controlli e certificazioni finalmente serio, è la condizione per avere davvero edifici con consumi di energia che si avvicinano allo zero, come oggi è possibile. Per questo, i processi di innovazione raccontati nel Rapporto vanno guardati con attenzione anche per capire come le politiche possono accompagnare questi processi di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico che stanno caratterizzando il settore edilizio. Un obiettivo imprescindibile è quello di garantire che il processo produca risultati trasparenti e confrontabili tra i diversi prodotti; l'economia circolare nel settore delle costruzioni avrà tanto più spazio quanto più saranno chiare le quantità di materiali utilizzate nei cantieri per le diverse filiere e nelle diverse fasi di costruzione e smaltimento.

Questa prospettiva di innovazione ha bisogno di chiari indirizzi normativi per accompagnare e accelerare i cambiamenti negli interventi in edilizia. L'Europa questa strada l'ha già scelta come prospettiva di innovazione a 360 gradi. Un esempio è la Direttiva 31/2010 che rispetto all'energia individua una chiara traiettoria di cambiamento per il settore delle costruzioni. Dal 1° gennaio 2019 infatti tutti i nuovi edifici pubblici dell'UE e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere 'near zero energy", ossia garantire prestazioni di rendimento tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento ed il raffrescamento oppure dovranno soddisfarli attraverso l'apporto di fonti rinnovabili.

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