Senza biodiversità, non c'è business

Senza biodiversità, non c'è business

WBCSD e IUNC hanno redatto una Guida che contiene gli strumenti che possono essere utilizzati dalle imprese per gestire il loro impatto sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici e aiutarle nella valutazione delle opportunità e dei rischi legati alle loro attività. Viceversa, la governance politica non sembra intenzionata ad abbandonare soluzioni obsolete.

iunc wbcsd


Nel corso dell’Incontro dei Delegati delle Imprese associate al World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), svoltosi in Svizzera (Montreux, 7-10 aprile 2014) è stato rilasciato “Biodiversity for Business. A guide to using knowledge products delivered through IUNC”, una guida sviluppata dalla International Union for Conservation of Nature (IUNC) su una serie di “prodotti della conoscenza” che sono piattaforme di autorevoli informazioni sulla biodiversità, con il fine di aiutare le imprese ad espandere i propri business, acquisendo la consapevolezza dell’importanza di limitare il loro impatto ambientale.

È importante per la IUNC dimostrare che vi sono conoscenze in merito al valore economico degli ecosistemi che possono essere utilizzate dalle aziende come fattore produttivo nel loro processo decisionale - ha affermato Giulia Carbone, Vice Direttore del Programma “Global Business and Biodiversity” della IUNC - Abbiamo voluto assicurare che queste conoscenze non sono utilizzate soltanto dalle ONG, ma anche dalle aziende, dal momento che sono essenziali per valutare e gestire i rischi e le opportunità”.

La Guida, redatta in stretta collaborazione con il WBCSD e le imprese associate, si basa essenzialmente su:
- la Red List della IUNC sulle specie minacciate di estinzione;
- il Protected Planet (supportato dal Database mondiale sulle aree protette) che documenta la quantità, la qualità e la biodiversità delle aree da salvaguardare;
- le Key Biodiversity Areas che contiene le aree di rilevanza mondiale per la biodiversità;
- la Red List of Ecosystems che valuta il rischio di collasso degli ecosistemi.

Questa guida è stata sviluppata per i manager delle aziende sostenibili e per i consulenti ambientali per aumentare la loro comprensione di quali siano gli strumenti su cui poter fare affidamento e come possano essere diffusi all’interno delle imprese per migliorare la gestione del capitale naturale - ha sottolineato Violaine Berger, Direttore di Ecosistemi & Agricoltura all’interno del WBCSD - È un notevole complemento della Guida ‘Eco4BIZ’ del WBCSD, che fornisce una panoramica strutturata dei servizi ecosistemici e della biodiversità, costituendo, al contempo, un approccio al processo decisionale delle imprese”.

Il WBCSD che riunisce gli Amministratori di oltre 200 tra le più grandi organizzazioni del settore privato (fatturato complessivo di oltre 7.000 miliardi di dollari US e 15 milioni di dipendenti) e che fornisce alle imprese associate una piattaforma per esplorare lo sviluppo sostenibile e condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche, dopo alcuni decenni di lavoro assieme, ha deciso l’anno scorso di divenire Membro effettivo della IUNC, segnando una vera e propria pietra miliare tra il mondo dell’imprese e l’associazionismo ambientalista.

Inoltre, il 31 marzo 2014, nello stesso giorno di presentazione del 2° capitolo del V Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici dell’IPCC, il WBCSD ha pubblicato il Rapporto “Building a Resilient Power Sector” dove, analizzando gli impatti del clima sui sistemi energetici, si sottolinea l’urgenza di affrontare il global warming.
Sulla base di esemplari “best practices” di alcune grandi Società mondiali, il Rapporto offre una serie di raccomandazioni per costruire la resilienza delle infrastrutture elettriche, diventate particolarmente vulnerabili, e sviluppare nuovi modelli di business.

Le grandi imprese associate al Forum WBCSD hanno compreso che non si può più continuare business-as-usual, ma saranno in grado di convincere, oltre le PMI, soprattutto la governance politica, così restia a cambiare strada?
Caminante, son tus huellas
el camino, y nada más;
caminante, no hay camino,
se hace el camino al andar.
Al andar se hace camino,
y al vover la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de pisar.
Caminante, no hay camino, sino estelas en la mar.” *

Antonio Machado (1875-1939) - Cantares XXIX da “Proverbios Y Cantares”

* Vi proponiamo l’assunto per non rischiare, tramite pedissequa traduzione dei versi, di compromettere il significato, oltre che di perdere ritmo e assonanze: la strada che intraprendiamo non esiste fin tanto che non viene tracciata dal nostro andare ed è già storia nel momento stesso in cui ci voltiamo a guardarla, offrendoci stimoli a proseguire e inviti a non aver paura ad abbandonarla.

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