La nuova Strategia Energetica Nazionale di imminente approvazione dovrà rispondere non solo ai problemi riscontrati nel World Energy Issues Monitor 2017 del WEC, ma soprattutto alle esigenze di decarbonizzazione del sistema energetico per rispettare gli obiettivi climatici di mantenere al di sotto di +2 °C il riscaldamento globale.

Rispetto alla usuale tempistica, in vista della prossima presentazione della nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) ha pubblicato il 2 maggio 2017 la Relazione sulla "Situazione Energetica Nazionale nel 2016".

Redatta da un gruppo di lavoro appositamente costituito presso la Direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche, formato da rappresentanze istituzionali e settoriali interessate alla specifiche tematiche energetiche, il Documento di natura consuntiva illustra in maniera sintetica l'andamento del settore energetico nello scorso anno, con alcuni dati ancora provvisori che sostanzialmente non si discostano da alcune anticipazioni che erano state fornite con la pubblicazione nello scorso aprile dall'ENEA dedicata al Bilancio energetico nazionale del 2016.

Vi si legge, infatti, che:
- il nostro sistema energetico si consolida in termini di sostenibilità ambientale, efficienza e sicurezza degli approvvigionamenti;
- le fonti rinnovabili confermano il loro ruolo centrale nello sviluppo sostenibile del Paese, anche in termini di ricadute occupazionali, e risulta raggiunto in anticipo l'obiettivo al 2020 in termini di incidenza delle rinnovabili sui consumi finali lordi di energia (17%);
- proseguono le politiche di sostegno all'efficienza energetica, i cui strumenti di promozione adottati hanno portato a rilevanti risparmi di energia e, conseguentemente, alla riduzione di emissioni inquinanti;
- nel 2016, a fronte di un incremento del PIL pari allo 0,9%, il fabbisogno energetico nazionale si è contratto dello 0,5%, determinando una flessione dell'intensità energetica nazionale;
- la quota delle importazioni nette rispetto al fabbisogno energetico nazionale (il grado di dipendenza del Paese dall'estero), cresce lievemente passando dal 75,3% del 2015 al 75,6% del 2016;
- il differenziale fra i prezzi dei carburanti in Italia e nell'Unione europea seppure drasticamente ridotto nel corso degli ultimi anni, rimane ancora positivo, con costi superiori a quelli dei principali Paesi europei.

Lo scorso aprile è stato anche pubblicato il nuovo "World Energy Issues Monitor 2017" del World Energy Council (WEC), la rete di oltre 3.000 organizzazioni di oltre 90 Paesi che si prefigge la "promozione di un sistema energetico a prezzi accessibili, stabili e più rispettose dell'ambiente per il maggior bene di tutti".

Il Rapporto, basato su un sondaggio di 1.200 personalità di primo piano del mondo dell'energia (capi di Governo, Ministri, CEO di Utilities, ecc.), su 41 temi, suddivisi in 4 macro-categorie (rischi economici; relazioni geopolitiche; clima imprenditoriale; sviluppo delle diverse tecnologie, sia fossili che rinnovabili), si propone di individuare l'agenda energetica mondiale e la sua evoluzione nel tempo, mostrando il crescente spostamento nelle priorità degli energy leader verso le tecnologie low-carbon.
"Quelle che oggi costituiscono l'agenda energetica mondiale cinque anni fa non erano neppure lontanamente considerate delle priorità - ha dichiarato Christoph Frei, Segretario generale del WEC - Il Rapporto illustra che le questioni legate alla digitalizzazione, al decentramento, alle regole del mercato, all'accumulo elettrico prendono piede rapidamente, mentre un contesto di crescita più difficile e nuovi rischi fisici e digitali costituiscono minacce sempre maggiori per il settore energetico".

Le priorità che emergono a livello globale sono essenzialmente 5: efficienza, energetica; sviluppo delle rinnovabili; crescita economica; prezzi elettrici; sussidi energetici.
Le incertezze riguardano in particolare: prezzi delle materie prime; integrazione dei mercati; storage elettrico; politiche di contrasto ai cambiamenti climatici.

La scheda dedicata all'Italia indica che per operatori e policy maker del nostro Paese le priorità d'azione (action priorities) si concentrano in : crescita economica; efficienza energetica; sviluppo delle rinnovabili; regole di mercato.
Mentre le incertezze (critical uncertainties) sono costituite da: rapporti con Medio Oriente e Russia; politiche europee di coesione; prezzo delle materie prime.

Vedremo quali risposte verranno, anche a questi interrogativi, dal nuova SEN che il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha annunciato che sarà approvato al più tardi ai primi di giugno.
Finora le notizie più attendibili al riguardo sono quelle che si possono desumere dalla presentazione fatta dal Ministro , assieme al collega del MATTM, nel corso dell'audizione parlamentare del 1° marzo 2017, dal momento che la sua presentazione alla Camera dei Deputati prevista per il 27 aprile 2017 è stata rinviata a data da destinarsi.
L'impianto generale non sembra discostarsi da quello del 2013, con l'enfasi posta sull'hub del gas, mentre nel frattempo c'è stato l'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici che presuppone la necessità di integrare quegli obiettivi all'interno di una pianificazione energetica di medio-lungo periodo dove la decarbonizzazione del sistema energetico è una priorità assoluta che non solo aiuterebbe a mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei +2 °C, come prevede l'Accordo di Parigi, ma sarebbe in grado di produrre anche notevoli benefici economici, come ha ribadito il recente studio redatto congiuntamente dall'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) e Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA).