Il Rapporto che ogni anno l’Agenzia Europea dell’Ambiente dedica al grande pubblico per presentare con un linguaggio semplice un tema emergente su cui aprire un dibattito coinvolgente, per il 2016 è dedicato al settore dei trasporti, che a tutt’oggi è ancora dipendente per il 94% dal petrolio , mettendo a rischio ambiente e salute.

towards clean and smart mobility

Ogni anno, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) pubblica “Segnali”, un Rapporto che fornisce un quadro dei temi d’interesse di facile lettura per il dibattito ambientale e il grande pubblico. Il tema al centro dell’edizione 2016 sono i Trasporti: “Verso la mobilità verde ed intelligente”), attraverso articoli incentrati sullo stato del settore dei trasporti in Europa, il suo impatto sulla salute pubblica, la questione relativa alla percorrenza dei prodotti alimentari, l’aviazione civile e la navigazione marittima, oltre a un'intervista su come le città possono prevedere la mobilità intelligente e i cambiamenti climatici. 

I trasporti giocano un ruolo fondamentale nel nostro modo di vivere: il cibo, i vestiti e i rifiuti domestici devono essere trasportati, contribuendo alla nostra economia e alla qualità della nostra vita. Ma il crescente utilizzo di aerei, automobili e le altre modalità che fanno uso di carburanti fossili stanno causando un maggior inquinamento, mettendo a rischio il nostro ambiente e la nostra salute, con circa un quarto delle emissioni imputabili al settore.
 “Il settore dei trasporti dell'UE è dipendente dal petrolio per il 94% - ha dichiarato il Direttore esecutivo dell’AEA Hans Bruyninckx - È chiaro che per decarbonizzare il settore ci vorrà del tempo. Si richiede una combinazione di misure, tra cui una migliore pianificazione urbana, dei miglioramenti tecnologici e una maggiore utilizzazione di combustibili alternativi. Ma si può fare e sappiamo come possiamo fare che questo accada. Trasporti più puliti e più intelligenti possono realmente soddisfare il fabbisogno europeo di mobilità e allo stesso tempo fornire molti benefici per la salute pubblica, tra cui aria più pulita, meno incidenti, meno congestione del traffico e meno inquinamento acustico”.

noise pollution in europe

Infatti, oltre a tenere sotto controllo la qualità dell’aria ambiente c’è la necessità di ridurre l’inquinamento acustico, visto che il 25% dei cittadini europei si trova a vivere in prossimità di emissioni acustiche che non sono tollerate dalle proprie orecchie e che incidono per 43 000 ricoveri in ospedale e circa 10.000 morti premature all’anno a causa di malattie correlate quali ipertensione e disturbi cardio-circolatori.

Il Rapporto dell’Agenzia esplora come il settore europeo dei trasporti ad alta intensità di carbonio possa essere trasformato in un sistema di mobilità pulita e intelligente.
Le soluzioni si trovano nell’adozione di politiche comuni, non solo nelle città, dove già ci sono buoni esempi di “sharing economy” dei trasporti, ma anche nel settore del turismo e in quello dei viaggi a lunga percorrenza in generale, tra cui quelli in aereo hanno il record per il livello di inquinamento superiore a quello di camion e auto. Come confermano i dati, la soluzione più green per un pendolarismo entro i 5km è l’uso della bicicletta.
L’UE ha modellato con una serie di documenti politici il futuro dei trasporti in Europa sia all’orizzonte 2020 (Strategia Europa 2020) che al 2050 (Tabella di marcia verso un'economia a basse emissioni di carbonio) e si appresta ad adottare il 20 luglio 2016 una Strategia per la decarbonizzazione dei trasporti, secondo le decisioni assunte nel Consiglio del 23-24 ottobre 2014 di tagliare tra il 2005 e il 2030 del 30% le emissioni dei settori non coperti dal sistema di scambio delle quote (ETS), tra i quali quello dei trasporti è il maggiore emettitore.

Se i carburanti più puliti e una loro maggiore efficienza possono contribuire in una certa misura a ridurre gli impatti sull'ambiente e sulla salute del settore dei trasporti, tuttavia bisogna implementare velocemente le infrastrutture per veicoli alimentati con carburanti alternativi o elettrici, perché gli acquirenti di auto sono propensi a scegliere vetture con alimentazione alternativa ai carburanti più inquinanti solo quando si sentono sicuri che essi possono facilmente fare il rifornimento o alimentare la propria auto senza il rischio di rimanere a corto di carburante o di alimentazione lungo il tragitto.
Secondo una ricerca della Fondazione europea per il clima, le auto più verdi potrebbero creare 700.000 nuovi posti di lavoro nell'UE entro il 2025, oltre che ridurre in modo significativo la dipendenza dell'UE dal petrolio e, quindi, i rischi economici legati alle fluttuazioni della domanda.

Poiché tali opzioni richiedono più tempo, si potrebbe incidere da subito sul sistema fiscale, aumentando le tasse per le modalità di trasporto più inquinanti e riducendolo, al contempo, per le soluzioni più ecologiche, e abolire i sussidi e le agevolazioni per il settore dei trasporti. Anche un più ampio utilizzo di pedaggi equi ed efficienti sulla base del del principio “chi inquina, paga guiderà gli utenti verso scelte di trasporto più sostenibili.
Un contributo fondamentale alla transizione verso una mobilità più intelligente e più pulito verrà dall’innovazione e la ricerca che già oggi permettono di combinare le diverse modalità e opzioni (trasporto pubblico, car-sharing, servizi di noleggio auto, taxi e un sistema di biciclette) utilizzando IT, APP e fatturazione smart.
Ma oltre ai consumatori, sono i policymaker e gli investitori che giocano un ruolo altrettanto decisivo.

carbon emission from passenger trasport