Seppure l’Europa abbia migliorato la qualità dell’aria negli ultimi decenni, particolato atmosferico e ozono, in particolare, continuano a porre seri rischi per la salute dei cittadini europei.

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Ogni anno l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) pubblica “Segnali Ambientali”, una raccolta di istantanee relative ad argomenti di interesse per il dibattito politico sull’ambiente e per il grande pubblico. Nell’Anno Europeo dell’Aria (2013 European Year of Air), l’edizione di quest’anno è dedicata alla qualità dell'aria in Europa, cercando di chiarire. la situazione attuale, da dove provengono le sostanze inquinanti, come si formano e quali effetti hanno sulla nostra salute e l'ambiente. L’edizione 2013 fornisce, inoltre, una panoramica sul modo in cui sviluppiamo le nostre conoscenze sulla qualità dell'aria e su come contrastiamo l'inquinamento atmosferico attraverso un'ampia gamma di politiche e misure.

Quantunque la qualità dell'aria in Europa sia migliorata notevolmente negli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico è ancora un problema con conseguenze gravi per la salute umana, scatenando e aggravando malattie respiratorie e tumorali a seguito di esposizione a articolato ed ozono (vedi: “Particolato atmosferico e cancro al polmone in Europa”), ma anche per l’ambiente perché danneggia le foreste, acidifica i suoli e le acque, riduce le rese e corrode gli edifici. Per quanto attiene alla salute, si deve sottolineare che quasi un terzo degli abitanti delle città europee è ancora esposto a concentrazioni eccessive di particolato disperso nell'aria, che superano le soglie limite consentite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, riducendo la loro aspettativa di vita in media di 8 mesi, ma fino a 2 anni in alcune zone. Il problema è che ridurre le emissioni in un’area specifica, o limitandosi ad un’unica fonte, non è sufficiente. Alcuni inquinanti possono restare in atmosfera abbastanza a lungo da essere trasportati da un Paese all’altro o perfino da un continente a un altro, contribuendo ai cambiamenti climatici che influenzeranno, a loro volta, la qualità dell'aria nel futuro. 

Così, sebbene tra il 2001 e il 2010 le emissioni dirette di PM10 e PM2.5 siano diminuite del 14% all’interno dell’Unione Europea e siano calate anche le emissioni degli inquinanti più pesanti (ossidi di zolfo, -54%; ossidi d’azoto, -26% e di ammoniaca, -10%), non significa che automaticamente debba esserci un calo di concentrazioni che costituiscono il parametro su cui misuriamo la qualità dell’aria che respiriamo. 

Il trasporto intercontinentale del particolato – scrive l’Agenzia Europea dell’Ambiente - è qualcosa di cui dobbiamo assolutamente tenere conto quando ci chiediamo come mai la qualità dell’aria in Europa non è migliorata tanto quanto il calo di emissioni lascerebbe sperare”.

L’ultimo contributo a “Environmental Signals 2013” è stato offerto dall’ex-Direttrice esecutiva dell’AEA Jacqueline Mc Glade, sostituita dal 1° giugno dal belga Hans Bruyninckx, che questo mese ha pubblicato “Collegare scienza, politiche e pubblico” in cui si sottolinea l’opportunità di migliorare la normativa europea, anche se viene enfatizzato il ruolo delle autorità locali e regionali nel mettere in atto le politiche e affrontare le sfide quotidiane derivanti da una scarsa qualità dell'aria, essendo le autorità pubbliche più vicine alle persone colpite dall'inquinamento atmosferico e quelle in possesso di un gran numero di informazioni e di soluzioni concrete per affrontare l'inquinamento atmosferico nella propria area.

Riunire queste autorità locali al fine di condividere sfide, idee e soluzioni - afferma la Mc Glade - è di fondamentale importanza. Ciò fornirà loro nuovi strumenti per raggiungere gli obiettivi fissati nella legislazione, informare meglio i cittadini e infine ridurre l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute”.

Affrontiamo ora la sfida relativa a come continuare a tradurre la nostra crescente comprensione dell’atmosfera in migliori politiche e benefici per la salute. Quali sono le azioni che possiamo intraprendere per ridurre l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla nostra salute e sull'ambiente? Quali sono le migliori opzioni disponibili? E come possiamo realizzarle? - conclude la Mc Glade - Proprio in momenti come questi gli scienziati, i responsabili politici e i cittadini devono lavorare insieme per affrontare tali problemi affinché si possa continuare a migliorare la qualità dell'aria in Europa”.