Save the Children: bimbi nella tenaglia della crisi

Save the Children: bimbi nella tenaglia della crisi

Bambini e adolescenti stretti nella tenaglia di povertà e deprivazione che giorno dopo giorno costringe le famiglie italiane a tagliare i consumi. Dall’Atlante dell’Infanzia (a rischio) presentato oggi dalla ONG, emerge che sono oltre un milione i minori in povertà assoluta, pari a 1 su 10.

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È il contrario di ciò che dovrebbe essere l'infanzia e di come dovrebbe essere il nostro Paese per le sue giovani generazioni quello che denuncia  “L’Italia SottoSopra”, il 4° Atlante dell’Infanzia, presentato da Save the Children a Roma il 10 dicembre 2013 con l’aiuto anche di 50 mappe:
- 1 milione e 344 mila vivono in condizioni di disagio abitativo; 

- 650.000  in comuni in default o sull’orlo del fallimento, e per la prima volta è di segno negativo la percentuale di bambini presi in carico dagli asili pubblici, scesa dello 0,5%, perché i costi aumentano e le mamme disoccupate preferiscono tenerli a casa;
- il 22,2% di ragazzini  è in sovrappeso e il 10,6% in condizioni di obesità: il cibo buono costa e le famiglie con figli hanno ridotto i consumi e gli acquisti (-138 euro in media al mese), anche alimentari;
- 1 bambino su 3 non può permettersi un apparecchio per i denti.

In questa fase di crisi i bambini e gli adolescenti si ritrovano stretti in una morsa: da una parte c’è la difficoltà di famiglie impoverite, spesso costrette a tagliare i consumi per arrivare alla fine del mese,  dall’altra c’è il grave momento che attraversa il Paese, con i conti in disordine, la crisi del welfare, i tagli dei fondi all’infanzia, progetti che chiudono. In mezzo, oltre un milione di minori in povertà assoluta, in contesti segnati da disagio abitativo, alti livelli di dispersione scolastica, disoccupazione giovanile alle stelle - ha commentato Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia - Un numero così grande e crescente di minori  in situazione di estremo disagio, ci dice una cosa semplice: la febbre  è troppo alta e persistente e i palliativi non bastano più, serve una cura forte e strutturata”. 

La cura, secondo Save the Children in concordia con quanto affermato da istituzioni autorevoli come la Banca d’Italia e l’OCSE, è di investire in formazione e scuola di qualità, laddove l’Italia è all’ultimo posto in Europa per competenze linguistiche e matematiche della sua popolazione, secondo l’ultima indagine sulle competenze degli adulti.
La recessione non è iniziata soltanto 5 anni fa in conseguenza della crisi dei mutui subprime o degli attacchi speculativi all’euro, ma affonda le sue radici nella crisi del capitale umano, determinata dal mancato investimento, a tutti livelli, sui beni più preziosi di cui disponiamo: i bambini, la loro formazione e conoscenza.
Sotto questo aspetto, l’Atlante non offre solo una mappa di ciò che non va, ma mostra bene in controluce ciò che si può e si deve fare per rimettere a posto le cose.

Di seguito i messaggi-chiave del Rapporto.

La crisi nel carrello
Tra il 2017 e il 2012, la spesa media mensile dei nuclei con bambini si è ridotta  di 138 euro (pari al 4,6%), quasi il doppio rispetto a quanto accaduto sul totale delle famiglie. I tagli sono andati a colpire soprattutto l’abbigliamento, i mobili e elettrodomestici, la cultura, il tempo libero e i giochi: quelli  più consistenti si registrano al Sud e al Centro (rispettivamente - 2,56 % e 1,82%) per quanto riguarda il vestiario; al Nord per la sanità (-0,66%); nuovamente nel Mezzogiorno per il tempo libero e la cultura (-0,90 punti percentuali). Per quanto riguarda la spesa alimentare, nel 2012 il 66% di famiglie con figli, ovvero ben 4 milioni 400 mila nuclei familiari con prole, ha ridotto la qualità/quantità della spesa per almeno un genere alimentare.

Il default dei servizi sociali e degli enti locali
Sono oltre 650.000 i  minori che vivono in comuni completamente falliti (72) o sull’orlo della bancarotta (52).  Amministrazioni costrette ad alzare al massimo le tasse per le prestazioni fondamentali o anche a ridurre alcuni servizi cruciali, come si evince dal calo (-0,5%), per la prima volta dal 2004, di bambini iscritti agli asili comunali nel 2011-2012.

L’ascesa della povertà infantile
Sono più che raddoppiati dal 2007 al 2012 i minori in povertà assoluta (la spesa minima necessaria per acquisire i beni e servizi inseriti nel paniere di povertà assoluta e avere una vita dignitosa), passando da meno di 500.000 a più di un milione. Solo nel 2012, il loro numero è cresciuto del 30% rispetto all’anno precedente, con un vero e proprio boom al Nord (+ 166 mila minori, per un incremento del 43% rispetto al 2011) e al Centro (+41%). Il Sud già fortemente impoverito ha conosciuto un aumento relativamente più contenuto (+20%) e raggiunto la quota stratosferica di mezzo milione di minori nella trappola della povertà.
Ma chi sono i bambini che non hanno il necessario per una vita dignitosa?
Sono i figli di genitori disoccupati (+8,5% il tasso di povertà assoluta nelle famiglie senza occupati), oppure  monoreddito ( +3,1% l’escalation della povertà), o ancora bambini i cui genitori hanno un livello d’istruzione basso. Fra i nuclei familiari con capo-famiglia privo di titolo di studio, l’incidenza della povertà assoluta è stata del 3,1%.

Minori sotto sfratto
Negli ultimi 5 anni sono stati emessi quasi 300 mila provvedimenti di sfratto per morosità e ne sono stati eseguiti 100 mila. Nel 2012 le ingiunzioni per morosità hanno superato, per la prima volta, quota 60 mila: ogni 10 sfratti emessi, 9 sono dovuti alla difficoltà o impossibilità delle famiglie di fare fronte alle spese per la casa. Un’ incertezza abitativa che va di pari passo con la precarietà di molte sistemazioni: 1 milione e 344 mila tra bambini e ragazzi, il 12% della popolazione di riferimento, vive in situazioni di particolare disagio - sovraffollamento, alloggi privi di alcuni servizi e con problemi strutturali - con un incremento del 25% rispetto al 2007.

Crescere nell’Italia SottoSopra
La povertà nel suo senso più ampio - basso reddito, disoccupazione, mancanza di supporti emotivi e psicologici, mancanza di protezione ambientale - rappresenta il maggior “determinante di salute”, cioè ha un impatto rilevante e in negativo sulla speranza di vita e la salute media.  Povertà educativa
L’intensa povertà e deprivazione in cui vivono sempre più bambini, adolescenti e giovani, vuol dire innanzitutto riduzione delle libertà di scelta, privazione di opportunità, chiusura di orizzonti, impossibilità di fissare e raggiungere traguardi - ha osservato Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia - Ancora prima della mancanza di reddito è questa la povertà che spezza le gambe: una condizione che si può contrastare solo tornando ad investire sulla educazione. Serve più scuola, e di prim’ordine e, allo stesso tempo, servono territori ad alta densità educativa, dove  tutti i bambini, senza alcuna eccezione, possano non solo studiare ma fare attività ugualmente rilevanti, come sport, musica, gioco, stare insieme, scoprendo le proprie passioni e talenti e imparando a pensare il futuro in modo aperto”.


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