Olimpiadi: il tempo previsto limiterà i danni agli atleti

Olimpiadi: il tempo previsto limiterà i danni agli atleti

Il Sindaco londinese accusato di manipolare i dati sulla qualità dell’aria

olympic stadium london 2012

Sull’ultimo numero di Regioni&Ambiente abbiamo dedicato ampio spazio all’obiettivo dichiarato dal Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici di Londra di fare della XXX edizione , le Olimpiadi più sostenibili della storia (cfr: “Le Olimpiadi della sostenibilità”, n. 7-8 luglio-agosto 2012, pag. 59 e segg.).

In effetti, dalla costruzione delle sedi degli eventi sportivi, agli accorgimenti per la riduzione della produzione di rifiuti, al cibo di qualità, alla misura dell'impronta di carbonio dell'intera manifestazione, al riutilizzo degli impianti da parte della popolazione residente: tutto indica che la Manifestazione sarà “green”.
L’unico aspetto controverso sembra essere, a pochi giorni dall’evento, la qualità dell’aria della capitale britannica che potrebbe causare malori agli atleti e comprometterne le prestazioni.

A lanciare l’allarme dalle colonne di The Guardian il 16 luglio è stata Keith Prowse, consulente medico e per le malattie della respirazione della British Lung Foudation, secondo la quale l’inquinamento atmosferico di Londra ha raggiunto livelli talmente elevati che potrebbe indurre alcuni degli atleti, specialmente quelli impegnati nelle gare di resistenza, ad assumere farmaci specifici per tenere sotto controllo le difficoltà di respirazione, i dolori alla gola e al petto. 
Lo smog, infatti, potrebbe compromettere in misura significativa le gare degli atleti, dal momento che, proprio in presenza di alti tassi di inquinamento, molti di loro non riescono a raggiungere la condizione ottimale per gareggiare al meglio.


“Se c'è un picco di smog, poi, gli atleti, soprattutto nelle gare di resistenza, non raggiungeranno il top delle loro prestazioni e coloro che hanno tendenza all’asma saranno duramente colpiti - ha affermato la Prowse - Gli atleti si stanno esercitando al massimo, ma se l'aria è inquinata si infiammano le vie respiratorie e si potrebbero avere effetti significativi sulle gare di resistenza come la maratona, e le altre gare della corsa oltre i 400-800m, ma anche nelle gare di vela”.

Il Met Office, l’Osservatorio meteorologico britannico, che ha il compito di monitorare i livelli di inquinamento dell’aria per tutta la durata delle Olimpiadi, ha fatto sapere che tre mesi di continue piogge hanno mantenuto bassi i livelli di ozono e smog e che le previsioni meteo durante i Giochi indicano un tempo variabile con temperature inferiori alle medie del periodo, ritenendo “improbabile un lungo incantevole tempo caldo e soleggiato”.

I principali inquinanti atmosferici a Londra sono le minuscole particelle di fuliggine oleosa, chiamate PM 10 e PM 2.5, per lo più emesse.dal traffico, ma anche dalle fabbriche. Non è noto il livello "sicuro" di esposizione ad essi, anche perché Londra non ha presentato ancora il suo piano di qualità dell’aria alla Commissione UE che nel mese di giugno ha respinto, comunque, i piani di diverse città del Regno Unito.

Inoltre, la città ha i più alti livelli di biossido di azoto (NO2) di qualsivoglia una delle 27 capitali europee, tanto che gli esperti di inquinamento atmosferico dicono che quelli di Londra sono paragonabili a quelli di Pechino prima che, durante le Olimpiadi del 2008, venissero chiuse alcune fabbriche e fosse imposta una riduzione del 50% del traffico cittadino, misure queste che 12 mesi più tardi hanno permesso alla capitale cinese di affermare di aver avuto nel 2008 l’aria più pulita dell’ultimo decennio.

Piuttosto che ridurre il traffico per tutta la durata dei Giochi, accusano gli ambientalisti, il Sindaco di Londra Boris Johnson ha invitato la gente a limitare l’uso dell’auto ed utilizza i “soppressori di polvere”, spray di acetato di calcio e magnesio che, come specificato da Transport of London, appiccica letteralmente il particolato alla carreggiata e gli impedisce di ricircolare in aria.

Simon Birkett, Direttore di Clean Air in London, ha fatto notare tuttavia che i 15 siti dove vengono attuate queste misure sarebbero vicini alle stazioni di monitoraggio della qualità dell'aria per misurare il livello di inquinamento a Londra.

In poche parole il Sindaco londinese truccherebbe i dati per evitare le multe imposte dall’UE per chi non consegue gli obiettivi della Direttiva.

“L’uso di soppressori di polvere di fronte alle stazioni ufficiali di monitoraggio della qualità dell'aria è una frode della salute pubblica su scala industriale - ha dichiarato Birkett sul “Sunday Times” del 15 luglio - Questa non è polvere domestica inerte. Sono particelle tossiche e cancerogene. È difficile da credere che il Sindaco stia usando questi camion per evitare le violazioni della legge nelle corsie preferenziali per le Olimpiadi. Dovrebbe affrontare le emissioni dei diesel e degli altri veicoli alla fonte, anziché truccare i dati”.

Il Sindaco Mr Johnson ha insistito, tuttavia, che i soppressori fanno parte di una strategia a breve termine per ridurre l'inquinamento, a fianco misure a lungo termine tra cui ridurre le emissioni in più zone.

Resta il fatto che alla vigilia dei Giochi Olimpici ClientEarth, un’organizzazione non-profit di giuristi ambientalisti, si appresta a chiedere al più alto tribunale civile della Gran Bretagna di costringere il Governo a rispettare le normative sulla qualità dell’aria. Secondo ClientEarth, il Governo britannico sta violando la scadenza del 1° gennaio 2010 imposta dall’Unione europea per il rispetto dei piani di qualità dell’aria per Londra e altre 16 città, trascurando i suoi impegni per ridurre le emissioni che contribuiscono all’inquinamento urbano da smog e particolato.

“Abbiamo visto un sacco di linee guida, ma molta poca azione da parte del Governo - ha dichiarato l’avvocato che segue la questione Alan Andrews, in una intervista telefonica rilasciata ad EurActiv il 19 luglio - La qualità dell'aria, non ottiene l'attenzione che meriterebbe”.

Andrews ha sottolineato che in quello stesso giorno ClientEarth avrebbe chiesto alla Suprema Corte britannica di esprimersi se i giudici del Regno Unito abbiano la competenza a pronunciarsi in merito o si debba far riferimento alla Corte di Giustizia europea in Lussemburgo, dopo che precedentemente, in un ricorso per la mancata presentazione alla Commissione UE del Piano di qualità dell’aria, come previsto dall’articolo 22 della Direttiva UE, da parte del Governo, era stato respinto dall’Alta Corte di Londra (e confermata dalla Corte d’Appello il 30 maggio) perché le misure correttive spettano alla Commissione UE e non già al giudice nazionale.

Nonostante queste battute d'arresto resta il fallimento del Governo britannico a far fronte alla Direttiva UE sostengono gli avvocati ambientalisti di ClientEarth, a cui l’Esecutivo UE ha fatto sapere che è in attesa del ricorso “per decidere il modo migliore con cui procedere su questa questione, dato che appare ormai chiaro che numerosi piani di qualità dell'aria, compresi il piano per Londra, non sono stati comunicati alla Commissione”.


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