La tomografia sonica è una procedura non invasiva, in grado di verificare lo stato di stabilità e salute degli alberi.

tomografia

Gli alberi sono da considerarsi un bene primario dell’uomo, in particolare in città dove le loro funzioni ornamentali ed igieniche risultano indispensabili, è dunque importante dotarsi di tecniche idonee ad accertarne la stabilità, a diagnosticarne lo stato di pericolosità e a prescrivere gli interventi da effettuare.
Gli eventi atmosferici sembrano aver intensificato la loro violenza e, sovente, alberi singoli o in gruppo (filari), non riescono a contrastare le forze esterne, soccombendo con parti o con l’intera struttura.
Va però anche puntualizzato che la gestione degli alberi non ha sempre seguito le regole della buona arboricoltura; pertanto anche in assenza di eventi atmosferici intensi le piante cedono all’azione del loro stesso peso, indebolite da un decadimento della qualità dei tessuti legnosi interni spesso invasi  da patogeni (carie).

Il settore della diagnostica delle piante è dunque diventato materia di grande interesse e sono ormai diverse le figure professionali specializzate in tale settore che si avvalgono, nelle loro analisi, di alcune metodologie riconosciute anche dalla magistratura di molti Paesi Europei.

Parlando appunto di nuove strumentazioni per una sempre più puntuale diagnosi abbiamo incontrato il Dott. Francesco Lunardini, Agronomo Paesaggista che opera da lungo tempo nel campo della stabilità degli alberi, che ha dotato il suo Studio di una nuovissima tecnologia per la diagnosi dello stato di salute degli alberi, paragonabile per praticità, costo e precisione ad una vera e propria TAC. Il tomografo sfrutta le proprietà della diffusione del suono nel legno per produrre una “fotografia” dell’interno dei tronchi, un’immagine che riporta le parti di legno sano, le cavità e il legno degradato. L’analisi tomografica è un test poco invasivo, semplice, rapido e di immediata comprensione. Lo strumento si compone di una serie di sensori e di amplificatori; ogni amplificatore connette 2 sensori. Di norma si posizionano da un minimo di 6 fino a 32 sensori attorno al fusto dell’albero. Tramite un martello si percuotono uno alla volta tutti i sensori mentre gli altri fungono da riceventi. Lo strumento calcola in frazioni di secondo tutte le velocità di propagazione del suono

Alla fine il risultato è una distribuzione a 2 dimensioni della velocità (tomogramma) all’interno del fusto nella sezione in cui è stato condotto il test. L’immagine tomografica indica le dimensioni e la posizione delle cavità e delle degradazioni. La velocità con cui si propaga il suono cambia anche in funzione della direzione pertanto occorre effettuare più rilevazioni campione (radiale, tangenziale e longitudinale).

Alla luce di una esperienza pluriennale il Dott. Lunardini chiarisce che: ”i valori numerici ottenuti dai diversi diagrammi debbano essere correttamente interpretati e non applicati “tout-court”, l’osservazione visiva del reale stato di salute della pianta, la presenza di difetti esterni che segnalano la presenza di criticità, apparati radicali lesionati o che possono esserlo per la presenza, ad esempio di sottoservizi, sono tutti parametri che devono essere presi in considerazione prima e durante l’applicazione di un qualsiasi metodo di valutazione di stabilità”.

Dottore quanto è conosciuta ed applicata questa tecnica di indagine?
La tecnica è conosciuta soprattutto a livello degli esperti del settore e a livello universitario. La scarsa diffusione dei tomografi, concentrati prevalentemente nel nord Italia, al momento, non ha favorito l’applicazione. C’è da dire, inoltre che, gli uffici comunali del Verde pubblico, spesso sono diretti da personale con formazione diversa da quella agraria e forestale e quindi più difficilmente conoscono e comprendono l’utilità di questa diagnostica.

Quali sono i vantaggi per le piante che subiscono questo tipo di esame?
La conoscenza dello stato di salute “interno” della pianta permette di potere attuare un più preciso piano di manutenzione associando ai trattamenti sistemici necessari per contenere, rallentare o eliminare gli attacchi entomopatologici. Inoltre la conoscenza della tenuta meccanica del legno permette di equilibrare la chioma rispetto funzione della resistenza del legno.

Come valuta il livello della prevenzione nelle azioni di tutela nazionali del patrimonio arboreo?
La Legge 10/2013 ha iniziato ad affrontare il problema imponendo alle PPAA l’obbligo del censimento del patrimonio arboreo pubblico. In questo caso i Dirigenti più competenti hanno scelto di abbinare al vero censimento anche le schede di valutazione di stabilità.
Per definizione la validità dei metodi di valutazione del rischio non può mai essere considerata assoluta, soprattutto quando le indagini sono realizzate su forme viventi in continuo dinamismo e, pertanto, avere la possibilità di conoscere e applicare più metodologie permette di allargare il campo di valutazione e di poter intervenire prontamente e con sicurezza per salvare i nostri alberi è importante anche rilevare che contrariamente ad altre diagnosi esistenti la tomografia ci permette di rilevare lo stato di salute dei nostri alberi senza provocare nessun danno né diretto, né indiretto.