In tanti a sostegno della candidatura del tartufo a patrimonio dell’umanità

In tanti a sostegno della candidatura del tartufo a patrimonio dell’umanità

Si è svolto a Palazzo Benucci di Roma l'evento promosso dall'Associazione Nazionale Città del Tartufo a sostegno del processo di candidatura della "Cultura del Tartufo" a "Patrimonio Immateriale dell'Umanità" di cui alla Convenzione dell'Unesco.
di Carla Adamo

Il tartufo, con il suo affascinante sistema di valori e di saperi, è l'elemento che riesce a legare e unire l'Italia, e si fa custode e simbolo di un patrimonio antico da tramandare e valorizzare.

Così è stato tratteggiato durante la serata che l'Associazione Nazionale Città del Tartufo (ANCT) ha promosso a Roma il 26 ottobre 2016 a sostegno del processo di candidatura all'Unesco della "Cultura del Tartufo" a "Patrimonio Immateriale dell'Umanità". L'evento, organizzato da Umberto Masci, si è svolto a Palazzo Benucci, residenza di grandissimo pregio che, grazie alla disponibilità della padrona di casa Ida Benucci, ha aperto le sue porte ai tanti ospiti della serata.

Accolti dal Presidente dell'ANCT Michele Boscagli, hanno infatti partecipato rappresentanti delle istituzioni e della diplomazia, tra cui l'On. Rosy Bindi, l'ambasciatore italiano presso la Santa Sede Daniele Mancini e Amr Helmy, Ambasciatore egiziano in Italia, nonché personaggi della cultura, dello spettacolo e della moda come Marco Columbro, Marina Ripa di Meana e Anna Fendi.

Una richiesta di candidatura, quella della "Cultura del tartufo", in seno alla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale redatta dall'Unesco nel 2003, che oltre ad aver creato attorno a sé un'importante massa critica e aver ottenuto il sostegno della società e delle istituzioni, va avanti anche grazie alla collaborazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), rappresentato, durante la serata, da Stefania Baldinotti ed Elena Sinibaldi. All'evento, inoltre, erano presenti alcuni rappresentanti dei 53 Comuni di 13 regioni, membri dell'Associazione. Erano presenti infatti i Comuni di Alba (Cn), Norcia (Pg), Pietralunga (Pg), Valtopina (Pg), Fabro (Tr), Ascrea (Ri), Bondeno (Fe), San Pietro Avellana (Is) e San Giovanni d'Asso (Si). Notevole anche l'interesse e la presenza della stampa con giornalisti di calibro nazionale.

"Dopo quello che abbiamo promosso a Torino con la collaborazione della Regione Piemonte questo è sicuramente un evento fondamentale per il nostro percorso di candidatura - ha spiegato Boscagli - Stiamo cercando di focalizzare in varie parti d'Italia l'attenzione su questa domanda che ci auspichiamo possa essere portata all'Unesco a Parigi. Stiamo facendo di tutto per promuovere il nostro impegno che si protrae da quattro anni e che speriamo presto veda finalmente il traguardo. Il prodotto tartufo è conosciuto per i suoi aspetti gastronomici ma con questa richiesta di candidatura il pregiato fungo si lega non solo alla tavola ma anche alla cultura, quindi a conoscenze, saperi e tradizioni alla base del rapporto uomo, cane e ambiente che si tramandano di padre in figlio, da generazioni, attraverso una tradizione orale".

(inserire foto con didascalia: Il Presidente dell'Associazione nazionale città del Tartufo con i Sindaci di alcuni dei Comuni membri )Tale patrimonio è stato sottolineato anche dalla proiezione del film "Memorie di tartufo. Una storia nascosta" di Remo Schellino, che documenta i saperi materiali e immateriali legati al tartufo, dal momento della cerca al suo uso in cucina, realizzato attraverso interviste a tartufai e chef secondo il metodo delle "storie di vita", e che ha entusiasmato i presenti.
"La mia forza sono gli amici - ha dichiarato Masci - è grazie a loro che si riescono a organizzare queste serate in cui cerchiamo sempre di dare qualcosa di diverso. Ho chiamato la signora Benucci che secondo me ha la casa più bella di Roma e dintorni. Qui si respira arte. Quale migliore, quindi, cornice per presentare un prodotto d'eccellenza".

"Difficilmente faccio entrare in questa cornice manifestazioni che non parlino di arte e cultura anche perché sono una gallerista, quindi è chiaro che tutti i miei riferimenti sono nell'arte - ha commentato a sua volta la signora Benucci - Tuttavia ho ospitato questo evento perché, a mio avviso, il tartufo è arte e porta con sé un mondo che è cultura".

"Dobbiamo sostenere con forza e determinazione questa richiesta - ha dichiarato l'On. Bindi - perché il tartufo è buono ed è frutto dell'incontro di lavoro, virtù e amicizia. Unisce l'Italia perché si trova in tante parti inaspettate dell'Italia ed esprime davvero una delle caratteristiche della nostra terra che vanno maggiormente riconosciute e premiate. Mi auguro che il nostro Paese sia unito anche in sede Unesco, perché, quando lo è, riesce a ottenere risultati. Penso che così sarebbero premiati tutti coloro che da molti anni lavorano, faticano e gioiscono intorno a questo prodotto buono e bello".

"Credo sia una richiesta di candidatura forte - ha aggiunto l'Ambasciatore Manciniche fa onore alla cultura del territorio che l'Italia è riuscita a veicolare anche a Bruxelles. Ogni luogo in Italia ha una sua specialità, ma a me piace molto che in questa occasione ben tredici regioni cooperino per raggiungere l'obiettivo, con concrete possibilità di conseguirlo".

"Il tartufo è un po' un sogno per molti, visto il costo, ma è un'eccellenza - ha dichiarato Columbro - Il fatto stesso che possa diventare patrimonio dell'umanità è evento tale che dimostra come i prodotti italiani abbiano un riscontro e un'attenzione a livello internazionale. Quindi è giusto proteggerli, perché sono un patrimonio per tutti". "Finalmente una serata come 'il faut', con il tartufo - ha concluso Marina Ripa di Meana - ne sono veramente entusiasta. La richiesta di candidatura all'Unesco del tartufo, consente a questo prodotto della terra di avere la collocazione che merita".

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