La storia di un imprenditore che con coraggio e determinazione ha salvato la sua azienda dalle grinfie della criminalità organizzata.

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In 100.000 si sono dati appuntamento a Latina per per la 19° edizione della Giornata dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie organizzata da Libera e Avviso pubblico.
Ragazzi, anziani, famiglie, associazioni e cittadini comuni si sono stretti attorno ai familiari e ai parenti delle vittime della criminalità organizzata e hanno sfilato in corteo per dire basta alla mattanza delle mafie e dare un segnale di speranza nel nome della legalità e della giustiza.
In questa occasione vi riproponiamo l'intervista a Roberto Battaglia, l'imprenditore casertano che con coraggio si è riufiutato di piegarsi alla camorra.

 

"E' un grande segnale! Se gli imprenditori si ribellano al pizzo, e nel caso specifico di Battaglia denunciano, per la camorra è finita!" Sono state le parole dell'allora Procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, in una trasmissione TV dopo aver ascoltato la storia di Roberto Battaglia, l'imprenditore casertano che ha intrapreso una coraggiosa lotta contro la camorra, denunciando i gruppi criminali che ogni giorno tormentavano il suo caseificio, noto come La Latteria Della Bufala, che produce ottimi prodotti a base di latte di bufala Casertana.
Abbiamo incontrato a Capua Roberto Battaglia per conoscere meglio la sua storia e la sua azienda.

 

Essere imprenditore in terra di camorra è una scommessa pesante e lei ha fatto scelte precise denunciando in diretta e mettendoci la faccia. Cosa chiede ai suoi colleghi caseari e cosa si sente di dire alla popolazione locale in termini di lotta per la legalità?
Agli imprenditori chiedo una maggiore partecipazione a tutto ciò che è legale e in particolare chiedo di ribellarsi a quel "gruppo di personaggi" che tendono solo a distruggere il nostro territorio. Le persone che mi sono vicine approvano le mie idee e mi spronano a ripetere tutto quello che ho fatto finora, se mai ci fosse la necessità, ossia denunciare e far arrestare i principali esponenti del clan dei Casalesi.
In questo territorio, così difficile e così torturato dalla camorra, sono necessari imprenditori che abbiano il coraggio di collaborare con lo Stato e di ribellarsi all'illegalità.

 

Produrre eccellenze alimentari in una terra devastata da inquinamento diffuso e discariche illegali non rischia di dare al prodotto un’aura di pericolosità?
Quando i clienti, soprattutto quelli romani, leggono Caserta come luogo di produzione, effettivamente si pongono il dubbio se il prodotto finale possa essere inquinato o meno. Io, però, li rassicuro e cerco di spiegare che il latte, ossia la materia prima, arriva da allevamenti controllati e situati in una zona sana e libera da ogni inquinamento. Tuttavia mi rendo conto che non è facile far accettare questo prodotto, soprattutto se giornali e TV denunciano ripetutamente le numerose discariche a cielo aperto e i continui illeciti ambientali nel territorio campano.

 

Cosa vorrebbe dire ai suoi clienti per rassicurarli sulla bontà e sulla sicurezza dei vostri prodotti?
I nostri prodotti possono piacere oppure no, la mia mozzarella potrebbe essere meno salata di quella di altri miei colleghi, ma ogni giorno dietro ogni mozzarella c'è un duro lavoro affinché il latte e il prodotto finale siano sani e sicuri.

 

Quali erano le sue precedenti esperienze nel settore caseario?
In realtà di esperienze nel settore non ne avevo, ma avendo lavorato come fornitore di latte di bufala per diverso tempo, ho avuto per anni la possibilità di entrare nelle aziende dove veniva lavorato il latte e col tempo sono riuscito a carpire tutti i segreti di questo mestiere.

 

Qual è la sua produzione attuale?
Noi trasformiamo ogni giorno dai 10 ai 20 quintali di latte, a seconda delle richieste che arrivano dal territorio nazionale e dall'estero. Inoltre, avendo ottenuto importanti forniture dalla GDO, produciamo quotidianamente dai 3 ai 4 quintali di mozzarella.

 

Come si attesta la sua produzione nel mercato locale e in quello nazionale?
La vendita locale è rappresentata dal negozio a Capua e dal punto vendita a Casagiove. Abbiamo una richiesta continua di vendita diretta locale di mozzarella fresca, per una produzione di circa 300 - 400 chilogrammi. Altri 300 sono suddivisi nel resto della penisola e abbiamo, inoltre, delle piccole forniture negli Stati Uniti e in Giappone.

 

Come si diversificano i prodotti della Latteria di Capua?
Trasformiamo il nostro latte per il 70% in mozzarella di bufala, per il restante 30% produciamo ricotta, caciocavalli e scamorza di bufala. Produciamo anche la stracciatella e la burrata, prodotti tipici pugliesi, completamente di bufala. Sono prodotti molto apprezzati e richiesti dal mercato.

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Quante persone sono impiegate nell’azienda?
Tra l'azienda agricola e il caseificio sono impiegate circa 20 unità lavorative. Nel mini-caseificio presso Eataly Roma, nel quale si produce mozzarelle in diretta, lavorano altre 10 persone, tra autisti, addetti alla produzione e addetti al banco.

 

Qual è l’attenzione nei confronti degli animali da latte? Dove vengono allevati?
Prestiamo forte attenzione per i nostri animali. I 300 capi di bestiame del nostro allevamento vivono nella tenuta di Caiazzo, nell'alto casertano ai confini col beneventano, un territorio che per me rappresenta l'"Umbria della Campania" per i suoi meravigliosi paesaggi che fortunatamente sono rimasti esclusi dalla devastazione delle discariche abusive tipiche del basso casertano e della zona del basso Volturno. L'allevamento in collina certamente è più difficile di quello in pianura, ma ho preferito concentrare in quel luogo sano la mia azienda agricola.