Riqualificare le aree urbane con flora spontanea

Riqualificare le aree urbane con flora spontanea

Il Convegno di presentazione del Manuale ISPRA è stata l’occasione per avviare un dibattito e approfondire le tematiche su un utilizzo di una risorsa in grado di fornire nuove opportunità sia in termini di costi che di efficacia di prestazione.

Riqualificare le aree urbane

Con la Legge 10 del 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” (G.U. n. 27 del 1° febbraio 2013), l’Italia si è dotata di uno strumento normativo volto a promuovere e sviluppare le competenze urbanistiche degli Enti locali (regioni, province e comuni) con azioni e misure indirizzate verso un equilibrio maggiormente sostenibile tra aree urbanizzate e aree destinate a verde pubblico, avendo come obiettivo anche il risparmio e il recupero di suolo che prevengono il dissesto idrogeologico, e conducono al miglioramento della qualità dell’aria e ad una sana vivibilità degli insediamenti urbani.

In tale contesto l’utilizzo della flora spontanea, dalle specie erbacee ai grandi alberi, è una risorsa in grado di fornire nuove opportunità sia in termini di costi che di efficacia di prestazione, che in tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo, possono contribuire concretamente al risparmio di acqua e alla riduzione dei costi delle cure colturali.

Poiché l’impiego di piante erbacee spontanee autoctone negli spazi a verde è, però, una tecnica recente nel nostro Paese, è necessario intensificare studi al riguardo, sia per quanto riguarda la valutazione del comportamento in opera delle numerose specie della nostra flora, sia per il conseguimento della conoscenza approfondita delle esigenze eco-fisiologiche delle piante più idonee.

Inoltre, la biodiversità urbana ha la potenzialità di diventare un punto di forza della politica gestionale dell’intera città, con una grande attrattiva a livello popolare. Disporre di una flora, ma anche di una fauna, specifica, tipica di un dato ambiente, può diventare un simbolo di identità, oltre ad assumere interesse dal punto di vista scientifico per il ruolo e il valore ecologico che esprime. 

Luoghi elettivi per interventi che mirano all’incremento della diversità biologica, soprattutto con l’impiego di specie spontanee, sono diventati, a livello di macroscala, i “margini” delle città (brownfield), mentre a microscala sono gli spazi verdi urbani, gli stessi giardini privati dove si assiste alla tendenza sempre più diffusa di optare per schemi naturali o, più semplicemente, di utilizzare piante autoctone.

Per fare il punto sullo stato dell’arte, criticità e possibilità di impiego, si è svolta il 31 maggio 2013 a Roma, presso la sede dell’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) un Convegno, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la presentazione del Manuale “Specie erbacee spontanee mediterranee per la riqualificazione di ambienti antropici” dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a cui hanno concorso studiosi di varie Università e Istituti di Ricerca, coordinati da Francesca Bretzel (CNR Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, sede di Pisa) e da Daniela Romano (Università di Catania, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agrarie e alimentari).

L’intento di contribuire alla salvaguardia del nostro territorio e al risanamento di ambienti compromessi attraverso metodologie, linee guida e soluzioni tecniche percorribili è uno dei compiti del nostro Istituto - ha dichiarato Emi Morroni, Direttrice del Dipartimento Difesa della Natura dell’ISPRA - Il Manuale, tra i primi nel panorama scientifico italiano a trattare le criticità e le possibilità d’impiego delle specie erbacee spontanee mediterranee in aree degradate, rappresenta una sfida che, se opportunamente colta, potrà contribuire alla riqualificazione di ambienti antropizzati”.


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