Rinnovabili UE: progressi verso l’obiettivo

Rinnovabili UE: progressi verso l’obiettivo

L’eolico off shore è tuttavia in grossa difficoltà e l’attuale crisi economica potrebbe determinare, in generale, un rallentamento degli investimenti nelle rinnovabili nei prossimi anni. Senza la riduzione dei costi amministrativi ed una maggior integrazione nel mercato a rischio l’obiettivo al 2020.

eolico

Il 27 marzo 2013, la Commissione europea, oltre ad aver avviato un’ampia consultazione sull’istituzione entro il 2013 di un Quadro strategico per le politiche in materia di cambiamenti climatici ed energia da oggi al 2030, ha pubblicato la sua prima relazione (prevista ogni 2 anni) sui progressi compiuti dagli Stati membri nell’implementazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili, in particolare nel perseguire gli obiettivi vincolanti previsti.

La relazione si basa sui dati forniti da Eurostat, sulle relazioni che gli Stati membri hanno presentato alla Commissione nel 2011 e sulla relazione che la Commissione stessa ha autonomamente commissionato a Ecofys in merito ai progressi nella produzione di energia da rinnovabili, con un focus particolare sulla sostenibilità dei biocarburanti.

Secondo quanto riportato nel “Renewable energy progress report”, dopo l’approvazione della suddetta Direttiva si sarebbe registrata una crescita significativa del consumo energetico da rinnovabili, con positive indicazioni che l’UE, nel suo complesso, è sulla giusta traiettoria per raggiungere nel 2020 l’obiettivo del 20%.

La maggior parte degli Stati membri ha registrato una crescita significativa delle energie rinnovabili negli ultimi anni, con ben 20 Stati membri che avevano già conseguiti al 2010 gli obiettivi intermedi del 2011 o, addirittura, del 2012. Tuttavia, la Commissione ha sottolineato che, con il trascorrere degli anni e a mano a mano che si avvicina il traguardo, il percorso è più ripido e difficoltoso, in relazione alla crisi economica in atto che sta colpendo anche il settore delle rinnovabili.

In particolare, la relazione ha osservato che 15 Stati membri non erano riusciti a raggiungere per il 2010 i loro obiettivi di energia elettrica da rinnovabili, mentre sono stati 22 quelli che, sempre nel 2010, non hanno centrato l'obiettivo del 5,75% di rinnovabili nel settore dei trasporti.

Anche il settore del riscaldamento e raffrescamento ha subito un certo rallentamento che, secondo la Commissione UE, rischia di accentuarsi nei prossimi anni.

Comunque, il settore che desta le maggiori preoccupazioni è l’eolico, dal momento che gli obiettivi dei Piani nazionali sono assai lontani dall’essere conseguibili, soprattutto per il forte rallentamento dell’off-shore. Con questo andamento l’obiettivo previsto di 500 TWh sarebbe alfine della metà.
Un altro settore in difficoltà, anche se non paragonabile all’eolico, è quello delle biomasse che con gli attuali trend mancherebbe, seppur di poco, l’obiettivo.

Diverso è il caso del fotovoltaico che ha dimostrato la sua maturità tecnologica portando la produzione di energia del settore al livello di quelle di Cina, India e Stati Uniti. Questo eccesso di capacità ha fatto abbassare notevolmente i costi di produzione, mentre i rigidi regimi degli incentivi nazionali non sono stati, in generale, capaci di adattarsi rapidamente alla diminuzione di tali costi facendo aumentare i profitti e creare un tasso e una scala di installazione in alcuni Paesi eccessivi in un momento di generale crisi economica. Il risultato è stato di improvvisi ed imprevedibili cambiamenti in una serie di regimi nazionali di sostegno, che hanno determinato una riduzione degli investimenti.

Per la Commissione UE sussiste il rischio che si passi dall’attuale positivo livello intermedio di 46 TWh, anziché dei previsti 35 TWh, ad un leggero deficit finale al 2020.

Per quanto riguarda i biocarburanti per il settore dei trasporti, il leggero surplus attuale rispetto alla traiettoria prevista è destinato a tramutarsi al 2020 in un pesante deficit, a meno che non siano adottate ulteriori misure. Inoltre, il report segnala che la Commissione ha proposto una modifica dell'obiettivo del 10% per le energie rinnovabili nel settore dei trasporti, richiedendo un maggiore utilizzo di prodotti non alimentari come materia prima per contribuire a raggiungere l’obiettivo.

Il maggiore impiego di materie prime avanzate, che riducono le emissioni di gas serra rispetto a quelle alimentari, richiede chiaramente misure supplementari per il conseguimento del target.

Approfondimenti sul numero di marzo-aprile 2013 di Regioni&Ambiente


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