Nonostante i tentativi della nuova Amministrazione USA di rimettere in discussione l'Accordo di Parigi e di rilanciare l'industria del carbone, il nuovo Rapporto di REN21 sottolinea che gli investitori credono sempre più nelle opportunità legate ad un futuro energetico rinnovabile al 100%, senza che il conseguimento di tale obiettivo presupponga il superamento di ostacoli.

"Non è stato possibile firmarla - ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, al termine del G7 Energia di Roma che si è svolto il 10 aprile 2017 e che si è concluso senza la Dichiarazione finale congiunta - Gli Usa stanno rivedendo le loro politiche energetiche e quindi hanno chiesto più tempo per definirle anche rispetto all'Accordo di Parigi".

Se il G7 viene bloccato nella sua spinta verso le rinnovabili dalla politica di Trump che vuole rilanciare l'industria del carbone, lo slancio delle rinnovabili non si arresterà, come indica l'ultimo Rapporto di REN21 (Renewable Energy Policy Network for the 21st Century), l'Associazione no-profit che ha sede a Parigi presso il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), presentato la settimana scorsa a New York durante il Sustainable Energy for All Forum (SE4All).

"Renewables Global Futures Report. Great Debates Towards 100% Renewables Energy", prende in esame la fattibilità e gli ostacoli per un mondo energeticamente rinnovabile al 100%, attraverso le opinioni di 114 più importanti esperti di energia di ogni regione del mondo, raggruppate in "12 grandi dibattiti" che vanno dal riscaldamento ai trasporti, all'interconnessione dei vari settori, al ruolo delle mega-città, a come potrebbero essere le utilities del futuro.
"Questo Rapporto presenta una vasta gamma di opinioni di esperti ed è pensato per stimolare la discussione e il dibattito sia sulle opportunità che sulle sfide per raggiungere un futuro energetico rinnovabile al 100% entro la metà del secolo - ha affermato Christine Lens, Segretaria esecutiva di REN21 - Conseguire tale obiettivo non è un pio desiderio, poiché solo comprendendo pienamente le sfide e impegnandosi in un dibattito informato su come superarle, i Governi possono adottare le giuste politiche e gli incentivi finanziari per accelerare il ritmo dell'attuazione".

Secondo il Rapporto, più del 90% degli intervistati, concorda sul fatto che le tecnologie energetiche rinnovabili servono a ridurre gli ostacoli che impediscono alle comunità di accedere ai servizi energetici. Si stima che siano attualmente oltre 100 milioni le persone che ricevono energia elettrica tramite sistemi di energia rinnovabile distribuita , con i relativi mercati in rapida crescita.
Oltre il 70% degli esperti intervistati ritiene che una transizione energetica globale al 100% rinnovabili sia fattibile e realistica, con gli esperti europei e australiani che risultano i più convinti.

Un consenso enorme si registra sul fatto che l'energia rinnovabile sarà predominante e sono numerosi gli esperti che mettono in rilievo come anche le multinazionali stiano scegliendo sempre più prodotti energetici rinnovabili sia tramite utilities sia attraversi investimenti diretti per produrre in proprio energia rinnovabile. Ci sono già molte imprese, regioni, isole e città che hanno stabilito programmi per raggiungere l'obiettivo di produrre il proprio fabbisogno energetico al 100% da rinnovabili e l'eolico e fotovoltaico sono già a prezzi competitivi rispetto alle fonti fossili.
Quasi il 70% degli intervistati si aspetta che il costo delle rinnovabili continui a scendere, diventando più economico di tutti i combustibili fossili entro 10 anni.

Il Rapporto ha individuato pure le sfide da affrontare:
- in alcune regioni, in particolare Africa, Stati Uniti e Giappone, gli esperti si sono dichiarati scettici sulla possibilità di raggiungere il 100% di energia rinnovabile entro il 2050, per effetto delle attività lobbistiche dell'industria energetica convenzionale;
- che il grande ribasso dei prezzi non sarà sufficiente a trasformare il settore dei trasporti, sostituendo semplicemente le auto a combustione con quelle elettriche, bensì ci sarà bisogno di un trasferimento modale dalla strada alla rotaia;
- la mancanza di certezze politiche a lungo termine e l'assenza di un clima stabile per gli investimenti ostacoleranno lo sviluppo delle fonti rinnovabili nella maggior parte dei Paesi.

"Quando REN21 è stata fondata nel 2004, il futuro delle energie rinnovabili sembrava molto diverso da quel che è oggi - ha sottolineato il Presidente di REN21, Arthouros Zervos - A quei tempi, nessuno avrebbe potuto immaginare che nel 2016 la Cina sarebbe diventata la centrale elettrica di energia rinnovabile del mondo e che più della metà degli investimenti globali nell'energia rinnovabile avrebbero avuto luogo nelle economie emergenti e in via di sviluppo. A quel tempo, le sollecitazioni per intraprendere un cammino verso le rinnovabili al 100% non venivano prese in considerazione, oggi gli esperti in energie più importanti del mondo si impegnano in un dibattito informato circa la sua fattibilità e in quale arco di tempo raggiungerla".