Rimodulazione volontaria degli incentivi alle fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche

Rimodulazione volontaria degli incentivi alle fonti rinnovabili elettriche non fotovoltaiche

Gli esercenti degli impianti dovranno esercitare entro il 17 febbraio 2015 l’opzione per l’allungamento del periodo di incentivazione di 7 anni con conseguente riduzione dell’erogazione annua.
assoRinnovabili chiede al Governo il differimento della scadenza del 30 novembre 2014 prevista per scegliere le modalità di riduzione della tariffa da parte degli operatori delle FER elettriche fotovoltaiche, per la mancata emanazione in tempo utile del Decreto con i criteri per l’accesso ai finanziamenti garantiti dalla CDP.

fer taglio incentivi

Mentre le aziende titolari di impianti fotovoltaici dovrebbero scegliere entro il 30 novembre 2014 le modalità di riduzione delle tariffe incentivanti come indicati nei Decreti del Ministero dello Sviluppo Economico del 17 ottobre 2014, attuativi del Decreto “Spalma incentivi”, quale convertito in Legge n. 116/2014, i produttori di energia elettrica da rinnovabili non fotovoltaiche dovranno decidere entro il 17 febbraio 2015 se optare alla rimodulazione delle tariffe incentivanti, stante la pubblicazione sulla GU n. 268 del 18 novembre 2014 del Decreto MiSE 6 novembre 2014 che dà il via ai nuovi incentivi per gli impianti ammessi alla rimodulazione, secondo quanto previsto dal Decreto “Destinazione Italia”, convertito con modificazioni nella Legge n. 9/2014).

Abbiamo usato il condizionale nel primo caso, perché è in corso un’ulteriore querelle tra Governo e assoRinnovabili che ha promosso un ricorso contro il Decreto “Spalma incentivi”.
Ora, con un Comunicato del 17 novembre 2014, l’Associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili che assoRinnovabili conta più di 500 associati, più di 1.300 impianti per un totale di 11.000 MW di potenza elettrica installata, denuncia “la mancata emanazione del decreto che dovrebbe disciplinare i criteri e le modalità di accesso ai finanziamenti bancari garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, per mitigare, almeno in parte, gli effetti negativi dei tagli previsti dalla norma”.
Il Governo, incredibilmente, impone agli operatori fotovoltaici di scegliere le modalità con cui sarà ridotta la tariffa - ha affermato Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili - ma non fornisce gli strumenti e le informazioni necessarie affinché tale decisione possa essere presa in maniera seria e consapevole. Ad oggi, restano ancora poco più di 10 giorni lavorativi, un tempo assolutamente insufficiente!”.
Perciò è stato chiesto di posticipare il termine del 30 novembre 2014 di almeno 60 giorni.

Tornando al Decreto 6 novembre 2014, adottato al fine di rimodulare gli incentivi degli impianti alimentati a fonti rinnovabili già esistenti e diversi dagli impianti fotovoltaici, si applica a tutti gli impianti che percepiscono incentivi sotto forma di certificati verdi, tariffe onnicomprensive o tariffe premio, i cui esercenti optino per l’estensione del periodo di incentivazione di 7 anni, con conseguente riduzione dell’erogazione annua, secondo modalità che dovranno essere definite e pubblicate dal GSE entro il 19 dicembre 2014.
Nell’Allegato al Decreto sono contenute le specifiche formule di calcolo per la determinazione dell’entità della rimodulazione, a seconda che trattasi di impianti a certificati verdi, a tariffa onnicomprensiva ovvero a tariffa premio.

In alternativa, si può continuare ad usufruire del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo, ma si perde la possibilità di accedere ad ulteriori strumenti incentivanti per gli interventi di qualunque tipo realizzati sullo stesso sito, per 10 anni a partire dal termine del periodo di diritto al regime incentivante.

Comunque, anche nel caso in cui si scelga di esercitare l’opzione di rimodulazione, fino al termine del nuovo periodo di incentivazione, in caso di interventi realizzati sullo stesso sito dell’impianto non si avrà diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti, anche qualora l’esercente rinunci all’incentivo rimodulato, a parte il ritiro dedicato e lo scambio sul posto, se compatibili con il proprio meccanismo incentivante.
È possibile, accedere ad ulteriori strumenti incentivanti previsti dalla normativa vigente in caso di:
- interventi di potenziamento;
- interventi di integrale ricostruzione, effettuati a partire dal quinto anno successivo al termine del periodo residuo di diritto di godimento all’incentivo originario;
- interventi di rifacimento totale degli impianti a biomasse di potenza non superiore a 1 MW, se effettuati a partire dal 5° anno successivo al termine del periodo residuo di diritto di godimento all’incentivo.

Il Decreto in oggetto non si applica agli:
- impianti per i quali il periodo di diritto agli incentivi termina entro il 31 dicembre 2014;
- impianti a biomasse e a biogas di potenza non superiore a 1 MW, per i quali il periodo di diritto agli incentivi termina entro il 31 dicembre 2016;
- impianti che ancora godono degli incentivi CIP6 del 29 aprile 1992;
- impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2012 incentivati secondo il Decreto MiSE 6 luglio 2012.

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