Agli Stati Generali illustrate le Linee Guida predisposte per il Piano Strategico Nazionale dei Porti e della Logistica, previsto dallo “Sblocca Italia”, che deve essere approvato entro il mese di febbraio 2015.

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Indetti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si sono svolti al MAXXI di Roma il 9 febbraio 2015 gli Stati Generali dei Porti e della Logistica con l’obiettivo di accogliere osservazioni e suggerimenti in merito alla realizzazione del Piano Strategico Nazionale dei Porti e della Logistica, previsto dall’Art. 29 della Legge 11 novembre 2015 n.164 di conversione del DL n.133 del 12 settembre 2014 (“Sblocca Italia”), recante "Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive", pubblicato nella G.U. n. 262 dell'11 novembre 2014.

Per la definizione del Piano che dovrà essere approvato entro febbraio con DPCM su proposta del MIT, si è costituito un Comitato, composto da esperti, da rappresentanti delle categorie e associazioni interessate e da funzionari competenti del settore, al fine di valutare proposte e progetti per migliorare la competitività del sistema portuale e logistico italiano, agevolare la crescita dei traffici delle merci e delle persone, promuovere l'intermodalità nel traffico delle merci, razionalizzare le Autorità portuali esistenti.
Nel contempo, il Presidente del Consiglio dei Ministri avviava, per mezzo di un’apposita task force, l’esame della documentazione predisposta dalle Autorità Portuali relativa ad individuare i progetti più urgenti e funzionali all’attuazione degli indirizzi del Piano, nonché a dotare la programmazione infrastrutturale dei prossimi anni di un adeguato parco progetti.

Dall’azione congiunta dei tavoli si sono sviluppate, appunto, le Linee Guida, oggetto della convocazione degli Stati Generali, che declinano in modo più dettagliato l’approccio generale definito dall’Art. 29 dellla summenzionata Legge.
L'obiettivo non è né il conservatorismo né il consociativismo - ha affermato il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi - Anche per i porti e la logistica serve il coraggio di cambiare e costruire il futuro".
Lupi ha poi elencato quali sono gli obiettivi della riforma:
- fare in modo di acquisire nuovi traffici e mercati;
- fare in modo di attrarre investimenti e mantenere quelli che ci sono;
- recuperare il gap sullo sviluppo tecnologico con i concorrenti europei;
- semplificare le autorizzazioni e i controlli;
- ragionare su domanda e offerta dei porti e eventualmente razionalizzare le autorità portuali;
- aumentare la concorrenza nel settore.
Il Documento, molto sintetico, si compone di una introduzione che illustra il percorso compiuto, prefigurando i macro ambiti tematici che il Piano intende sviluppare e su cui i partecipanti agli Stati generali sono stati invitati a fornire contributi e/o integrazioni puntuali.

Tre sono gli obiettivi strategici sui quali si impernia il Piano, secondo quanto già indicato dal legislatore: migliorare la competitività del sistema portuale e logistico nazionale; favorire la crescita dei traffici delle merci e delle persone; agevolare la promozione dell'intermodalità nel traffico merci.
Tali obiettivi potranno essere raggiunti anche attraverso la razionalizzazione, il riassetto e l’accorpamento delle Autorità portuali esistenti.
Le Linee Guida contengono 9 punti programmatici:
1. Pianificazione strategica a lungo, medio e breve periodo.
2. Specializzazione delle realtà portuali, razionalizzazione del sistema di governance, integrazione dei “distretti logistici”.
3. Creazione di sinergie tra attori chiave appartenenti al settore pubblico.
4. Programmazione coordinata degli investimenti pubblici nel settore della portualità e della logistica.
5. Rimozione di bottlenecks infrastrutturali puntuali.
6. Semplificazione delle procedure e razionalizzazione dei processi decisionali.
7. Intermodalità.
8. Evoluzione tecnologica come abilitatore di un nuovo modello operativo più efficiente e più orientato a logiche di mercato e upgrade tecnologico infrastrutturale.
9. Integrazione tra sistema portuale e logistico e mondo imprenditoriale.

Il Ministro Lupi ha poi ricordato che saranno accolti pareri e opinioni fino a fine febbraio quando poi il Ministero “si prenderà la responsabilità e proporrà il piano strategico con le priorità”, aggiungendo che “questa riforma è un'opportunità, non dovremmo buttare via tutto ma serve il coraggio di cambiare, è una sfida che dobbiamo affrontare tutti insieme perché se perdiamo lo facciamo tutti”.

Ma la riforma proposta e i tempi di attuazione non convincono i Sindacati del settore.
Il Piano strategico è condivisibile nei suoi obiettivi che si propone per il recupero di competitività del sistema Paese sviluppando l’integrazione tra i nodi logistici portuali e la logistica terrestre. Detto ciò, il nostro giudizio rimane sospeso nel merito e nei contenuti del Piano stesso, essendo quest’ultimo fin troppo generico - ha dichiarato il Segretario generale UIL Trasporti, Claudio Tarlazzi - In questo contesto, ci preoccupa, infatti, più quello che non viene scritto di cui le Lobby di questo settore stanno discutendo, piuttosto che quello che abbiamo avuto modo di leggere”.