Rifiuti: L’Italia ai “corsi di recupero” UE

Rifiuti: L’Italia ai “corsi di recupero” UE

Per i Paesi ritardatari nel raggiungere gli obiettivi nella gestione dei rifiuti solidi urbani è prevista una tabella di marcia con le indicazioni sulle strategie e misure che devono essere intraprese.

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La Commissione UE sta svolgendo una serie di Seminari per aiutare i Paesi che segnano ritardi nella gestione sostenibile dei rifiuti, come avevamo preannunciato in occasione della presentazione nell’agosto scorso del quadro comparativo dei risultati degli Stati membri nella gestione dei rifiuti urbani (Screening of Waste Management Performance of EU Member States).

In sostanza, si tratta di “corsi di recupero”, per usare un termine scolastico, rivolti a quegli Stati che non sono riusciti a raggiungere i livelli essenziali di prestazione nel corso dei tempi prefissati e che devono, quindi, frequentare specifiche attività volte a colmare il gap, sulla base di tabelle di marcia personalizzate e raccomandazioni pratiche incentrate su un’efficace applicazione della legislazione UE in materia.

Per fare il punto della situazione, si è svolto il 19 marzo 2013 a Bruxelles un Seminario ad alto livello a cui hanno partecipato i 10 Paesi ritardatari già individuati ovvero, quasi tutti i Paesi dell’Est dell’Unione europea, la Grecia e l’Italia. Il nostro Paese è stato inserito nella “black list” per le cattive prestazioni delle regioni meridionali (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia) e del Lazio (regione quest’ultima per la cui gestione dei rifiuti, soprattutto per la discarica di Roma, Malagrotta, la Commissione UE nei giorni scorsi ci avrebbe deferito alla Corte europea di Giustizia), come specificato nella “Scheda” (Country Factsheet South Italy) e nella “Tabella di marcia” (Roadmap for South Italy), discusse con le autorità nazionali durante il Seminario bilaterale, svoltosi a Roma il 25 ottobre 2012.

“Numerosi Stati membri ricorrono ancora troppo allo smaltimento nelle discariche nonostante il nostro impegno a favore di un’Europa più efficiente sotto il profilo delle risorse - ha dichiarato Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente - L’interramento dei rifiuti comporta un ingente spreco di materiali di grande valore ed è un’occasione mancata per creare nuovi posti di lavoro, far crescere la nostra economia e ridurre gli impatti dei rifiuti sulla salute umana. Nel contesto economico attuale dobbiamo trovare soluzioni che ci consentano di migliorare la gestione dei rifiuti e di sfruttarli per creare occupazione alleviando la pressione sulle risorse naturali”.

Le tabelle di marcia evidenziano la necessità di usare strumenti economici per migliorare la gestione dei rifiuti urbani, ad esempio con tasse e divieti relativi allo smaltimento in discarica e all’incenerimento, sistemi di responsabilità del produttore e incentivi per la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti (ad es. sistemi che adottano il principio del “paghi quanto butti”). Inoltre, esse raccomandano di puntare sul miglioramento del monitoraggio e delle statistiche, sull’incremento del tasso di raccolta differenziata, su una migliore governance, sull’aggiornamento delle strategie di gestione dei rifiuti e su misure volte a una maggiore sensibilizzazione dei cittadini.

Nei documenti si indica pure che gli investimenti futuri nella gestione dei rifiuti dovrebbero dare priorità alla prevenzione, al riutilizzo, al riciclaggio e al compostaggio, ossia le opzioni più accreditate nella gerarchia dei rifiuti stabilita nel quadro della Direttiva quadro. La raccomandazione fa eco al quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, che introduce condizioni ex ante nel contesto dei fondi strutturali dell’UE in base a cui i progetti da finanziare devono essere in linea con la gerarchia dei rifiuti e aiutare gli Stati membri a rispettare gli obiettivi giuridicamente vincolanti dell’UE, come l’obiettivo di un tasso di riciclaggio del 50% per i rifiuti urbani.

La Commissione ha annunciato l’intenzione di organizzare ulteriori seminari sulla gestione dei rifiuti urbani negli Stati membri, in cooperazione con l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) che nello stesso giorno ha pubblicato un’analisi approfondita dei traguardi raggiunti negli ultimi decenni nel quadro delle politiche di gestione dei rifiuti dell’UE (“Managing municipal solid waste”).

La relazione dell’AEA, volta anche a supportare le iniziative della Commissione UE per il miglioramento delle prestazioni degli Stati membri, è particolarmente importante poiché i rifiuti urbani sono soprattutto competenza del settore pubblico e l’attuale situazione economica richiede una maggiore attenzione su come raggiungere gli obiettivi strategici nel modo più efficace ed economicamente conveniente. Insieme alla relazione principale, l’AEA ha pubblicato anche le relazioni sui singoli Paesi.

Approfondimenti sul numero 3-4, marzo-aprile 2013 di Regioni&Ambiente


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