La Commissione UE ha compiuto un passo importante verso la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra nei trasporti marittimi, valutando anche che, dalla proposta di monitoraggio, comunicazione e verifica, si ridurranno per società ed armatori gli oneri amministrativi.

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La Commissione europea ha adottato la scorsa settimana una Comunicazione “Integrare le emissioni del trasporto marittimo nelle politiche di riduzione dei gas a effetto serra dell’UE”  che definisce la sua Strategia per la progressiva riduzione dei gas a effetto serra prodotti dai trasporti marittimi.

Le emissioni derivanti dal trasporto marittimo internazionale rappresentano oggi il 3% delle emissioni di gas serra mondiali e il 4% delle emissioni di gas serra dell’UE, con prospettive che al 2050 tale percentuale raggiunga il 5%. In assenza di interventi, queste emissioni sono destinate ad aumentare significativamente in futuro, in linea con gli aumenti previsti del volume degli scambi tra tutti i continenti. Tale crescita vanificherebbe gli sforzi realizzati in altri settori per ridurre le emissioni complessive dei gas ad effetto serra dell’UE.  

Come primo passo nell’attuazione di questa Strategia, la Commissione UE ha proposto un atto legislativo che impone a partire dal 1° gennaio 2018 ai proprietari delle navi di grandi dimensioni (sopra 5.000 tonnellate di stazza lorda, escluse le navi da guerra, navi militari, navi per la cattura o la trasformazione di pesce, navi senza mezzi di propulsione meccanica, yacht e navi di Stato per finalità commerciale) di monitorare, comunicare e verificare (MRV) le emissioni di CO2 per:

- tutti i viaggi all’interno dell’Unione (vale a dire quelli tra i porti sotto la giurisdizione di uno Stato membro dell’UE

- tutti i viaggi in arrivo dall'ultimo porto extracomunitario al primo porto comunitario di scalo

- tutti i viaggi in uscita da un porto dell’UE verso il successivo porto extracomunitario di destinazione

Dopo essere monitorati, tali dati dovranno essere verificati in maniera indipendente e quindi segnalati alla Commissione e allo Stato di bandiera della nave. 

 “Oggi stiamo tracciando la strada verso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra provenienti dai trasporti marittimi - ha dichiarato il 28 giugno 2013 la Commissaria per l’Azione per il Clima, Connie HedegaardIl sistema di monitoraggio dell’UE porterà vantaggi a livello ambientale ed economico per il settore del trasporto marittimo aumentando la trasparenza in materia di emissioni e offrendo incentivi agli armatori affinché riducano queste emissioni. Questa iniziativa è pienamente in linea con le ultime proposte concernenti le norme mondiali in materia efficienza del carburante e con le misure fondate sul mercato attualmente oggetto di dibattito in seno all'Organizzazione marittima internazionale (IMO). Un sistema affidabile di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni è indispensabile per avviare dei dibattiti mirati in Europa e in tutto il mondo sugli obiettivi di riduzione per il settore.

Le regole proposte sono destinate a sostenere un approccio graduale verso la definizione di norme di efficienza energetica globali per le navi esistenti, come proposto dagli Stati Uniti e auspicato da altri membri dell’IMO, e si  adegueranno  alle norme mondiali se e quando sarà istituito un sistema globale.

La proposta della Commissione mira a ridurre al minimo l’onere amministrativo che grava sulle società fondando le norme su documenti esistenti e sulle attrezzature presenti a bordo delle navi. Gli armatori saranno liberi di scegliere tra una lista di 4 metodi di monitoraggio. A seconda della loro scelta, il controllo potrebbe essere basato interamente su documenti e dati, quale viene effettuato già oggi su tutte le navi, come le bolle di consegna del combustibile bunker. 

Il sistema UE di monitoraggio, comunicazione e verifica (MRV) proposto dovrebbe, secondo la valutazione d’impatto della Commissione, ridurre le emissioni di CO2 fino al 2% rispetto alla situazione attuale e  i costi netti per gli armatori per un importo fino a 1,2 miliardi di euro l’anno nel 2030

Inoltre, il sistema fornirà informazioni sulle prestazioni delle singole navi, sui loro costi operativi e il potenziale valore di cessione, nell’interesse degli armatori che disporranno di informazioni adeguate per prendere decisioni d'investimento importanti e ottenere i finanziamenti corrispondenti.

Siamo consapevoli che il trasporto marittimo deve contribuire agli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra, preferibilmente grazie a misure a livello mondiale efficaci dal punto di vista ambientale e economicamente vantaggiose - ha osservato Siim Kallas, Commissario UE per la Mobilità e i Trasporti - Per un settore di portata mondiale come quello dei trasporti marittimi, questo risultato può essere ottenuto più adeguatamente attraverso l’Organizzazione Marittima Internazionale. Sulla base degli attuali orientamenti strategici, l’UE proseguirà la sua azione, in collaborazione con i suoi partner mondiali, al fine di giungere a una soluzione globale internazionale. La proposta odierna è un contributo significativo agli sforzi dell’IMO per ridurre l’utilizzo e aumentare il risparmio di carburante delle navi, grazie ad una serie di strumenti comprendenti misure tecniche e misure basate sul mercato”.

Per diventare legge il progetto di regolamento richiede l’approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.