In occasione della ripresa del funzionamento degli impianti di riscaldamento, scatta il 15 ottobre per le zone climatiche più fredde del Paese, a cui farà seguito le cadenze del 1° novembre, 15 novembre e 1° dicembre per i Comuni delle altre fasce climatiche, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile ha messo online  un vademecum con alcune semplici regole per la corretta manutenzione delle caldaie ai fini della sicurezza, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta ed evitare sprechi di energia o multe per non aver rispettato le previsioni di legge.

riaccensione termosifoni consigli enea


È scattata il 15 ottobre 2016 l’accensione dei termosifoni nei 4.271 comuni italiani compresi nella fascia climatica “E”, nella quale sono inclusi alcuni dei grandi comuni del nord e della pianura padana. Seguiranno al 1° novembre quelli della fascia “D”, al 15 novembre  quelli della fascia “C” ed infine al 1° dicembre quelli delle restanti zone climatiche più calde del Paese.

Per far funzionare gli impianti di riscaldamento e raffrescamento e per produrre acqua calda sanitaria usiamo oltre l’80% dell’energia che consumiamo ogni anno nelle nostre case. Una percentuale che può aumentare o diminuire di molto in funzione della zona climatica di appartenenza e di scelte personali come le ore di accensione, la temperatura che si mantiene nei locali e la tipologia di impianto che abbiamo installato. Ma una cosa è certa: una precisa regolazione e una corretta manutenzione consentono di ridurre sensibilmente i consumi di questi impianti e con essi anche la spesa che sosteniamo per farli funzionare. E non solo. Un impianto ben tenuto è più sicuro e inquina di meno, perché emette nell’atmosfera una minore quantità di gas che hanno effetti negativi sull’ambiente e sulla nostra salute.

Per ricordare alcune semplici regole per la corretta manutenzione delle caldaie ai fini della sicurezza, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta ed evitare sprechi di energia o multe per non aver rispettato le previsioni di legge, l’ENEA ha riepilogato in una nota, quanto più diffusamente contenuto nella "Guida per l’esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici", pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE)e predisposta dall'Agenzia nazionale per l'Efficienza Energetica dell'ENEA, in collaborazione con Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori, Unione consumatori e il mensile TEST.

La regola numero uno riguarda la sicurezza, ovvero la corretta manutenzione degli impianti, fondamentale per consumare e inquinare meno e per evitare sanzioni. Infatti, un impianto ben regolato e ben manutenuto consuma e inquina meno e chi non effettua la manutenzione prevista dal DPR 74/2013, rischia una multa non inferiore a 500 euro.

schema efficienza energetica impianti

L’intervento di manutenzione, compreso il report che ne deriva, non
coincide necessariamente con il controllo di efficienza energetica per il quale la Guida offre un esempio chiarificatore.
Poniamo il caso di una caldaia alimentata a gas avente una potenza
nominale utile di 24 kW. Sul libretto delle istruzioni della caldaia è scritto che il controllo e la  manutenzione dell’apparecchio devono essere effettuati annualmente e il manutentore ha rilasciato una dichiarazione in cui è formalmente esplicitata tale frequenza. La tabella sopra riportata prevede per questo tipo di impianti che i controlli di efficienza energetica vengano eseguiti ogni 4 anni.

Cosa deve fare l’utente?
Dovrà disporre l’esecuzione della manutenzione dell’apparecchio annualmente, secondo quanto indicato dal manutentore, ed ogni 4 anni, dove non diversamente specificato da disposizioni emesse dalla Regione di appartenenza, in occasione della manutenzione annuale, l’utente dovrà far fare anche un controllo di efficienza energetica.

La regola numero due è applicare le valvole termostatiche, apparecchiature che aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi. Il Decreto Legislativo n. 102/2014 che ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, rende obbligatoria l’installazione di sistemi di contabilizzazione e termoregolazione e l’adozione di un determinato criterio di ripartizione dei costi. Per evitare le sanzioni previste dalla legge è necessario mettersi in regola entro il 31 dicembre 2016.

C’è da osservare in merito che il D.Lgs. 102 è stato integrato dal D.Lgs. 141/2016 che, tra l’altro, ha precisato le modalità di calcolo dell’obiettivo nazionale vincolante di efficienza energetica e  ed introdotto disposizioni finalizzate a rendere più chiare le norme concernenti la misurazione, la fatturazione del consumo energetico e la suddivisione delle spese in condomini ed edifici polifunzionali. Tuttavia sembrano sussistere ancora incertezze sull’obbligo di installare i contabilizzatori di calore entro il 31 dicembre prossimo, stante la lettera di richiesta di chiarimenti inviata al MiSE da Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), Associazione degli Amministratori di Condominio e l’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento (Anaci) e Refrigerazione (Aicarr), in cui si osserva che il nuovo Decreto non cambia la definizione di “edificio polifunzionale”, ovvero edificio destinato a scopi diversi e occupato da almeno due soggetti che devono ripartire tra loro la fattura dell’energia acquistata. Nel caso in cui vi sia un unico proprietario e/o una unica destinazione d’uso, come ad esempio negli edifici adibiti a Case Popolari, l’edificio sarà quindi o meno soggetto agli obblighi di legge?

Una terza regola riguarda il controllo della temperatura e l’uso dei cronotermostati, dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa. Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura di 20 – 22 °C, ma 19 °C sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Attenzione, inoltre, perché ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5% al 10% sui consumi di combustibile.

Altra regola importante è il controllo delle ore di accensione. Il tempo massimo giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia.

Schermando le finestre la notte, chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno. Inoltre è opportuno evitare di apporre ostacoli davanti e sopra i termosifoni, in quanto mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Attenzione, poi, a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, evitando inutili dispersioni di calore. Altro “trucco” semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore, è quello di installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone.

Impianti di riscaldamento innovativi. Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione, le pompe di calore o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico.

Usufruire degli ecobonus. Per gli interventi sulle caldaie è possibile usufruire degli ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 55% per quella del patrimonio edilizio. Altri interventi soggetti a detrazione fiscale riguardano serramenti e infissi, pannelli solari, coibentazione e coperture, schermature solari e, da quest’anno, anche la building automation, vale a dire, l’insieme dei dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti termici.