La minaccia della resistenza antimicrobica (AMR)

La minaccia della resistenza antimicrobica (AMR)

Le campagne contro l'uso indiscriminato di antibiotici e le linee guida dell'OMS per prevenire le infezioni resistenti agli antimicrobici durante gli interventi chirurgici.

Lo scorso settembre, per la prima volta, i Capi di Stato riuniti a New York per la 71ma Assemblea generale delle Nazioni Unite si sono impegnati a lavorare a livello nazionale, regionale e globale per affrontare la crescente minaccia della resistenza antimicrobica (AMR) che sta diventando un problema sempre più grave.

Solo nell'Unione europea si stima che ogni anno siano 25mila i morti per infezioni causate da batteri resistenti agli antimicrobici, ovvero da batteri che hanno sviluppato una mutazione genetica che li porta a sopravvivere all'azione battericida dei farmaci.
Oltre alla perdita di vite umane, tali infezioni comportano costi sanitari supplementari e perdita di produttività di almeno 1,5 miliardi di euro ogni anno. Di questo passo, nei prossimi 35 anni si ipotizza che, a livello mondiale, il numero di persone morte prematuramente a causa di AMR sarà di 300 milioni.

Lo scorso anno è stata lanciata la Campagna Mondiale "World Antibiotic Awareness Week" con lo scopo di migliorare la conoscenza e la comprensione della resistenza agli antimicrobici attraverso efficaci azioni di comunicazione, educazione e formazione.
Il tema della Campagna "Antibiotici: maneggiare con cura", riflette il messaggio generale che gli antibiotici sono una risorsa preziosa che deve essere preservata. Essi dovrebbero essere utilizzati per trattare le infezioni batteriche, solo se prescritti da un professionista della salute umana o animale certificata e non devono essere mai condivisi o conservati per un futuro uso.
Quest'anno la Settimana di consapevolezza degli antibiotici si svolge dal 14 al 20 novembre 2016, mentre in Europa il 18 novembre di ogni anno si celebra la Giornata europea (clicca per guardare la grafica).

Se la grande diffusione di batteri resistenti, avvenuta negli ultimi decenni, è legata soprattutto all'uso indiscriminato degli antibiotici, c'è da sottolineare che molte di queste infezioni vengono contratte da pazienti durante i ricoveri ospedalieri per interventi chirurgici, trapianti di organi, parti cesarei, protesi ecc.
Ogni anno in Italia si verificano circa 300mila casi di infezioni acquisite da ricoverati in ospedale.

Tra i batteri che costituiscono una minaccia per i pazienti ci sono quelli più comunemente responsabili di infezioni, come il Costridium difficile che provoca la colite e che, pur non essendo resistente agli antibiotici, può provocare complicazioni tali da provocare anche la morte. Tra i più letali ci sono Staphylococcus aereus, resistente alla meticillina (MRSA), Pseumonas aeruginosa e Acinobacter, entrambi multiresistenti.

Per prevenire le infezioni che possono essere contratte da pazienti ospedalizzati per interventi chirurgici l'Organizzazione Mondiale della Sanità aveva già predisposto nel 2009 la "Lista di controllo per la sicurezza chirurgica", ma ora il 3 novembre 2016 ha pubblicato le nuove "Linee guida a livello mondiale in materia di prevenzione delle infezioni in sala operatoria", che si compongono di 29 raccomandazioni concrete, stilate da 20 dei maggiori esperti mondiali e derivate da 26 più recenti studi, mettendo a sistema le conoscenze scientifiche sul tema, per prevenire le infezioni prima, durante e dopo gli interventi.

"Nessuno dovrebbe ammalarsi mentre ricerca o riceve cure - ha affermato la Dottoressa Marie-Paule Kieny, vice-Direttore OMS per i Sistemi Sanitari e l'Innovazione - Prevenire le infezioni chirurgiche non è mai stato così importante, ma è operazione complessa che richiede una serie di misure preventive. Queste linee guida sono uno strumento prezioso per proteggere i pazienti".

Le Linee guida comprendono 13 raccomandazioni per il periodo prima di un intervento chirurgico, e 16 per la prevenzione delle infezioni durante e dopo l'intervento chirurgico. Si va da semplici precauzioni, come assicurarsi che i pazienti abbiano fatto il bagno o la doccia prima dell'intervento, alle indicazioni sul modo migliorare di lavarsi le mani da parte delle equipe chirurgiche, dai consigli sugli antibiotici da utilizzare per prevenire le infezioni, a quali disinfettanti utilizzare prima dell'incisione e a che tipo di suture usare.

"Prima o poi molti di noi dovranno sottoporsi ad un intervento chirurgico, ma nessuno di noi vuole prendersi un'infezione sul tavolo operatorio - ha sottolineato il Dottor Ed Kelley, Direttore del Dipartimento Prestazione di Servizi e Sicurezza dell'OMS - Con l'applicazione di queste nuove Linee guida le equipe chirurgiche possono ridurre i danni, migliorare la qualità della vita, contribuire ad arrestare la diffusione della resistenza agli antibiotici. Si raccomanda, inoltre, ai pazienti che si preparano ad un intervento di chiedere al loro chirurgo se sta seguendo i consigli dell'OMS".

Per fermare la diffusione della resistenza agli antibiotici, l'OMS raccomanda, inoltre, che gli antibiotici siano utilizzati per prevenire le infezioni prima e durante l'intervento chirurgico, non dopo come spesso avviene.

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