Approvati i Regolamenti relativi ai certificatori energetici e agli impianti termici. Introdotte misure semplificate per impianti di potenza medio-piccola che alleggerisce le spese per le ispezioni.

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Si è dovuto attendere la “lenzuolata” regolamentare dell’ultimo Consiglio dei Ministri del 15 febbraio 2013 per avere l’ultimo tassello mancante al quadro normativo del D.Lgs. n. 192/2005 attuativo della Direttiva 2002/91/CE sul Rendimento energetico in edilizia.
Dopo il DPR n. 59/2009 con cui era stato approvato il Regolamento sui metodi di calcolo, i requisiti minimi per edifici ed impianti termici, nonché per la ristrutturazione di quelli esistenti (vedi Inserto normativo e commento a pag. 30 di Regioni&Ambiente, n. 7 luglio 2009), e il Decreto del Ministero Sviluppo Economico del 26 giugno 2009 concernente le Linee Guida per la Certificazione energetica degli edifici (vedi Inserto normativo e commento a pag. 28 di Regioni&Ambiente, n. 8/9 agosto-settembre), abbiamo dovuto attendere ancora diversi anni per vedere la fine dello spezzatino con l’approvazione del terzo provvedimento che mancava: il Regolamento sui requisiti dei soggetti responsabili del controllo, della conduzione e della manutenzione sugli impianti e i criteri di accreditamento.

Ricordiamo che per la mancata completa attuazione della Direttiva 2002/91/CE, l’Italia è stata deferita nell’aprile 2012 alla Corte europea di Giustizia e una lettera di “parere motivato” (l’anticamera del deferimento alla Corte) è già stata inoltrata il 25 gennaio 2013 dalla Commissione UE al nostro Paese per non avere recepito entro il 9 luglio 2012 la Direttiva 2010/31/UE ovvero quella di rifusione che, abrogando quella del 2002, si pone l’obiettivo che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano “edifici a energia quasi zero” e a tal fine “gli Stati membri devono stabilire e applicare i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi e quelli esistenti, assicurare la certificazione energetica degli edifici e prescrivere l’ispezione regolare dei sistemi di riscaldamento e di condizionamento”, si legge nel parere motivato.

Il Governo, per tentare di chiudere la procedura di infrazione relativa alla Direttiva 2002/91/CE e rendere più incisivo il quadro normativo, ha approvato anche il Regolamento in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienico-sanitari, che modifica ed integra il preesistente definito dal DPR n. 59/2009 (vedi sopra).

Con questo nuovo Regolamento, per il quale sono stati acquisiti i pareri ed accolte le proposte di modifica del CNR, dell’ENEA, del CNCU, del Consiglio di Stato, nonché l’intesa della Conferenza Unificata, sono state introdotte misure semplificate per impianti di potenza inferiore a 100kW che, secondo quanto riportato nella relazione illustrativa del provvedimento, sarebbero il 90% del totale.
Per questo tipo di impianti, i controlli, dopo l’entrata in vigore del DPR, non saranno più annuali, ma biennali o quadriennali, a seconda del combustibile utilizzato: 2 anni per gli impianti a combustibile liquido o solido; 4 anni per quelli a gas, metano o gpl. I tempi si dimezzano per gli impianti di potenza superiore a 100kW.

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Ne derivano minori spese per il cittadino, visto che l’attuale normativa prevede ispezioni ben più frequenti.
I controlli di efficienza energetica sugli impianti devono essere effettuati al momento della loro prima messa in esercizio, in caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, in occasione di interventi che non rientrano tra quelli periodici che, viceversa, saranno cadenzati secondo una scala di priorità.
Per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale compresa tra i 10 e i 100kW, alimentati a gas, metano o gpl, e per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale compresa tra i 12 e i 100kW, l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o terzo responsabile è ritenuto sostitutivo dell’ispezione.

Cambiano anche la figura e le mansioni del responsabile dell’impianto, poiché il Regolamento stabilisce che, nel rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica, questi sono identificati con il responsabile dell’impianto, che risponde del mancato rispetto delle norme relative all’impianto, anche sotto il profilo della sicurezza e della tutela ambientale, il quale può, tuttavia, delegare ad un terzo, operazione questa che non è consentita nel caso di singole unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato.

Vengono fissati limiti alle temperature stagionali (media ponderata dei singoli ambienti): in inverno negli edifici residenziali non si può superare i 20 °C, mentre tale limite si abbassa a 18 °C per gli edifici a destinazione industriale o artigianale; durante la climatizzazione estiva la temperatura non può scendere sotto i 26 °C. In tutti i casi, sono previste tolleranze entro i 2 °C e deroghe a seconda delle destinazioni d’uso.

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Gli impianti termici per climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria saranno corredati da un “Libretto di impianto per la climatizzazione” che dovrà essere trasferito in caso di cessione o locazione dell’immobile.
Nei condominii o negli edifici di un unico proprietario, ma con più unità immobiliari, dovrà essere esposta una tabella con l’indicazione:
- del periodo di accensione e orario di attivazione;
- generalità e recapito del responsabile dell’impianto;
- il codice dell’impianto assegnato dal Catasto territoriale degli impianti termici (vedi sotto).

Per assicurare un adeguato livello di monitoraggio, le Regioni e le Province autonome dovranno istituire il Catasto degli impianti termici, che sia in stretta correlazione con quello relativo agli attestati di prestazione energetica. Va precisato che le Regioni e le Province autonome, dovranno trasmettere entro il 31 dicembre 2014 al Ministero dello Sviluppo Economico e a quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, una relazione sulle caratteristiche e sullo stato di efficienza e manutenzione degli impianti termici nel territorio di propria competenza, che deve essere aggiornato con cadenza biennale, prendendo come periodo di riferimento della stagione termica l’anno 1° agosto-31 luglio.

Le disposizioni del Regolamento si applicano ai territori per i quale le Regioni o le Province Autonome non abbiano ancora adottato provvedimenti di applicazione della Direttiva 2002/91/CE e comunque fino alla data di entrata in vigore dei predetti provvedimenti.
Per quanto attiene alle Sanzioni per i mancati adempimenti del Regolamento, valgono quelle previste dal D.lgs n. 192/2005 a carico di proprietari, conduttori, amministratori di condominio, terzi responsabili ed operatori incaricati del controllo e manutenzione

Con il secondo Regolamento si definiscono i requisiti professionali e i criteri di accreditamento dei soggetti responsabili del controllo, della conduzione e manutenzione degli impianti, ai quali spetta il rispetto delle disposizioni in merito alla certificazione e all’efficienza energetica degli edifici.

Tale attività può essere svolta da:
- tecnici abilitati, sia dipendenti di enti pubblici o di società di servizi pubbliche o private sia liberi professionisti in possesso di adeguato titolo di studio (Laurea in architettura, ingegneria, agraria, scienze forestali; diploma di perito industriale, geometra, perito agrario);
- enti pubblici o organismi di diritto pubblico accreditati che svolgono attività di ispezione del settore edile e degli impianti;
- società di servizi energetici (ESCo).

I tecnici dovranno frequentare corsi di formazione per la Certificazione energetica della durata minima di 64 ore, i cui contenuti sono definiti nell’Allegato 1 al DPR, tenuti a livello nazionale da Università, Enti di Ricerca, Ordini e Collegi Professionali, ovvero a livello regionale da Regioni e Province Autonome e da altri soggetti da loro autorizzati.

Al fine di assicurare la loro indipendenza, i certificatori dovranno sottoscrivere una dichiarazione in cui attestano l’assenza di conflitti di interesse con i progettisti, i costruttori e i produttori di materiali coinvolti nella costruzione/ristrutturazione dell’edificio certificato, tant’è che l’ACE (Attestato di Certificazione Energetica) ha valenza di atto pubblico, pertanto con la diretta responsabilità del tecnico che la firma.
Le nuove disposizioni si applicheranno a Regioni e Province Autonome sprovviste di una propria disciplina in materia di qualificazione dei certificatori energetici, e, comunque, fino all’entrata in vigore delle norme regionali.
Le Regioni e Province Autonome che, viceversa, abbiano già legiferato al riguardo sono tenute ad adeguare la propria normativa.