Rendere l’Europa una meta turistica sempre più accessibile

Rendere l’Europa una meta turistica sempre più accessibile

Si è svolta a San Marino la prima Conferenza Europea sul Turismo Accessibile per aumentare la consapevolezza dell’importanza etica ed economica di garantire l’accesso al turismo per tutti, riducendo le barriere fisiche e attitudinali.
Al termine dei lavori è stata approvata una Dichiarazione per far sì che un sempre più ampio numero di persone possa muoversi e viaggiare liberamente, godendo appieno delle bellezze naturali del nostro pianeta, nonché di quelle create dall’ingegno e dall’arte dell’uomo.

unwto accessible tourism

Si è svolta nei giorni scorsi (19-20 novembre 2014) a San Marino la I Conferenza Europea sul Turismo Accessibile, organizzata congiuntamente dalla Repubblica di San Marino e dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO) che ha scelto la più piccola Repubblica d’Europa quale location per la sua prima Conferenza europea “perché negli ultimi 15 anni, San Marino ha dimostrato una leadership nel settore del turismo accessibile, come attesta anche il riconoscimento conferitogli nel 2013 dall’Unione Europea quale destinazione d’Eccellenza - ha sottolineato il Segretario generale dell’UNWTO, Taleb Rifai - Eventi come questa conferenza internazionale hanno lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema importante da vari punti di vista: da una parte c’è l’aspetto economico, dato che il turismo legato a persone con diversi gradi di disabilità o disagio è in costante aumento nel mondo; dall’altro lato c’è l’aspetto etico, poiché la vacanza è riconosciuta come un diritto di ogni uomo”.

Il ruolo del turismo accessibile come fattore di crescita economica, è stato sottolineato dal Sottosegretario ai Beni culturali e al turismo.
Il turismo accessibile va considerato come un turismo attento ai bisogni di tutti, con una qualità dell’offerta molto elevata. E la qualità è ormai, a detta di tutti gli analisti del comparto, il fattore determinante per primeggiare nell’arena turistica globalizzata - ha affermato Francesca Barracciu - Il turismo accessibile, inteso non solo come quello che riguarda persone con disabilità, ma anche quello che coinvolge anziani, bambini, mamme con la carrozzina, persone con specifiche necessità, rappresenta un bacino di utenza ampio ed in costante crescita. Garantire la piena accessibilità turistica non è quindi soltanto un mero obbligo di legge o uno scrupolo etico, ma vuol dire aumentare la qualità dell’ospitalità e rendere più competitiva la “Destinazione Italia”.
L’Italia si sta muovendo concretamente in tal senso con sgravi fiscali del 30% per le strutture turistiche che effettueranno interventi di ristrutturazione edilizia e di eliminazione delle barriere architettoniche e con la ricostituzione del Comitato permanente per la promozione e il sostegno del turismo accessibile. Accessibile, responsabile e sostenibile, ma anche bello e confortevole per tutti -ha concluso il Sottosegretario - Sono queste le caratteristiche chiave su cui puntare per un turismo che sappia generare conoscenza e benessere per chi viaggia e ricchezza e lavoro per chi ospita”.

L’importanza, da un punto di vista etico, di far sentire pienamente accolti tutti coloro che desiderano muoversi in piena libertà superando le difficoltà, è stato il focus su cui è intervenuto il Presidente del Comitato Mondiale di Etica del Turismo (World Committee on Tourism Ethics).
L’accessibilità è un diritto universale garantito dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo - ha ricordato Pascal Lamy - Tutti i governi devono impegnarsi in politiche e strategie sociali che coinvolgano i diversi attori dell’industria del turismo, dei viaggi e dell’ospitalità in Europa, fornendo un modello di sviluppo esportabile su scala mondiale. Tutti nel mondo hanno il diritto di fruire del piacere dello svago e del viaggio, senza ostacoli di sorta, e in tal senso è importante che siano applicate le Raccomandazioni adottate nella Convenzione ONU del 2006 sui diritti delle persone con disabilità, traducendo nel concreto principi e metodi”.

La Conferenza si è articolata in 3 sessioni di lavoro che hanno preso in esame e discusso sulle buone pratiche di accessibilità universale, in una vasta gamma di destinazioni turistiche in Europa, con particolare attenzione alle città d’arte, il quadro politico e le azioni strategiche concrete per rendere il turismo accessibile una realtà.
In particolare, nella sessione “Città d’Arte e Accessibilità Universale”, sono stati presentati esempi di aree urbane con patrimoni culturali di valore, dove gli edifici storici sono stati oggetto di interventi infrastrutturali per favorirne l’accesso, senza comprometterne autenticità e valore culturale.
Nella sessione “Politiche e Strategie per il Turismo Accessibile”, ci si è confrontati sulle partnership tra Governi, Privati e Organizzazioni per disabili al fine di individuare politiche e comuni e strategie concrete per favorire il turismo accessibile.
Infine, nella sessione “Smart destinations: infrastrutture e servizi accessibili” sono state indicate le necessità, da parte delle destinazioni turistiche, di integrare gli ultimi sviluppi delle smart technologies per poter soddisfare le esigenze dei diversi segmenti di mercato, tra i quali quello con disabilità e con richieste specifiche. Si tratta di applicazioni che aggiungono valore e aumentano la competitività delle Destinazioni per Tutti nel mercato globale del turismo.

Al termine dei lavori è stata presentata e adottata la Dichiarazione di San Marino sul Turismo Accessibile, documento con cui i presenti, ovvero le figure istituzionali del turismo, i rappresentanti del settore e le organizzazioni delle persone con disabilità (DPO), ma non solo, hanno invitato tutti i soggetti:
1. a impegnarsi ad intraprendere azioni di formazione e di assunzione di consapevolezza allo scopo di eliminare le barriere mentali tra gli operatori turistici e del patrimonio culturale a tutti i livelli e a persuadere il settore privato circa i vantaggi in termini di competitività degli investimenti nel turismo per TUTTI;
2. a garantire che il diritto al divertimento e all’esperienza turistica non sia ostacolato da incertezze economiche a livello globale e che lo spirito di solidarietà e di collaborazione internazionale per migliorare l’accessibilità nei paesi in via di sviluppo siano sostenuti e promossi;
3. a osservare i principi del Design Universale al momento di erigere nuove infrastrutture, prodotti e servizi turistici, così come a migliorare quelle già esistenti, in particolare nel caso di città patrimonio dell’umanità di maggiore interesse turistico;
4. a facilitare lo sviluppo e l’applicazione delle smart technologies intese per fornire informazioni oggettive su tutti i servizi (indipendentemente dal loro livello di accessibilità) al fine di consentire ai viaggiatori di valutare le loro esigenze di accessibilità e, se necessario, attraverso organizzazioni della società civile, proporre soluzioni concrete per aumentare il livello di accessibilità e di qualità dell’ospitalità;
5. a veicolare in maniera trasversale il concetto di accessibilità universale attraverso TUTTI i componenti della catena del valore dell’industria turistica, ivi inclusi l’ambiente fisico, il sistema dei trasporti, i canali di informazione e comunicazione e una completa gamma di strutture pubbliche e servizi;
6. a promuovere e diffondere le buone pratiche e gli studi di casi concreti nel settore dell’accessibilità universale in ambito turistico e di viaggio;
7. a rafforzare la collaborazione con tutti gli enti che operano nel settore dell’accessibilità universale a livello internazionale e regionale, in particolare nell’Unione Europea, e a stabilire rapporti di natura pubblico-privata con l’industria del turismo e dei viaggi, le enti non governative e le organizzazioni delle persone con disabilità per lo sviluppo di nuove politiche globali nell’ambito dell’accessibilità universale.

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