L’annuale Rapporto della Rete no-profit, oltre ad indicare che il 2014 è stato un anno record a livello mondiale per le installazioni di impianti a fonti rinnovabili, sottolinea che le emissioni sono rimaste stabili nonostante la crescita del PIL proprio grazie alle FER.

renewables 2015 global status report

Giunto alla X edizione, l’annuale Rapporto “Renewables Global Status” di REN21 (Renewable Energy Policy Network for the 21st Century), l’Associazione no-profit che ha sede a Parigi presso il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), che fa il punto della situazione sulle installazioni a livello mondiale di impianti a rinnovabili, indica che l’energia fornita da tali fonti è in continua ascesa, nonostante l’incertezza politica e la riduzione degli investimenti in alcune aree regionali, come l’Europa, che erano state trascinatrici dell’ascesa.

Nel 2014 le rinnovabili a livello mondiale sono cresciute raggiungendo 135 GW di nuova capacità (+8,5% rispetto all'anno precedente), portando la capacità totale a 1.712 GW, pari al 28% della capacità di generazione a livello mondiale, sufficiente a fornire il 23% della domanda di energia elettrica.

Cina, Stati Uniti, Brasile (se viene incluso anche l’idroelettrico) e Germania sono stati i primi 4 Paesi nell’ordine ad implementare la produzione energetica da fonti rinnovabili, seguiti da Italia e Spagna alla pari al 5° posto, e da Giappone e India.
La Danimarca mantiene il primato per la produzione da rinnovabili in rapporto alla popolazione, con Germania, Svezia Spagna e Portogallo a completare la top fifth.
A correre più velocemente è stato il solare fotovoltaico cresciuto di 48 volte nel periodo 2004-2014, passando da 3,7 a 177 GW di capacità cumulativa.

Cina, Giappone e Stati Uniti sono risultati i Paesi dove è stata installata la maggior parte di nuova capacità, anche se la Germania mantiene ancora il primato con circa 38 GW di potenza fotovoltaica installata.
L'America Latina è il mercato regionale a più rapida crescita, ma significativa risulta la nuova capacità di diversi paesi africani, mentre i mercati del Medio Oriente sono in ripresa.

Anche il solare a concentrazione ha aumentato la sua capacità del 27% raggiungendo i 4,4 GW, anche se solo Stati Uniti e India hanno aggiunto nuovi impianti nel 2014, mentre la Spagna rimane sempre leader mondiale con 2, 3 GW di capacità.

Per quanto attiene il solare termico al 2014 sono stati raggiunti 406 GWh che forniscono 341 TWh di calore annuale. La Cina è leader di questo segmento, detenendo l’80% del mercato mondiale per i collettori solari ad acqua, seguita da Turchia, Brasile, India e Germania.
Anche l’eolico ha viaggiato a un ritmo sostenuto, con un balzo da 48 a 370 GW nello stesso periodo di tempo. Nel 2014 ha aggiunto 51 GW (+44% sull’anno precedente), superando per la prima volta per capacità installata il solare
Di questi, 1,7GW di capacità di connessione alla rete sono stati installati in mare aperto da Gran Bretagna, Germania, Belgio e Cina, portando il totale off-shore ad oltre 8.5GW.

L’Asia continua ad essere il più grande mercato per il settimo anno consecutivo, con la Cina  che ha coperto il 45% del totale delle aggiunte, superando per capacità totale l’Europa, nonostante gli impianti nel vecchio continente abbiano raggiunto nel 2014 una quota pari al 2° anno di maggiori installazioni di sempre.
In alcuni Paesi, tra cui la Danimarca, Nicaragua, Portogallo e Spagna, dal vento è stata generata energia elettrica di oltre il 20% della produzione nazionale.

Per quanto attiene le altri fonti rinnovabili, dal Rapporto emerge che nel 2014:
- l’idroelettrico ha aggiunto 37GW di nuova capacità, portando il totale mondiale di circa 1,055GW;
- la geotermia è cresciuta del 3,6% negli ultimi 5 anni, con 640 MW di nuova capacità, oltre la metà della quale grazie alle installazioni in Kenya che è stato il più grande mercato;
- la produzione da bioenergie (biocarburanti, biomasse e biogas) è aumentata di circa il 9%, con la Cina, il Brasile e il Giappone che hanno aumentato notevolmente la propria capacità, mentre Stati Uniti e Germania mantengono la loro leadership , nonostante abbiano incrementato di poco la loro produzione;
- l’energia mareomotrice è rimasta invariata a circa 530 MW, con quasi tutti i nuovi impianti costituiti da progetti pilota e dimostrativi.

La quota di fonti rinnovabili nel settore elettrico è destinato a crescere, soprattutto nelle economie emergenti - ha commentato Christine Lins, Segretario esecutivo di REN21 presentando il Rapporto al Forum sull’Energia di Vienna il 18 giugno 2015 - Ma c’è bisogno di un maggior supporto ai settori del riscaldamento e dei trasporti.


renewable power capacities


C’è un aspetto estremamente importante che viene dal Rapporto di REN21 e che era stato già segnalato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia ovvero che per la prima volta, nonostante la crescita del PIL le emissioni sono calate (il famoso decoupling).
Ma, mentre l’AIE ha attribuito lo stallo delle emissioni a condizioni climatiche più miti nell'emisfero settentrionale, ad un’economia cinese più debole del previsto, oltre a maggiori investimenti in tecnologie a basse emissioni di carbonio, REN21 dice invece che probabilmente “La ragione principale del disaccoppiamento della crescita economica dalle emissioni di CO2 - ha spiegato la Lins - è da attribuire agli investimenti verdi della Cina, così come a quelli per l’efficienza energetica dei Paesi dell’OCSE”.

Secondo REN21, questa tendenza è incoraggiante in vista della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici di dicembre a Parigi, in cui i Paesi dovranno trovare un accordo per la riduzione delle emissioni a livello mondiale, che stimolerà futuri investimenti nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica.
Le energie rinnovabili e una migliore efficienza energetica - ha commentato il Presidente REN21 Arthouros Zervos, in un comunicato che ha accompagnato il lancio del Rapporto - sono fondamentali per limitare il riscaldamento globale a +2 ° C ed evitare pericolosi cambiamenti climatici".

Gli investimenti nelle fonti rinnovabili sono cresciuti del 17% rispetto al 2013 per un totale di 270,2 miliardi di dollari, che superano i 300 miliardi se si includono anche quelli per l’idroelettrico.

La Cina dovrebbe continuare a trainare la crescita, dopo che ha già investito l’anno scorso 83 miliardi di dollari, ma anche gli altri Paesi in via di sviluppo stanno intensificando il ritmo, con investimenti in crescita del 36% nel 2014 rispetto all’anno precedente.
All’inizio del 2015, erano 164 Paesi che avevano obiettivi di energia rinnovabile e di questi 145 avevano politiche in atto di sostegno, con 108 amministrazioni a livello nazionale o regionale che offrivano incentivi, e 45 erano quelli che sostenevano con supporto pubblico le fonti rinnovabili per conseguire obiettivi di riscaldamento e raffrescamento.

Nonostante l’aumento degli investimenti nelle rinnovabili, i sussidi ai combustibili fossili costituiscono un forte freno alla loro maggior diffusione.
Stante i dati forniti dall’IEA che riportano come gli incentivi alle fonti fossili e all’energia nucleare abbiano superato la quota di 550.000 di dollari l’anno, con un impatto diretto sui prezzi dell’energia - ha sottolineato il Segretario esecutivo di REN21 - la rimozione di tali sussidi, per lo più occulti, renderebbe evidente che le rinnovabili sono l’opzione energetica più conveniente”.

La Lins si è soffermata, inoltre, nell’indicare altri due aspetti positivi del settore delle rinnovabili, quali emergono dal Rapporto:
- l’aumento progressivo dei progetti di piccola taglia che stanno dimostrando di tener testa alle installazioni dei mega impianti;
- la rapida crescita del numero di occupati che, secondo l’ultimo Rapporto IRENA potrebbero salire fino a 16 milioni al 2030.

Infine, dopo aver ricordato che, tuttora, oltre un miliardo di persone non ha ancora accesso all’elettricità, la Segretaria esecutiva di REN21 ha concluso che “Deve essere rivolta maggiore attenzione al ruolo che la distribuzione delle tecnologie per le energie rinnovabili può svolgere nel ridurre questi numeri, fornendo servizi energetici essenziali nelle aree remote e rurali”.