Dal Rapporto 2014 della rete che fornisce una panoramica completa e tempestiva dei mercati delle rinnovabili a politici, industriali, investitori e società civile emerge che mentre in Europa e negli Stati Uniti sta riducendosi il supporto politico per i relativi investimenti, nei Paesi in via di sviluppo il sostegno dei Governi alle fonti rinnovabili ha permesso a livello globale nel 2013 di raggiungere il 56% delle attivazioni nette per capacità di potenza installata. In Cina la nuova capacità ha superato per la prima volta quella di derivazione fossile e nucleare.

ren21

In occasione del primo Forum (New York, 4-6 giugno 2014) organizzato dall’ONU per valutare i progressi dell’iniziativa “Sustainable Energy for All” (2014-2024), REN 21 (Renewable Energy Policy Network for the 21st Century), la rete globale sulle politiche energetiche per le rinnovabili che fornisce una panoramica completa e tempestiva dei mercati alle leadership internazionali (politici, industriali, investitori e società civile) affinché prendano decisioni informate, ha rilasciato “Renewables 2014. Global Status Report”.

Ne emerge che con adeguate politiche di sostegno da parte delle economie emergenti il numero dei Paesi in via di sviluppo dove si sono diffuse le energie rinnovabili è aumentato di più di sei volte in soli 8 anni, passando dai 15 del 2005 (anno in cui si è iniziato al pubblicare il Report) ai 95 dell'inizio di quest'anno, costituendo la stragrande maggioranza dei 144 Paesi in cui sono in atto politiche di sviluppo delle energie rinnovabili. “L'ultimo decennio ha messo le ruote in movimento per una transizione globale verso le energie rinnovabili - ha sottolineato Christine Lins, Segretaria esecutiva di REN21- ma per realizzarla è necessario uno sforzo concertato e sostenuto con obiettivi sempre più ambiziosi e politiche innovative, affinché le energie rinnovabili possano continuare a superare le aspettative e a creare un futuro ad energia pulita”.

Tale ascesa delle iniziative di supporto nei Paesi emergenti è in controtendenza rispetto all’incertezza politica e alle riduzioni, anche con effetti retroattivi, in alcuni Paesi europei e negli Stati Uniti.
I mercati, la produzione e gli investimenti si sono ampliati ulteriormente in tutto il mondo in via di sviluppo - si legge nel Rapporto - mostrando con chiarezza che le rinnovabili non dipendono più da una piccola manciata di Paesi”.

Globalmente, l’energia elettrica rinnovabile copre il 22% della produzione, attestandosi al 2013 a più di 1.560 GW, in crescita dell’8,3% rispetto al 2012. Si stima che 6,5 milioni di individui in tutto il mondo abbiano lavorato direttamente o indirettamente, nel settore delle energie rinnovabili.

Il Rapporto mette in evidenza questi aspetti:
- complessivamente lo scorso anno, le fonti rinnovabili hanno rappresentato oltre il 56% delle attivazioni nette per capacità di potenza installata;
- l'energia idroelettrica è aumentata del 4%, raggiungendo circa 1.000 GW nel 2013, che rappresentano circa un terzo della capacità di energia rinnovabile aggiuntasi durante l'anno, mentre nell’insieme le altre fonti rinnovabili sono cresciute complessivamente di quasi il 17%, per una stima di 560 GW;
- l'energia rinnovabile ha fornito nel 2012 il 19% del consumo finale di energia a livello mondiale (ha continuato a crescere anche nel 2013), di cui le fonti rinnovabili moderne hanno rappresentato il 10%, mentre il restante 9% è derivato da biomassa tradizionale la cui quota, peraltro, è in declino;
- l’energia termica prodotta da fonti rinnovabili moderne ha rappresentato, secondo REN21, il 4,2% del consumo finale totale di energia (il 2% da energia eolica, solare, geotermica e biomasse, nonché da biocarburanti);
- per la prima volta, si è aggiunta più capacità solare fotovoltaica che eolica, costituendo circa un terzo dell’intera capacità di energia rinnovabile installata nel corso dell’anno;
-  anche se gli investimenti globali nel solare fotovoltaico sono diminuiti di quasi il 22% rispetto al 2012, con i nuovi impianti la capacità è aumentata di oltre il 32%, con un aumento record nel 2013 di più di 39 GW, per un totale di circa 139 GW, con una crescita sensazionale della Cina che ha aggiunto quasi un terzo della capacità globale aggiunto, seguita da Giappone e Stati Uniti;
- Cina, Stati Uniti, Brasile, Canada e Germania sono rimasti i primi Paesi per la capacità totale di energia rinnovabile installata;
- la nuova capacità di energia rinnovabile installata dalla Cina ha superato per la prima volta quella di derivazione fossile e nucleare;
- nell'Unione europea, il 2013 ha segnato il sesto anno consecutivo in cui le energie rinnovabili hanno rappresentato la maggior parte della nuova capacità di generazione di energia elettrica, raggiungendo il 72% in netta controtendenza rispetto al decennio precedente, quando la generazione da combustibili fossili convenzionali aveva rappresentato l’80% della nuova capacità nella UE-27, più Norvegia e Svizzera;
- le energie rinnovabili hanno raggiunto nel 2013 alti livelli di penetrazione in diversi Paesi dell’UE, come per esempio in Danimarca e Spagna dove l'energia eolica installata è stata pari, rispettivamente, al 32% e al 20,9% della domanda di elettricità, o in Italia, dove il solare fotovoltaico ha soddisfatto il 7,8% della domanda totale di elettricità annuale;
- un numero crescente di città, stati e regioni cercano di passare al 100% di energia rinnovabile sia in singoli comparti che nell’intera economia, come stanno facendo, ad esempio, Gibuti, Scozia e il piccolo Stato insulare di Tuvalu, che si sono posti l’obiettivo di produrre il 100% della loro necessità energetica da fonti rinnovabili entro il 2020, mentre circa 20 milioni di tedeschi che vivono nei cosiddetti distretti 100% rinnovabili hanno già raggiunto l’obiettivo;
- Uruguay, Mauritius e Costa Rica hanno conseguito i primi posti nella classifica per gli investimenti nelle fonti rinnovabili rispetto ai loro PIL annuali;
- l’energia eolica è stata esclusa da una delle aste nazionali del Brasile perché è stata valutata fuori mercato rispetto alle altre fonti energetiche;
- più di 35 GW di capacità di energia eolica si sono aggiunti nel 2013, per un totale di poco superiore a 318 GW, ma dopo anni record il mercato è sceso di quasi 10 GW rispetto al 2012, riflettendo principalmente un forte calo nel mercato statunitense, mentre l’eolico offshore ha avuto un boom nel 201 con 1,6 GW aggiunto, quasi tutto nella UE;
- il riscaldamento e raffreddamento da moderne biomasse, solare e geotermico hanno rappresentato una piccola quota della domanda finale, ma in costante crescita, pari a circa il 10%;
- la Danimarca ha vietato l'uso di caldaie a combustibili fossili nei nuovi edifici a partire dal 2013 e mira a fornire con le rinnovabili entro il 2020 il 40% del fabbisogno totale di calore.

world renewable power capacities

Una mappa interattiva permette, inoltre, di avere una visione globale delle politiche messe in campo dai vari Paesi, con la possibilità di implementazione da parte degli utenti.

Solide politiche di sostegno, unite ai continui progressi tecnologici, alla caduta dei prezzi e alle innovazioni negli strumenti di finanziamento hanno reso le fonti rinnovabili accessibili ad una gamma sempre più ampia di consumatori di tutto il mondo. I nuovi investimenti globali nella produzione di elettricità e carburanti da fonti rinnovabili nel 2013 hanno raggiunto almeno 249,4 miliardi di dollari, seppur in discesa rispetto al livello record raggiunto nel 2011.

Il Rapporto di REN21 afferma che i meccanismi politici nel settore hanno continuato ad evolversi, tant’è che nel 2013 gli incentivi in molti Paesi si sono spostati dal pagamento di premi per la produzione di elettricità verso il sostegno al settore termico. Nuove politiche si sono affermate o hanno gestito l'integrazione di quote elevate di energia elettrica da fonti rinnovabili nei sistemi energetici esistenti, tra cui il supporto per lo stoccaggio dell’energia, la gestione della domanda, le tecnologie delle reti intelligenti (smart grid).

Le opinioni globali sull’energia rinnovabile sono cambiate considerevolmente. Negli ultimi 10 anni, i continui progressi tecnologici e la rapida diffusione di molte tecnologie di energia rinnovabile hanno dimostrato che la questione non è più se le energie rinnovabili hanno un ruolo da svolgere nella fornitura dei servizi energetici, ma piuttosto come possiamo meglio aumentare l’attuale ritmo per realizzare un futuro ad energie rinnovabili al 100% con accesso completo di energia per tutti - ha affermato Arthouros Zervos, Presidente di REN21 - Affinché questo possa diventare una realtà deve cambiare il modo di pensare: continuare nello status quo di un mosaico di politiche e azioni non è più sufficiente. Di contro, c’è bisogno che gli sviluppi tecnologici, i modelli di finanziamento, nonché stabili e prevedibili politiche energetiche sulle rinnovabili debbano essere sistematicamente collegate in tutti i settori pubblici e privati al fine di sostenere e guidare il processo di transizione”.