REN21: il treno delle rinnovabili continua la sua corsa, ma i binari sono obsoleti

REN21: il treno delle rinnovabili continua la sua corsa, ma i binari sono obsoleti

Il Rapporto “Renewables 2016. Global Status Report” indica che l’anno trascorso è risultato un anno record per le installazioni di impianti di energia rinnovabili, sia in termini di incremento di potenza che per gli investimenti. Tuttavia, la rete energetica è strutturata su un modello infrastrutturale basato sulle fonti fossili e l’energia nucleare, ormai superato.

ren21 treno rinnovabili continua sua corsa

Giunto alla XI edizione, è stato presentato il 1° giugno 2016, l’annuale ”Renewables 2016. Global Status Report" di REN21 (Renewable Energy Policy Network for the 21st Century), l’Associazione no-profit che ha sede a Parigi presso il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), che non fornisce analisi e previsioni come fa ad esempio il Rapporto di IRENA, ma fa il punto della situazione sulle installazioni a livello mondiale di impianti a rinnovabili, sulla base dei dati forniti da 700 collaboratori, ricercatori e autori di tutto il mondo.

Secondo quanto riportato, il 2015 è stato un anno record per gli impianti di energia rinnovabile, con l’aggiunta di una potenza stimata di 147GW, il maggior incremento storico.
Anche la capacità termica delle rinnovabili ha continuato a crescere e si è estesa la loro penetrazione nel settore dei trasporti, mentre la loro distribuzione sta diffondendosi rapidamente, colmando il divario tra chi ha e chi non ha.

Questi risultati sono stati determinati da diversi fattori. In primo luogo, le fonti rinnovabili hanno ormai costi competitivi con i combustibili fossili su molti mercati. Inoltre, le leadership governative continuano a svolgere un ruolo chiave nel guidare la crescita delle fonti rinnovabili nel settore energetico, in particolare nell’eolico e nel solare. Agli inizi del 2016, 173 Paesi avevano in atto obiettivi di energia rinnovabile e 146 avevano adottato politiche di sostegno. Le città, le comunità e le imprese, secondo REN21, sono alla testa del movimento in rapida crescita del "100% rinnovabili", giocando un ruolo fondamentale nel promuovere la transizione energetica globale.

Tra i fattori di crescita devono essere annoverati: un migliore accesso ai finanziamenti; le preoccupazioni per la sicurezza energetica e l'ambiente; la domanda crescente di moderni servizi energetici nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie emergenti.
"Ciò che è veramente straordinario di questi risultati è che sono stati raggiunti nel momento in cui i prezzi dei combustibili fossili erano ai minimi storici e che le fonti rinnovabili sono rimaste in svantaggio significativo in termini di sussidi governativi alle fossili - ha sottolineato Christine Lins, Segretario esecutivo di REN21 - Per ogni dollaro dato per incrementare le rinnovabili, sono stati spesi quasi 4 dollari per mantenere la nostra dipendenza dai combustibili fossili”.
 

schema ren21


Il 2015 è stato un anno record non solo per le nuove installazioni, ma anche per gli investimenti in energia rinnovabile, raggiungendo 286 miliardi di dollari, senza includere gli investimenti in grandi centrali idroelettriche (> 50 MW) e quelli per riscaldamento e raffrescamento.

La Cina ha rappresentano oltre un terzo del totale globale e i Paesi in via di sviluppo hanno superato per la prima volta quelli sviluppati per gli investimenti complessivi nelle energie rinnovabili.
Con l'aumento degli investimenti, sono avanzati i progressi tecnologici, la riduzione dei costi e l’aumento dei posti di lavoro. Ora ci sono 8,1 milioni di persone che lavorano nel settore delle energie rinnovabili, in costante crescita a differenza del calo di posti di lavoro nel più ampio comparto energetico.

Il Rapporto mette in evidenza, tuttavia, che i primi dati disponibili del 2016 non sono adeguati a quel che sarebbe necessario per tener fede agli impegni assunti con l’Accordo di Parigi. Per il loro rispetto, i Governi hanno di fronte sfide significative per conseguire la transizione globale dai combustibili fossili. Tra queste vengono segnalate:
- il conseguimento effettivo di integrazione nella rete elettrica di elevate quote di energie rinnovabili variabili;
- le incertezze delle politiche di Governo, le barriere normative e i vincoli fiscali;
- la maggior attenzione politica ai settori dei trasporti e del riscaldamento/raffrescamento, affinché possano marciare verso le rinnovabili più speditamente.

Il treno delle rinnovabili sta arrivando a tutta velocità, ma i binari sono stati costruiti nel 20° secolo, sulla base di idee ormai superate, allorché la produzione energetica derivava da combustibili fossili e nucleare - ha dichiarato Arthouros Zervos, Presidente di REN 21, alla presentazione del Rapporto - Per accelerare la transizione verso un futuro più sano, più sicuro e rispettoso del clima, abbiamo bisogno di costruire l'equivalente di una rete ferroviaria ad alta velocità, un sistema più intelligente, più flessibile che massimizzi l'uso di fonti variabili di energia rinnovabile e sia in grado di accogliere la generazione decentrata e basata sulla comunità”.
 

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