Un nuovo rapporto presentato nel corso del Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite, sottolineando come l'esposizione ai pesticidi possa avere gravi effetti sul godimento dei diritti umani, indica la necessità di mettere in discussione le attuali politiche agricole, i sistemi commerciali e l'influenza delle imprese sulle politiche pubbliche, se si vuole avviare un processo globale per la transizione verso un cibo più sicuro e sano, libero dai pesticidi che non sono necessari per nutrire il mondo.

"I pesticidi, che sono stati aggressivamente promossi, sono un problema globale dei diritti umani e il loro uso può avere conseguenze molto negative sul godimento del diritto al cibo".

Questa affermazione non è uno slogan delle tante Associazioni ed ONG che si battono per l'abolizione di alcune controverse sostanze chimiche usate in agricoltura per difendere le colture da piante infestanti e parassiti, bensì è contenuta nell'introduzione al Rapporto presentato nel corso del dibattito sul punto 3 dell'Odg della 34ma Sessione del Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite (Ginevra, 27 febbraio - 24 marzo 2017), che aveva per argomento " La Promozione e protezione di tutti i diritti umani, civili, politici, economici, sociali e culturali, compreso il diritto allo sviluppo".

Il Rapporto è stato redatto dal Relatore speciale sul Diritto all'Alimentazione Hilal Elver, Professore di Diritto internazionale e Ricercatrice dell'Università di California-Santa Barbara e Co-direttore del Progetto sul Cambiamenti climatici globali , Sicurezza umana e Democrazia dell'Orfalea Center presso la stessa UCSB, in collaborazione con il Relatore speciale sulle Implicazioni per i diritti umani della gestione ecologicamente corretta e dello smaltimento delle sostanze e rifiuti pericolosi, Baskut Tuncak, avvocato esperto di leggi e politiche per la gestione delle sostanze chimiche tossiche.

Il Rapporto si sofferma, in particolare sull'uso globale dei pesticidi in agricoltura e del suo impatto sui diritti umani, sulle conseguenze che tali pratiche hanno avuto sulla salute umana, l'ambiente e la società, che, secondo gli autori, sarebbero sottostimate e valutate all'ombra di un approccio eccessivamente incentrato sulla sicurezza alimentare.

Se è pur vero che con le sostanze chimiche si è mantenuta elevata la produzione per gran parte dello scorso secolo, il loro "costo" è diventato insostenibile, superando i "benefici".
"L'uso sempre maggiore di pesticidi non ha niente a che vedere con la riduzione della fame nel mondo - sostengono gli autori - Secondo la FAO, potremmo nutrire già oggi 9 miliardi di individui, ma il problema è nella povertà, nelle disuguaglianze e nella distribuzione".

I pesticidi sarebbero responsabili di circa 200.000 morti all'anno per avvelenamento acuto, il 99% di tali decessi avvengono nei Paesi in via di sviluppo dove le normative sulla salute, sulla sicurezza e sull'ambiente sono più deboli e meno rigorosamente applicate.

Circa il 25% degli Stati non dispone di legislazioni efficaci per regolamentare distribuzione e uso di tali prodotti e l'80% non ha le risorse adeguate per applicare le leggi esistenti. Succede, inoltre, che spesso i pesticidi il cui uso è vietato in alcuni Paesi, sono esportati nei Paesi in via di sviluppo.
Seppure i dati sull'uso globale dei pesticidi siano incompleti, è generalmente accettato che i tassi di applicazione sono aumentati drammaticamente negli ultimi decenni.

"L'esposizione ai pesticidi è stata collegata al cancro, alla malattia di Alzheimer e al Parkinson, a squilibri endocrini, a disturbi dello sviluppo e alla sterilità - si legge nel Rapporto - Possono anche causare ripercussioni sul piano neurologico, come la perdita di memoria, mancanza di coordinazione, ridotta capacità visiva e motoria. Altri possibili effetti comprendono asma, allergie e ipersensibilità. Questi sintomi sono spesso molto subdoli e possono non essere riconosciuti dal comunità medica come un effetto clinico causato da pesticidi. Inoltre, i loro effetti cronici potrebbero non manifestarsi per mesi o anni dopo l'esposizione, presentando una significativa sfida per l'accertamento della responsabilità e l'accesso ad un ricorso effettivo, compresi gli interventi di prevenzione".

Oltre a problemi sulla salute, i pesticidi impattano sull'ambiente,
persistendo nel terreno degradano i suoli e aumentano il carico tossico delle colture, risalendo la catena alimentare, attraverso il fenomeno del bioaccumulo.
L'intera biodiversità ne esce danneggiata. Il deflusso delle acque dai campi avvelena i corsi d'acqua, uccidendo i pesci e le altre forme di vita acquatica, mentre impollinatori importanti come le farfalle, api e uccelli subiscono gravi diminuzioni.

"L'esposizione ai pesticidi può avere gravi effetti sul godimento dei diritti umani, in particolare sul diritto ad una alimentazione congrua, così come sul diritto alla salute. Il diritto al cibo obbliga Stati membri ad attuare misure di protezione e di sicurezza alimentare al fine di garantire che il cibo sia sicuro, privo di pesticidi e qualitativamente adeguato. Inoltre, le normative sui diritti umani richiedono agli Stati di proteggere dagli impatti dei pesticidi i gruppi vulnerabili, come i lavoratori agricoli e le piccole comunità agricole, i bambini e le donne incinte".

Il Rapporto si conclude con una serie di Raccomandazioni che pongono al primo posto la necessità di elaborare un Trattato internazionale sulla regolamentazione dei pesticidi pericolosi, che sia evidentemente vincolante.
Per un tale accordo è necessaria una presa di coscienza da parte dell'opinione pubblica in grado di sostenere i ricercatori contro l'attività di lobbying dell'industria chimica che minimizza i pericoli dei pesticidi. A tal fine i relatori del Rapporto sottolineano il ruolo dell' "agroecologia" e delle misure di stimolo (sussidi e assistenza tecnica) per favorire "gli alimenti biologici".
"Le attuali politiche agricole, i sistemi commerciali e l'influenza delle imprese sulle politiche pubbliche, devono tutti essere rimessi in discussione - conclude il rapporto - se vogliamo allontanarci da sistemi alimentari industriali che fanno riferimento ai pesticidi".