Rapporto del WG III dell’IPCC: è già polemica prima ancora della sua pubblicazione

Rapporto del WG III dell’IPCC: è già polemica prima ancora della sua pubblicazione

Verrà reso noto domani (13 aprile) a Berlino il Sommario per Decisori politici del Rapporto del WG III dell’IPCC sulle opzioni  per le azioni di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, ma da una bozza trapelata risulterebbe inclusa tecnologia geoingegneristica della BECCS (Bio-Energy with Carbon Capture and Storage) fortemente contrastata da gruppi ambientalisti.

advanced bioenergy plant

Il 27 settembre 2013 è stata pubblicata la Sintesi per i policy maker del contributo "Climate Change 2013: I Principi Fisici di Base" del Working Group I per il 5° Rapporto di Valutazione (WGI AR5) dell’International Panel on Climate Change (IPCC), il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, che costituisce l’organo scientifico e principale Organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici.
Successivamente, il 31 marzo 2014 è stato diffuso il Summary del Capitolo curato dal II Gruppo di Lavoro “Climate Change: Impacts, Adaptation, and Vulnerability”.
Domani, 13 aprile 2014, sarà la volta della diffusione della Sintesi per Decisori politici del terzo capitolo, curato dal Working Group III (WGIII) che si occupa di Valutazione delle opzioni disponibili per le politiche di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, messo a punto nel corso della 39a Sessione dell’IPCC che si è svolta a Berlino, dal 7 all’11 aprile 2014, a cui farà seguito la Scheda tecnica, i 16 Capitoli e i 3 Allegati.

Prima ancora di iniziare i lavori, un Comunicato stampa dell’IPCC del 6 aprile 2014 aveva confutato le “distorte” affermazioni contenute in un articolo apparso nello stesso giorno sul giornale conservatore britannico Mail on Sunday, secondo il quale il Rapporto del II Gruppo di Lavoro conterrebbe valutazioni errate per voler “enfatizzare” i rischi dei cambiamenti climatici.

Poi, una lettera era stata inviata il 9 aprile 2014 al Direttore del Wall Street Journal che aveva pubblicato un articolo dal titolo “Second Climate Toughts”  per controbattere le affermazioni ivi contenute secondo cui il Summary per i Decisori Politici del II Gruppo di Lavoro era più “gonfiato” di quanto non fosse il Rapporto stesso.

Polemiche si sono accese anche sul fronte ambientalista dopo che è trapelata una copia della relazione dove si raccomanderebbe, tra le opzioni di mitigazione dei cambiamenti climatici, la tecnologia BECCS (Bio-Energy with Carbon Capture and Storage). Si tratterebbe di bruciare alberi, rifiuti e residui legnosi per produrre elettricità, per poi catturare il carbonio emesso ed iniettarlo in serbatoi sotterranei. Secondo i loro fautori la piantumazione di nuovi alberi e le varie colture assorbirebbero la CO2 supplementare rendendo tale tecnologia “negative emission” perché potrebbe ridurre la quantità globale di anidride carbonica in atmosfera.

negative emission concept


Le previsioni dell’IPCC indicano che difficilmente le concentrazioni di CO2 si stabilizzeranno a 450 ppm, limite posto dalla comunità scientifica internazionale per evitare che le temperature medie globali aumentino di oltre i 2 °C alla fine del secolo e che è molto probabile che oltrepassino i 550 ppm.

Secondo quanto riporta “The Guardian”, nella bozza trapelata del Rapporto del WG III si indicherebbe che nessun obiettivo di riduzione delle emissioni potrà essere conseguito indipendentemente dal superamento del limite a breve termine spostando al futuro la riduzione delle emissioni, senza le opzioni di “emissioni negative”.
Per Almuth Ernsting, co-Direttore dell’Associazione Biofuelwatch che si occupa di sensibilizzare gli impatti negativi dei biocarburanti industriali e bioenergia, su biodiversità, diritti umani, sovranità alimentare e  cambiamenti climatici, che tale tecnologia sia “negative emission” è tutta da dimostrare.
BECCS è l’escursione pericolosa di due pessime idee: riunisce al contempo le false premesse e le ingiustizie della deriva bio-energetica con l’idea rischiosa, costosa e non dimostrata di essere in grado di seppellire l’anidride carbonica, come una ardita formula di speranza che si possa calmare la crisi climatica - ha dichiarato Ernsting - Tali fantasiose tecnologie saranno ben accolte dalle compagnie petrolifere poiché distraggono l’attenzione dall’unica soluzione ovvia di tagliare i combustibili fossili”.
Nel mirino degli ambientalisti è finito uno dei co-Presidenti del III Gruppo di Lavoro, il Prof. Otto Edenhofer che sarebbe un sostenitore di lunga data della tecnologia BECCS.

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