Rapporto Anci-Conai 2012: è il riciclaggio l’obiettivo da perseguire

Rapporto Anci-Conai 2012: è il riciclaggio l’obiettivo da perseguire

Il Rapporto elaborato sulla Banca dati dei Comuni d’Italia indica le macroscopiche differenze nei tassi di raccolta differenziata e riciclo tra il nord e sud d’Italia che ci tiene ancora lontani dagli obiettivi previsti al 2020.

Rapporto BancaDati 2012


Dal 3° Rapporto sulla raccolta differenziata e il riciclo, redatto da Ancitel Energia e Ambiente sulla Banca Dati dei Comuni Italiani, nata dalla collaborazione tra Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) ed altri stakeholder (Centro di coordinamento RAEE, Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori, Consorzio nazionale abiti usati) emerge che al 2012 in Italia la raccolta differenziata si è attestata al 39,9% e il riciclo si è fermato al 38,6%, ma mentre la raccolta differenziata rispetto al 2011 è aumentata del 4,4%, il riciclo ha evidenziato un incremento modesto dell’1,3%. Questi dati significano che c’è una parte di raccolta differenziata che rimane improduttiva in termini di efficienza di risorse, quale richiede, viceversa, la Strategia europea al 2020.
Non è più sufficiente concentrarsi sulle percentuali di raccolta differenziata, bensì occorrono disposizioni legislative che impongano obiettivi al riciclaggio dei materiali raccolti, anche in relazione al fatto che riciclare significa ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.

Se il dato che attesta il proseguimento del calo dei rifiuti prodotti è di per sé un segnale positivo, il fatto che al momento solo 7 Regioni italiane (tutte al Nord, eccezion fatta per la Sardegna) siano al di sopra della soglia del 50% nel riciclo desta preoccupazioni per il raggiungimento dell’obiettivo al livello nazionale, al di sotto del quale scatteranno le procedure di infrazione e le conseguenti sanzioni da parte dell’Unione europea.

grafico avvio riciclaggio regione

Oltre agli obiettivi di avvio al riciclo imposti dalla normativa europea da raggiungere entro il 2020, l’art. 205 D.Lgs. 152/2006 impone anche il raggiungimento entro il 31 dicembre 2012 di almeno il 65% di raccolta differenziata.
Su tale aspetto le differenze regionali sono ancora più macroscopiche, tant’ è che Filippo Bernocchi, delegato Anci ai Rifiuti, nell’introduzione al Rapporto afferma che “occorre ridurre il ‘gap’ tra il Nord e il Sud che risulta ancora carente delle reti e delle infrastrutture per il riciclo, nel rispetto del principio di prossimità degli impianti di recupero previsto dalla normativa. Senza intervenire su questi temi sarà difficile rispettare la data del 2020 per il raggiungimento degli obiettivi.
Occorre altresì adeguare l’impianto delle norme italiane al contesto europeo passando da un sistema di consorzi di imballaggi a quello dei consorzi di materiali, per poter disporre di maggiori risorse da destinare alle attività di riciclo e recupero in modo da ridurre la ‘bolletta dei rifiuti’ ”.

grafico raccolta differenziata

Se ci si ostina, però, a far pagare la “bolletta” sulla base del calcolo dei metri quadrati e non sulla quantità e qualità dei rifiuti prodotti, come sta accadendo con la “Tari” ex “Tares”, che diventerà “Trise” con la “Legge di stabilità”, ma che per quest’anno, forse, si ritornerà alla Tarsu + maggiorazione, stante la Conversione del D.L. n. 102/2013 che dà possibilità ai Comuni di applicare le tariffe sulla base dei criteri in vigore nel 2012, sarà sempre più difficile raggiungere quegli obiettivi, peraltro inseriti nel Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti, annunciato il 10 ottobre 2013 dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando.

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