Entrerà in vigore dal giorno di ferragosto il terzo Regolamento “End of Waste” della Commissione UE, anche se la sua applicazione partirà dal 1° gennaio 2014 per consentire agli operatori di conformarsi alle nuove disposizioni.

Copper-rame-rottame-regolamento

Il concetto di “End of Waste” è stato introdotto dalla “Strategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti”, adottata dalla Commissione UE nel 2005, nella quale si proponeva di precisare le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto nell’ambito della revisione della Direttiva quadro sui Rifiuti.

Obiettivo strategico dell’EoW è di promuovere il riciclaggio, contribuendo a un elevato livello di protezione ambientale attraverso la riduzione dei consumi di materie prime vergini e dei quantitativi di rifiuti avviati a smaltimento, tramite:

- l’armonizzazione dei criteri tra i vari Stati membri;

- la creazione di un quadro normativo certo;

- la riduzione degli oneri amministrativi.

L’art. 6, paragrafo 1, della Direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) stabilisce che un rifiuto cessa di essere tale qualora sia sottoposto a un’operazione di recupero (incluso il riciclaggio) e risulti conforme a specifici criteri da elaborare nel rispetto delle seguenti condizioni:

- il materiale (sostanza od oggetto) sia comunemente utilizzato per scopi specifici;

- esista un mercato o una domanda per tale materiale;

- il materiale soddisfi i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetti la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;

- l’utilizzo del materiale non comporti impatti complessivi negativi sull’ambiente e sulla salute umana.

La Commissione UE aveva adottato in precedenza i criteri per i rottami di ferro (Regolamento n. 333/2011/UE) che sono applicati dal 9 ottobre 2011 e per i rottami di vetro (Regolamento n. 1179/2012/UE) applicati dall’11 giugno 2013; ora, con la pubblicazione sulla GUUE del 26 luglio 2013 del Regolamento n. 715 del 25 luglio 2013 sono in vigore dal 15 agosto 2013 (applicabili dal 1° gennaio 2014) i criteri che determinano quando i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti.

In base a quanto stabilito dall’articolo 3 del Regolamento, i rottami di rame cessano di essere considerati rifiuti quando, all’atto della cessione dal produttore a un altro detentore, gli stessi soddisfano le seguenti condizioni relative a rifiuti utilizzabili.

1) I rottami  ottenuti dall’operazione di recupero soddisfano i criteri di cui al punto 1 dell’Allegato I ovvero sono suddivisi per categorie, in base alle specifiche del cliente, alle specifiche settoriali o ad una norma, per poter essere utilizzati direttamente nella produzione di sostanze od oggetti in impianti di fusione, raffinazione, rifusione o produzione di altri metalli.

La quantità totale di materiali estranei è ≤ 2% in peso. Sono considerati materiali estranei: 

- metalli diversi dal rame e dalle leghe di rame; 

- materiali non metallici quali terra, polvere, isolanti e vetro; 

- materiali non metallici combustibili, quali gomma, plastica, tessuto, legno e altre sostanze chimiche o organiche;

- scorie, impurità, loppe, polveri raccolte nei filtri dell’aria, polveri da molatura, fanghi.

Non contengono ossido metallico in eccesso sotto alcuna forma.

Sono esenti, alla vista, da oli, emulsioni oleose, lubrificanti o grassi.

Non presentano caratteristiche di pericolo.

Non contengono alcun contenitore sotto pressione.

Non contengono PVC.

2) I rifiuti utilizzati come materiale dell’operazione di recupero soddisfano i criteri di cui al punto 2 dell’Allegato I ovvero:

- si possono utilizzare a tal fine solo rame e leghe di rame recuperabili;

rifiuti pericolosi non sono utilizzati in questa operazione tranne quando si dimostra che, per eliminare tutte le caratteristiche di pericolo, sono stati applicati i previsti processi e tecniche; 

- in questo tipo di operazione non possono essere  utilizzati limatura, scaglie e polveri contenenti fluidi quali oli o emulsioni oleose, nonché fusti e contenitori, tranne le apparecchiature provenienti da veicoli fuori uso, che contengono o hanno contenuto oli o vernici;

3) I rifiuti utilizzati come materiale dell’operazione di recupero ottemperano a processi e tecniche di cui al punto 3 dell’Allegato I ovvero:

- i rottami di rame sono stati separati alla fonte o durante la raccolta oppure i rifiuti in entrata sono stati sottoposti a un trattamento per separare i rottami di rame dagli elementi non metallici e non di rame;

- sono stati portati a termine tutti i trattamenti meccanici necessari per preparare i rottami metallici ad essere utilizzati direttamente;

- ai rifiuti contenenti elementi pericolosi sono applicate le prescrizioni specifiche.

4) Il produttore o importatore ha rispettato le prescrizioni relative a:

- dichiarazione di conformità ai suddetti criteri in base al modello di cui all’Allegato II da trasmettere al detentore successivo della partita di rottami di rame;

- applicazione di un sistema di gestione atto a dimostrare la conformità ai criteri per cui un rottame di rame non è più un rifiuto, che prevede di ottemperare a procedimenti documentati riguardanti una serie di aspetti.

Saranno più efficaci a contrastare i furti di rame le prescrizioni di tale Regolamento o le pene inasprite da 3 a 10 anni come prevede il DL 8 agosto 2013 recante "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province"?