RAEE: come smaltirli nel modo migliore

RAEE: come smaltirli nel modo migliore

Realizzata da Cittadinanzattiva ed Ecodom, è online la Guida per informare i cittadini su cosa sono i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche e qual è il giusto modo di smaltire questi rifiuti speciali, alcuni dei quali catalogati come pericolosi, che sono attualmente raccolti e riciclati a livello nazionale secondo il target previsto per il 2015, ma in ben 40 province siamo ancora ben al di sotto dei 4kg per abitante.

Ogni cittadino italiano "produce" (cioè elimina) quasi 13 kg all'anno di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) ovvero piccoli e grandi elettrodomestici, computers, cellulari, televisori, lampadine a risparmio energetico, ma anche orologi, radiosveglie, videogiochi, compresi quelli che, obsoleti o guasti, vengono tuttavia conservati in qualche cassetto di casa o nei garage e nelle soffitte.

Se la raccolta e riciclaggio in Italia di questi rifiuti speciali, alcuni dei quali anche pericolosi, è in aumento ed ha raggiunto il target previsto per il 2015 di 4 kg/abitante all'anno, intercettando il 41% dell'immesso al consumo, come segnalato nell'ultimo Rapporto di FISE-Unire e FoSS "L'Italia del riciclo 2016", un'analisi più approfondita e articolata per province oltre che per regioni dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva (Organizzazione fondata nel 1978 che promuove l'attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza), condotta su dati 2015 del Centro di Coordinamento RAEE, indica tuttavia che tale risultato è merito di poche aree geografiche: nel 2015, infatti, solo in 49 province la situazione appare in miglioramento rispetto agli anni precedenti, mentre in 40 province la raccolta è ancora al di sotto dei 4 kg per abitante.

Solo 4 province superano non solo il target 2015 ma addirittura quello fissato per il 2016, che prevede per l'Italia una raccolta pro-capite pari a circa 7,5 kg per abitante: Olbia-Tempio (10,23 kg), Como (10), Aosta (8,24) e Sassari (7,92), mentre in altre 3 province la situazione è rimasta stabile e in ben 58 è addirittura peggiorata rispetto a 5 anni fa.
Senza un deciso cambio di passo, appare irrealistica per il nostro Paese la possibilità di raggiungere l'obiettivo al 2019 di circa 10kg/ab. stabilito dalla Comunità Europea.
La più alta media pro-capite si riscontra nelle regioni del Nord: Valle d'Aosta, Trentino e Friuli; in forte ritardo, invece, il Sud con Campania, Sicilia e Puglia.

Confrontando i dati pro-capite sui RAEE con la presenza e distribuzione dei centri di raccolta nelle varie regioni italiane, si evidenzia una situazione variegata.
Il numero di centri di conferimento è indubbiamente un parametro rilevante, ma non può essere l'unico fattore a determinare dei buoni risultati nella raccolta RAEE - si legge nel documento - Infatti:
-la provincia di Lecco, con solo 3 centri, presenta di fatto gli stessi valori di quella di Bolzano che ne ha ben 92 di centri di conferimento;
- pur in presenza di una buona copertura territoriale dei centri di conferimento, si possono registrare livelli di raccolta tra i più bassi in assoluto, come nel caso della provincia di Catanzaro, tra le 10 province meno virtuose per raccolta RAEE (1,53 kg/ab.);
- livelli di raccolta tra i più bassi in assoluto si possono registrare sia in presenza di una buona copertura territoriale dei centri di conferimento (per esempio, la citata provincia. di Catanzaro, con un rapporto di 1 centro ogni 8.660 abitanti), sia in contesti dove tale copertura è particolarmente insufficiente (per esempio, la provincia di Palermo, con un rapporto di 1 centro ogni 70.918 abitanti).
Evidentemente incidono, in un senso o nell'altro, una pluralità di fattori: l'andamento del mercato delle apparecchiature elettriche ed elettroniche; la capacità degli amministratori di implementare nei territori politiche nazionali ed obiettivi europei; gli investimenti in infrastrutture dedicate, a partire da una più capillare presenza di specifici centri di conferimento; la capacità di fare rete tra i vari soggetti della filiera direttamente interessati - produttori, distributori, consorzi, etc. - con le amministrazioni pubbliche e la società civile organizzata; uno spiccato senso civico accompagnato da necessarie iniziative di sensibilizzazione ed informazione a beneficio dei cittadini consumatori.

"Nella gestione dei rifiuti, è la solita Italia a più velocità: vale per le tariffe come per i RAEE - ha dichiarato Tina Napoli, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - Se da un lato c'è da esser fiduciosi in quanto in Italia nei primi nove mesi dell'anno sta continuando ad aumentare la raccolta differenziata dei RAEE - registrando un +14% - dall'altro c'è da preoccuparsi e non poco in quanto il trend nel 2015 peggiora in ben 58 province rispetto ai dati 2011. A far la differenza, la capacità degli amministratori di implementare nei territori politiche nazionali ed obiettivi europei, gli investimenti in infrastrutture dedicate, a partire da una più capillare presenza di specifici centri di raccolta, ma anche la capacità di fare rete tra i vari soggetti della filiera direttamente interessati - produttori, distributori, consorzi, etc. - con le amministrazioni pubbliche e la società civile organizzata".

L'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva ha evidenziato anche, come negli ultimi mesi, in diverse città italiane sia esploso il problema dei rifiuti ingombranti e da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per fronteggiare questo problema e spiegare ai cittadini cosa sono i RAEE e quale sia il modo migliore per smaltirli, Ecodom (il principale Consorzio operante in Italia nella gestione dei RAEE) e Cittadinanzattiva hanno realizzato una guida dal titolo: "Rifiuti elettrici ed elettronici: come fare?" con l'obiettivo di informare i cittadini su cosa sono i RAEE e su quale sia il modo corretto di smaltirli.
"L'obiettivo di questa guida è spiegare per quali motivi i RAEE devono essere oggetto di una raccolta differenziata, esattamente come già facciamo per la plastica, la carta, il vetro, ecc. - ha commentato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom - Da un lato, perché i RAEE contengono sostanze inquinanti che devono essere estratte con tecnologie appropriate e correttamente smaltite; dall'altro, perché questi rifiuti possono davvero rappresentare un'importante miniera di materie prime da riutilizzare: da quelle più comuni come il ferro, l'alluminio, la plastica, il rame, fino a quelle più preziose o strategiche, come l'oro, il palladio, il cobalto, la grafite. Ricavare queste materie prime dai RAEE, inoltre, richiede meno energia e ha un impatto ambientale inferiore rispetto all'estrazione delle stesse dalle miniere".

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