Per la prima volta l'UE riconosce l'insostenibilità di una crescita senza limiti.

vivere-bene-entro-i-limiti-del-nostro-pianeta

Il giorno dopo aver adottato l’analisi annuale della crescita 2013 (The 2013 annual Growth Survey), che ha confermato le 5 priorità (portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita; ripristinare la normale erogazione di prestiti all’economia; promuovere la crescita e la competitività attuali e future; lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi; modernizzare la pubblica amministrazione) per aiutare gli Stati membri ad attraversare la crisi in attesa di un ritorno alla crescita, la Commissione UE ha presentato il 29 novembre 2012 un nuovo Programma di Azione per l’Ambiente (il 7° PAA) dal titolo “Vivere bene, entro i limiti del nostro Pianeta”, destinato a orientare la politica ambientale dell’UE fino al 2020.

A spiegarne il nesso è stato il Commissario UE per l’Ambiente Janez Potočnik che, intervenendo qualche giorno dopo alla Conferenza di alto livello sul futuro della politica ambientale dell’UE presso lo IEPP (Istituto per la Politica Europea dell’Ambiente), ha affermato che “il processo di ripresa economica non può ridursi a stimolare la crescita, ma si deve gettare le basi per una diversa crescita, al fine di garantire un futuro prospero, inclusivo ed efficiente nell’uso delle risorse…poiché ambiente ed economia camminano mano nella mano. La verità è che siamo di fronte a una serie di crisi: non solo crisi economica e finanziaria, ma anche di risorse, del clima e della biodiversità. Non dobbiamo pensare di poterne affrontare una, ignorando le altre. Abbiamo bisogno di trovare il modo di affrontarle tutte contemporaneamente e di offrire molteplici vantaggi per l’economia, le persone e l’ambiente”.

Proteggere il capitale naturale, favorendo l’efficienza delle risorse e accelerando la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sono, infatti, le caratteristiche principali del Programma 2013-2020, che cerca anche di affrontare le cause ambientali della malattia. I risultati dovrebbero contribuire a stimolare la crescita sostenibile e la creazione di nuovi posti di lavoro per indirizzare l’Unione su un percorso tale da farla diventare un posto migliore e più sano per viverci, rispettando altresì i limiti del nostro Pianeta.

La responsabilità di realizzare gli obiettivi del programma è condivisa tra l’UE e gli Stati membri. Tra le misure concrete da porre in essere si annoverano: l’eliminazione graduale delle sovvenzioni dannose per l’ambiente; lo spostamento dalla tassazione del lavoro alla tassazione dell’inquinamento; la conclusione di partenariati tra Stati membri e Commissione per l’attuazione della normativa ambientale dell’UE; nonché, la messa a punto di un sistema di tracciabilità delle spese relative all’ambiente nel bilancio UE.

La Commissione ha individuato 9 obiettivi prioritari nel Programma di azione:

(a) proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione;
(b) trasformare l’Unione in un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente nell’impiego delle risorse, verde e competitiva;
(c) proteggere i cittadini dell’Unione da pressioni e rischi d’ordine ambientale per la salute e il benessere;
(d) sfruttare al massimo i vantaggi della legislazione unionale in materia di ambiente;
(e) migliorare le basi scientifiche della politica ambientale;
(f) garantire investimenti a sostegno delle politiche in materia di ambiente e clima, al giusto prezzo;
(g) migliorare l’integrazione ambientale e la coerenza delle politiche;
(h) migliorare la sostenibilità delle città dell’Unione;
(i) aumentare l’efficacia dell’azione unionale nell’affrontare le sfide ambientali a livello regionale e mondiale.

Per il conseguimento di tali obiettivi, viene previsto un quadro di sostegno che promuova una migliore attuazione della normativa ambientale dell’UE, l’ampliamento e l’aggiornamento delle conoscenze scientifiche, gli investimenti necessari per supportare la politica in materia di ambiente e cambiamenti climatici, nonché un più efficace recepimento delle considerazioni e delle esigenze ambientali nelle altre politiche europee.

Il programma mira altresì a intensificare l’impegno per rendere le città europee più sostenibili e per accrescere la capacità dell’UE di affrontare le sfide climatiche e ambientali a livello regionale e mondiale.
Il Programma, inoltre, è fondato sul principio “chi inquina paga”, sul principio di precauzione e di azione preventiva e sul principio di riduzione dell’inquinamento alla fonte.

La proposta della Commissione sarà esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea e, una volta approvato, il nuovo PAA diventerà un atto legislativo dell’Unione europea.