Uno studio pubblicato su una rivista peer-reviewed di analisi delle interazioni tra sistemi energetici e società afferma che in 10 anni si potrebbe abbandonare la dipendenza dai combustibili fossili, sempre che ci siano impegni di governo, incentivi tariffari, cambiamenti di comportamento dei consumatori e pressioni da parte di associazioni ambientaliste, imprese e organizzazioni dei cittadini.

transizione energetica

La dipendenza mondiale dai combustibili fossili per creare energia potrebbe essere gradualmente eliminata nel corso di un decennio, secondo quanto afferma uno Studio pubblicato sulla rivista peer-reviewed Energy Research & Social Science specializzata nell’analisi delle interazioni tra i sistemi energetici e la società.
Il suo autore, Benjamin K. Sovacool, è Direttore del Centro danese per le tecnologie energetiche presso il Dipartimento Business & Technology dell’Università di Aarhus e Professore di Politiche energetiche presso l’Università del Sussex (GB) dove dirige sia il Centro per l’innovazione e la domanda di energia che il Gruppo Sussex Energy.

In “How long will it take? Conceptualizing the temporal dynamics of energy transitions” vengono analizzate le transizioni energetiche nel corso della storia.
Il passaggio dal legno al carbone in Europa, per esempio, è avvenuto tra i 96 e 160 anni, mentre l'energia elettrica ha impiegato da 47 a 69 anni per diventare di uso comune.

tabella transizione energetica
Fonte: Grubler Arnulf - Energy transitions research insights and cautionary tales - Energy Policy, 50, 2012

Guardando solamente al passato, spesso si potrebbe definire un quadro non veritiero ed inutile - avverte Sovacool - La visione tradizionale delle transizioni energetiche quali lunghi e controversi processi che necessitano di decenni, se non secoli, per verificarsi, non è sempre supportata da prove. Questa volta il futuro potrebbe essere diverso: la scarsità delle risorse, la minaccia dei cambiamenti climatici, l'apprendimento tecnologico e l’innovazione notevolmente migliorati potrebbero accelerare notevolmente un cambiamento globale per un futuro energetico più pulito”.
Ad esempio, lo Stato dell’Ontario (Canada) ha completato il passaggio dal carbone tra il 2003 e il 2014; un importante programma energetico per le famiglie in Indonesia ha impiegato solo tre anni per far passare i due terzi della popolazione dalle stufe a cherosene a quelle a GPL; il programma nucleare della Francia ha visto salire a razzo le forniture di energia elettrica che sono passate dal 4% nel 1970 al 40% nel 1982.

"Il passaggio ad un nuovo sistema di energia più pulita richiederebbe cambiamenti significativi nella tecnologia, nelle politiche normative, nei sistemi tariffari e regimi di prezzi, ma anche di comportamenti degli utenti e di coloro che li adottano - osserva l’autore dello studio - Lasciare che la transizione si evolva da sola, come è accaduto per lo più nel passato, può infatti richiedere molti decenni e un sacco di stelle che siano allineate in una sola volta per allineare tutto in una volta. Avendo appreso abbastanza dalle transizioni precedenti, credo che le trasformazioni future possano avvenire molto più rapidamente”.

In sintesi, anche se lo studio suggerisce che i dati storici possono essere istruttivi nel farci comprendere come creare le transizioni energetiche macro e micro, tuttavia non sono sufficientemente predittivi, specie se intervengono pressioni esterne per continuare a consumare combustibili fossili per la paura che un brusco passaggio all’economia low-carbon possa costituire un elemento destabilizzante per i mercati finanziari.