Qualità dell’ “Aria Ambiente”: si parte?

Qualità dell’ “Aria Ambiente”: si parte?

Entra in vigore oggi il nuovo D.lgs che ha differito di un anno e mezzo il termine entro il quale le Regioni e Province autonome avrebbero dovuto predisporre i piani di zonizzazione e quelli per la riduzione del rischio di superamento dei valori-limite.

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Entra in vigore oggi 12 febbraio 2013 il nuovo Decreto Legislativo 24 dicembre 2012, n. 250 “Modifiche ed integrazioni al Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155, recante attuazione della Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa” (G.U: n. 23 del 28.01.2013). Il provvedimento di modifica era stato giustificato dal Governo che lo aveva presentato nel Consiglio dei Ministri del 26 giugno 2012 “dall’esigenza di superare alcune problematicità emerse nel corso della prima applicazione delle norme, entrate in vigore nel 2010, senza alterare la disciplina sostanziale ma assicurando un migliore raccordo fra le Regioni e Province autonome e il Ministero dell’ambiente”.
In realtà, la ragione più cogente era costituita dal fatto che non tutte le Regioni avevano ottemperato al termine del 31 maggio 2011 previsto dal D.Lgs. n. 155/2010 per la predisposizione dei piani per la riduzione del rischio di superamento dei valori-limite, dei valori-obiettivo e delle soglie di allarme. Inoltre, l’eventuale mancata zonizzazione dei territori da parte di Regioni e Province autonome avrebbe compromesso l’uniformità di valutazione e gestione della qualità dell’ “aria ambiente”, definita dal provvedimento come “l’aria esterna presente nella troposfera, ad esclusione di quella presente nei luoghi di lavoro”.

Il Decreto consta di 20 Articoli ed un Allegato.
Di seguito vengono segnalate le novità più importanti che sono state introdotte.
* All’Art. 1 è rivista la definizione di valore limite: “livello fissato in base alle conoscenze scientifiche 
al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la
 salute umana e per l’ambiente nel suo complesso, che deve essere 
raggiunto entro un termine prestabilito e in seguito non deve essere
 superato”; scompare pertanto ogni riferimento alle conoscenze relative alle migliori tecnologie disponibili.

* All’Art. 2 viene così riformulata la definizione di misure indicative: “misurazioni dei livelli degli inquinanti, basate su obiettivi di qualità meno severi di quelli previsti per le misurazioni in siti fissi”; questa nuova formulazione corrisponde esattamente alla definizione della Direttiva 2008/57/CE.
Sempre all’Art. 2 si dispone lo slittamento al 31.12. 2012 della presentazione al Ministero, all’ISPRA e all’ENEA da parte delle Regioni del Progetto di adeguamento della propria rete di misurazione.

*Con l’Art. 3 viene soppresso il vincolo di appartenenza delle stazioni di misurazione alle reti regionali.

*All’Art. 4 si modificano più parti dell’Art. 8 del D.Lgs. n. 155/2010 relativo alle stazioni di misurazione dell’ozono e dei suoi precursori, prevedendo, in particolare, che i decreti interministeriali della loro individuazione “disciplinano altresì le modalità ed i tempi con i quali i
dati e le informazioni rilevati da tali stazioni di misurazione sono 
messi a disposizione di tutte le regioni e province autonome”.

*L’Art. 5, a sua volta, modifica l’Art. 9 del precedente Decreto, in merito all’adozione di misure di carattere nazionale, qualora quelle regionali non fossero in grado di assicurare il raggiungimento di valori-limite in aree influenzate da sorgenti di emissione su cui le Regioni non avessero competenza, viene inserito il periodo: “La 
richiesta della regione o della provincia autonoma deve essere
 adeguatamente motivata sotto il profilo tecnico”.

*Con l’Art. 6 viene soppresso il comma con il quale “provvedono i sindaci o la diversa autorità individuata dalle regioni o dalle province autonome” a vietare la circolazione nei centri abitati per tutti gli autoveicoli che non hanno effettuato il controllo delle emissioni.

*Nessuna novità di rilievo si coglie negli Artt. 7 e 8 che sostituiscono “Con decreto” le seguenti parole “Con uno o più decreti”.

*L’Art. 9 stabilisce che i decreti del MATTM, sentito il Ministro della Salute, relativi alle "procedure di garanzia di qualità previste per verificare il rispetto della qualità delle misure dell’aria ambiente” e alle “procedure per l’approvazione degli strumenti di campionamento e misura della qualità dell’aria” devono essere adottati “sentita la Conferenza Unificata”.

Ma la novità maggiore viene con la sostituzione del comma 5 del D. Lgs. n. 155/2010 con il seguente: “Le approvazioni degli strumenti di campionamento e misura, sulla base delle procedure previste dal comma 1, lettera b), e l'approvazione dei metodi di analisi della qualità dell'aria equivalenti a quelli di riferimento, con le modalità previste dall’allegato VI, competono, anche sulla base di specifiche intese, all’ISPRA, al CNR e ai laboratori pubblici accreditati secondo la norma ISO/IEC 17025 nella versione più aggiornata al momento dell’accreditamento in relazione al pertinente metodo previsto da tale allegato […]”.

* L’Art. 10 integra l’art. 18 del D. Lgs. n. 155/2010 relativo alle informazioni che le amministrazioni debbono diffondere al pubblico, includendovi “i progetti approvati previsti dall’articolo 3, comma 3, e dell’articolo 5, comma 6” e “la documentazione di cui all’allegato III, paragrafo 5” ovvero i progetti di zonizzazione e classificazione del territorio, i progetti di adeguamento della rete e la documentazione inerente la scelta dei siti di monitoraggio dove sono installate le stazioni fisse.

* All’Art. 11 si specificano meglio le procedure di scambio delle informazioni e dei dati tra i vari soggetti coinvolti (dalle regioni e province all’ISPRA; dall’ISPRA al MATTM; dal MATTM alla Commissione UE).

* Con l’Art. 12 viene ampliato l’ambito di lavoro del Coordinamento di cui all’Art. 20 del D. Lgs. n. 155/2010, a cui viene assicurato anche “un esame congiunto e l’elaborazione di indirizzi e linee guida in relazione ad aspetti di comune interesse inerenti la normativa vigente in materia di emissioni in atmosfera”.

* L’Art. 13 apporta modifiche all’Allegato VI del D. Lgs. n. 155/2010 sostituendo i metodi di riferimento per i campionamenti degli inquinanti con quelli delle norme UNI EN.

* Anche l’Art. 14 introduce modifiche, in questo caso, all’Allegato X del D. Lgs. n. 155/2010 , aggiungendovi il comma 3 bis relativo ai Metodi di misurazione: “Per la misurazione degli ossidi di azoto si applica il metodo di riferimento previsto dall’allegato VI. Per la misurazione dei COV è utilizzato il metodo di riferimento contenuto nell’Appendice X. È possibile utilizzare, in alternativa a tale metodo, qualsiasi altro metodo equivalente sulla base delle procedure previste dall’Allegato VI”.

* L’Art. 15 inserisce una nota (3-bis) all’Allegato XI del D. Lgs. n. 155/2010 e conseguentemente, in calce alla tabella: “La somma del valore limite e del relativo margine di tolleranza da applicare in ciascun anno dal 2008 al 2015 è stabilito dall’Allegato I, parte (5) della Decisione 2011/850/UE, e successive modificazioni” che si riferisce alla determinazione dei valori-limite e dei margini di tolleranza da applicare annualmente per il PM2,5.

* L’Art. 16 apporta modifiche all’Appendice I del D. Lgs. n. 155/2010: “al punto 1 dopo le parole: «di zonizzazione» sono inserite le seguenti: «, ai fini della protezione della salute umana,»” e “al punto 4 le parole: «il processo di zonizzazione» sono sostituite dalle seguenti: «il processo di delimitazione delle zone diverse dagli agglomerati»”.

* L’Art. 17 apporta modifiche all’Appendice VI del D. Lgs. n. 155/2010: “al punto 1 dopo le parole: «formato excel» sono inserite le seguenti: «più aggiornato» e le parole da: «al paragrafo "Update of annual» fino alla fine sono soppresse”.

* L’Art. 18 sostituisce l’Appendice X del D. Lgs. n. 155/2010 con l’ “Appendice X inserita nell’Allegato del presente Decreto” relativo al Metodo di riferimento per la misurazione dei COV.

* Con l’Art. 19L'Appendice XI al decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 155, è soppressa

* Infine, l’Art. 20 dispone che “Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni pubbliche provvedono agli adempimenti previsti dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.


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