Quale sarà la crescita o la competitività di Cina, Stati Uniti e Vietnam nei prossimi 3, 5 o 10 anni?

Quale sarà la crescita o la competitività di Cina, Stati Uniti e Vietnam nei prossimi 3, 5 o 10 anni?

I fisici dell’ISC-CNR hanno messo a punto un nuovo strumento predittivo per misurare il potenziale di crescita economica dei Paesi, comparando il PIL con l’indice “Fitness” ovvero con la loro competitività in base alla varietà e complessità dei prodotti esportati.

progress

Gli economisti tradizionalmente misurano la performance di un Paese con figure monetarie come il Prodotto Interno Lordo (PIL) che riflette lo stato di un Paese, anche se si stanno sviluppando altri modelli, come il Better Life Index dell’OCSE, lanciato nel 2011 nel tentativo di riunire misure di benessere comparabili a livello internazionale, in linea con le raccomandazioni della Commissione “Stiglitz-Sen-Fitoussi” che era stata incaricata di elaborare strumenti statistici idonei a rilevare quelle dimensioni del progresso e del benessere sociali “sostenibili” che non è in grado di misurare il PIL.

Ora, un contributo a misurare la crescita e lo sviluppo dei sistemi economici con metriche non monetarie viene dai Fisici dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISC-CNR), che stanno mettendo a punto il metodo “selective predictability scheme”, in controtendenza rispetto alle previsioni economiche standard, che si basa sul confronto tra il valore monetario di una nazione (PIL pro capite) e la capacità del suo sistema produttivo di innovare e diversificarsi a partire dalle esportazioni globali.

Lo Studio, condotto assieme all’Università di Roma “La Sapienza”, è stato pubblicato su Plos One, prestigiosa rivista peer-reviewed, con il titolo “The Heterogeneous Dynamics of Economic Complexity” e recensito da Nature che, a sua volta, l’anno scorso aveva pubblicato “È tempo di lasciarsi alle spalle il PIL”, un articolo firmato da economisti di vari Paesi, tra cui l’ex Presidente dell’Istat Enrico Giovannini che aveva declinato per il nostro Paese un nuovo sistema di misurazione nel Rapporto annuale sul Benessere Equo e Sostenibile (BES).

Sviluppando concetti della scienza dei sistemi complessi e ricorrendo all’analisi dei Big Data ovvero a masse enormi di informazioni, dati e statistiche, è stato elaborato un algoritmo, simile al motore di ricerca di Google, ma molto più sviluppato e preciso, che crea un indice, chiamato Fitness, che consentirebbe di prevedere il potenziale produttivo dei vari Paesi sulla base della qualità e complessità dei prodotti esportati.

I Paesi che continueranno a crescere per almeno un altro decennio sono quelli che hanno accumulato un bonus di competitività sul mercato globale che ancora non si è tradotto in un proporzionale aumento di PIL - ha dichiarato il Prof. Luciano Pietronero dell’Università “La Sapienza” e fondatore dell’Isc-Cnr che ha coordinato i ricercatori - Il metodo mostra come alcuni Paesi che, secondo visioni economiche più tradizionali si ritiene siano finiti nella paralisi economica, potrebbero invece esserne già fuori e vantare un’economia in crescita. Secondo le nostre previsioni, Cina e India continueranno a crescere stabilmente per almeno altri 10 anni, raggiungendo un PIL totale di 26 trilioni di dollari nel 2022. Nel continente africano, Senegal, Kenya, Madagascar, Uganda e Tanzania potrebbero ripercorrere le orme delle ‘Tigri Asiatiche’, mentre il Sudafrica rischia di essere invischiata nella ‘middle-income trap’ e Nigeria e Repubblica Democratica del Congo potrebbero finire nella ‘poverty trap’ ”.
 

poverty middle incombe trap


L’immagine mostra l’evoluzione temporale di una selezione di Paesi nel piano Fitness-PIL pro capite, riportando in modo qualitativo la posizione della poverty e della middle incombe trap. La linea nera verticale indica approssimativamente il confine tra la linea caotica (a sinistra della linea) e quella laminare (a destra della linea). (fonte: Isc-Cnr)
 

L’evoluzione e la competitività tra il 1995 e il 2010, misurate in tal modo, ci permettono di prevedere che le nazioni che cresceranno di più nel prossimo decennio sono quelle che hanno aumentato la loro Fitness prima che il PIL, accedendo così a mercati sempre più esclusivi e remunerativi - hanno spiegato Matthieu Cristelli e Andrea Tacchella dell’Isc-Cnr, gli altri coautori dello Studio - Il loro PIL, prima basso se paragonato alla Fitness, ha così iniziato a crescere e continuerà a farlo per altri dieci anni”.
Il metodo è particolarmente utile agli investitori per capire quale evoluzione economica subiranno i “paesi emergenti” e per scovare quelli che diventeranno tali nei prossimi anni, fornendo nuove prospettive sulla pianificazione industriale delle varie aree e permettendo di analizzare andamenti e rischi.

Guardando alla competitività come a una variabile non uni-dimensionale ma a due dimensioni, quella monetaria e quella misurata dalla fitness, si ottengono previsioni e informazioni inaspettate - hanno concluso i ricercatori - Emergono dalle previsioni due macro-aree: una zona non caotica detta laminare, dove la Fitness determina la crescita, e una zona con i Paesi le cui evoluzioni, a parità di PIL, risultano caotiche e determinate da fattori esogeni incommensurabili come mancanza di politica industriale, guerre civili, disastri naturali o eccessiva dipendenza dall’export di materie prime. L’evoluzione delle economie si evidenzia quindi come un sistema estremamente eterogeneo, anche quando le condizioni iniziali in termini di PIL risultino identiche”.
 

income fitness


Rappresentazione tipo-fluido della dinamica dei Paesi nel piano Fitness-PIL pro capite con le zone caotica e laminare, rispettivamente in rosso e in verde. (Fonte: Isc-Cnr).


In Europa, in base al Fitness, la Germania sembra essere il Paese che crescerà di più stante la quantità e qualità dei prodotti esportati, e buona è la posizione dell’Italia con il suo paniere di prodotti manifatturieri di qualità che sono richiesti all’estero. Ma la sola specializzazione non basta, deve essere creata una diversificazione industriale, puntando a prodotti innovativi che solo gli investimenti in istruzione e ricerca possono offrire.
Per questo bisogna mantenersi cauti sulla possibilità che il nostro Paese possa uscire dalla stagnazione.

Sul sito di Nature Magazine è disponibile un breve video che mostra la dinamica di evoluzione economica dei Paesi analizzati dal 1995 al 2010.

Commenta