Operativo dal 14 giugno 2016, il sito web che, informando e coinvolgendo i soggetti istituzionali, gli operatori del territorio e gli stakeholder pubblici e privati, costituisce di fatto una guida utile per chi, a diverso titolo, progetta interventi improntati alla sostenibilità ambientale.

piattaforma delle conoscenze


È operativa la "Piattaforma delle Conoscenze", il sito web dinamico che consente la condivisione e lo scambio di buone pratiche sulle tematiche ambientali rendendo fruibili le conoscenze tecniche raggiunte nell’ambito di progetti già finanziati dei programmi LIFE Ambiente, CIP Ecoinnovazione, 7° Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, Horizon, Programma Spazio Alpino, informando e coinvolgendo i diversi soggetti istituzionali, gli operatori del territorio e gli stakeholder pubblici e privati. 
"Da oggi inizia un percorso virtuoso di conoscenza e di condivisione delle ‘best practices’ ambientali: in questo campo copiare le cose buone non solo non è disonorevole, ma fa bene all’ambiente e a tutti noi - ha affermato il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, durante la Conferenza di inaugurazione, tenutasi a Roma presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) - In questi anni sono stati finanziati progetti di altissimo livello, ma non sono state spesso utilizzate tutte le risorse spendibili. Con questa Piattaforma, fortemente voluta dal Ministro Galletti, vogliamo creare un ‘network’ di buone pratiche, peraltro ritenute tali dalla Commissione Ue, ma allo stesso tempo avere ricadute positive nei programmi di finanziamento sui temi ambientali. Questo nuovo strumento ci aiuta concretamente anche nell’attuazione degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030".
 
Il portale “Piattaforma delle Conoscenze”, collegato al sito del Ministero, è stato realizzato dalla Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il danno ambientale e per i rapporti con l'Unione europea e gli organismi internazionali (SVI) diretta da Francesco La Camera, e raggruppa in 8 settori tematici (rifiuti, natura e biodiversità, acqua, ambiente urbano, clima, energia, suolo, uso efficiente delle risorse) con le migliori pratiche per l’ambiente e il clima realizzate con i fondi comunitari, presentate in un contesto descrittivo e di prospettiva e inserite nel data base attraverso parole chiave, per area tematica, area geografica, programma e anno di riferimento. Uno strumento dunque di knowledge management, che punta a valorizzare le tante esperienze virtuose realizzate in Italia, informando e coinvolgendo i soggetti istituzionali, gli operatori del territorio e gli stakeholder pubblici e privati. Una guida utile per chi, a diverso titolo, progetta nuovi interventi improntati alla sostenibilità ambientale, suggerendo gli strumenti finanziari disponibili. Entro il 2016 la Piattaforma conterrà 200 buone pratiche, numero destinato ad aumentare con l’acquisizione di altri progetti che giungeranno a conclusione, fino ad arrivare a 450 best practice entro la fine dell’attuale periodo di programmazione (2014-2020).
La 'Piattaforma delle Conoscenze' vuole essere un hub di esperienze e di innovazione in campo ambientale - ha affermato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti - Dobbiamo fare in modo che le migliori idee ‘green’ non restino esempi sparsi sul territorio o singoli casi di scuola, ma siano estesi su tutto il territorio nazionale e rappresentino anche oltre i vostri confini la capacità italiana di innovare puntando sul valore dell’ambiente”.

Nel corso dell'evento sono state presentate "Otto buone pratiche per costruire conoscenza e sviluppo":

- AQUOR (Provincia di Vicenza) progetto volto a favorire l’inversione dell’attuale trend di sovrasfruttamento delle risorse idriche sotterranee e incrementare il tasso di ricarica idrogeologica degli acquiferi, con lo scopo di riequilibrare le falde dell’Alta Pianura Vicentina e di garantirne un uso sostenibile.

- BIOREM (CNR -ISE)) sistema integrato, veloce ed efficiente, per il monitoraggio e il ripristino dei terreni degradati, combinando la rigenerazione vegetale con materia organica esogena migliorandone le proprietà fisico-chimiche, l’attività biochimica ed aumentandone la fertilità fino al 25%.

- BLUE AP (Comune di Bologna) volto a dotare la città di Bologna di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, che preveda anche la sperimentazione di alcune misure concrete da attuare a livello locale, per rendere la città meno vulnerabile e in grado di agire in caso di alluvioni, siccità e altre conseguenze del mutamento del clima.

- CH2OICE (Ambiente Italia) certificazione volontaria, riconoscibile attraverso uno specifico marchio, per impianti idroelettrici di elevato standard ambientale, esplicitamente coerente con i requisiti della Direttiva Quadro sulle Acque.

- ECORICE (Provincia di Vercelli) progetto nato con l’obiettivo di tutelare specie ed ambienti naturali della pianura risicola vercellese e, in particolare gli habitat pressati dalla pratica della monocultura. L’agrosistema risicolo vercellese si sviluppa per la maggior parte della sua superficie su aree risicole private non soggette a specifica tutela o gestione ambientale,  pertanto la sopravvivenza delle sue componenti naturali, nonché delle specie animali e vegetali che da essa dipendono, è spesso influenzata dalle scelte decisionali dei singoli proprietari.
- INTERGREEN (Comune di Bolzano) sistema integrato di monitoraggio del traffico correlato a parametri ambientali, al fine di abbattere le emissioni senza compromettere la mobilità e in grado di fornire alle autorità pubbliche di Bolzano informazioni combinate su traffico e ambiente.

- NOW (Cooperativa sociale Cauto) modello innovativo di gestione dei rifiuti organici che, percorrendo la strada della riduzione dei rifiuti nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO), introduce la prevenzione, il riciclo e il riutilizzo a scopo sociale della frazione organica invenduta.
- WAPWIR (Ceramiche Gardenia Orchidea S.p.A) il cui obiettivo è di realizzare un prodotto eco innovativo in sostituzione dei tradizionali materiali decorativi da pareti (cornici e bassorilievi), riducendo l’inquinamento delle emissioni e dell’acqua di scarico nel corso del processo produttivo attraverso la completa sostituzione di resine poliesteri, solventi volatili e pigmenti pericolosi, con composti a matrice polimerica contenenti polveri di pietra naturale, vetro e altri materiali di recupero.