"La crescita come mission" ... purché quanto basti

"La crescita come mission" ...  purché quanto basti

L’Europa vuol proporsi alla testa della nuova rivoluzione industriale

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Una volta Winston Churchill ha detto che i pessimisti vedono difficoltà in ogni opportunità, mentre gli ottimisti vedono opportunità in ogni difficoltà. Voglio dirvi subito che faccio parte degli ottimisti”.

Con questa citazione di Churchill, il Vicepresidente della Commissione UE e Responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria, Antonio Tajani ha aperto la Conferenza ad alto livello (erano presenti tra gli altri il Presidente della Commissione UE José Manuel Barroso e il Prof. Jeremy Rifkin), da lui stesso promossa e svoltasi a Bruxelles il 29 maggio 2012: “Missione crescita: l’Europa alla guida della nuova rivoluzione industriale”.

L’Europa sta affrontando una situazione economica e sociale senza precedenti dal dopoguerra. Oltre all’urgenza di creare nuova occupazione e rilanciare la competitività, abbiamo davanti altre sfide vitali: crescita demografica mondiale e invecchiamento della popolazione europea, pressione crescente su materie prime ed energia, emergenza clima - ha proseguito Tajani - Queste formidabili sfide, che l’Europa deve necessariamente affrontare facendo fronte comune, costituiscono altrettante opportunità per cambiare, intercettare nuova domanda di beni e servizi, creare lavoro. A condizione che la politica faccia la sua parte puntando su una nuova rivoluzione industriale”.

La Conferenza è stata l’occasione per fare il punto sulle nuove frontiere tecnologiche di questa rivoluzione e sulla Strategia europea 2020 che dovrebbe accompagnarla. Dopo aver sottolineato il ruolo strategico dell’innovazione industriale, il Vicepresidente della Commissione UE ha indicato i punti trainanti su cui dovrebbe fondarsi questa nuova rivoluzione:
- un’industria più competitiva, efficiente e sostenibile;
- le PMI protagoniste della rivoluzione verde;
- l’auto del futuro;
- le energie rinnovabili;
- l’edilizia più efficiente e sicura;
- un turismo sostenibile;
- città e reti “smart”;
- le tecnologie abilitanti fondamentali (microelettronica, materiali avanzati, nanotecnologie, biotecnologie, ecc.);
- navigazione satellitare.

L’evento ha costituito il contesto ideale per indire una nuova consultazione pubblica destinata a fornire un input per il riesame intermedio, previsto per settembre 2012, della Comunicazione “Una politica industriale integrata per l’era della globalizzazione. Riconoscere il ruolo centrale di concorrenzialità e sostenibilità”.
Il riesame si concentrerà sullo sviluppo di un numero limitato di nuove iniziative atte a produrre risultati sostanziali nel breve-medio termine. Inoltre, le nuove iniziative politiche dovrebbero avere un impatto dimostrabile e significativo sulla competitività, la crescita e l’occupazione.

I principali obiettivi della consultazione consistono nel discutere su quali priorità la Commissione europea dovrebbe concentrarsi, incoraggiando i diversi attori coinvolti a valutare quali siano le linee strategiche dell’industria europea da seguire e quali possano essere i ruoli dei decisori nell’affrontare le sfide, sia a livello statale che regionale e locale, incoraggiando le parti interessate ed altri attori ad esaminare questioni come:
- Quali sono oggi le principali priorità strategiche per l’industria europea?
- In che modo le imprese stesse possono meglio rispondere a tali sfide?
- Cosa possono fare i decisori per affrontare tali questioni a livello di Stato membro, locale o regionale?
- Cosa possono fare i decisori per affrontare tali questioni a livello di UE?

Quali sono le tematiche interessate dalla consultazione?
Il questionario identifica una serie di ambiti chiave suscettibili di un eventuale intervento politico e chiede il parere delle parti interessate in merito alle opzioni di cambiamento. Tra le tematiche incluse nella consultazione vi sono:
- un ambiente imprenditoriale e un’imprenditorialità favorevoli alle PMI;
- accesso ai finanziamenti e ai capitali di rischio;
- riconversione industriale e politica tecnologica;
- competenze, ristrutturazione e cambiamento strutturale;
- migliorare il mercato unico;
- TIC, internet e vendite transfrontaliere;
- regolamentazione migliore e più coerente;
- infrastruttura energetica e concorrenza;
- mercato interno dei trasporti;
- regolamenti ambientali;
- efficienza nell’uso delle risorse e riciclaggio;
- energia e clima;
- accesso ai mercati internazionali e competizione globale;
- accesso alle materie prime.

La Consultazione aperta ai cittadini ed alle organizzazioni rimarrà aperta fino al 7 agosto 2012 è accessibile al sito: http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=IndustrialPolicy

Per rilanciare la crescita e l’occupazione in tutta l’UE, il giorno successivo la Conferenza la Commissione UE ha adottato un pacchetto di raccomandazioni specifiche per singolo Paese membro, quei compiti a casa come vengono definite dai media le raccomandazioni della Commissione (vedi box).

L’Italia, inoltre, come altri 11 Paesi (tra cui Francia, Gran Bretagna, Spagna), ha subito esami più approfonditi della sua situazione di squilibri macroeconomici che devono essere attentamente monitorati ed eventualmente corretti: “L’Italia sta sperimentando gravi squilibri che, pur non essendo eccessivi, debbono essere affrontati. In particolare, l’elevato debito pubblico, come pure gli sviluppi macroeconomici nel settore delle esportazioni meritano la dovuta attenzione, dal momento che l’Italia sta perdendo competitività con l’estero dopo l’adozione dell’euro. Dato l’elevato debito pubblico, dovrebbe essere una priorità chiave la valorizzazione del potenziale di crescita, al fine di ridurre il rischio di impatti negativi sul funzionamento dell’economia”.

Pur con le condivisibili proposte ed indicazioni, si ha la sensazione che l’Unione europea non sia ancora in grado di proporsi alla leadership di una significativa svolta verso un’economia capace di offrire ad un’umanità, che entro la metà del secolo raggiungerà i 9 miliardi di individui, una prospettiva di prosperità e concordia.

Nel contesto di una situazione economica e sociale “senza precedenti dal dopoguerra”, come l’ha definita Tajani, si continua a proporre “modifiche” ad un modello di sviluppo che ha condotto sull’orlo del baratro e con una società globale che, senza tener conto degli ammonimenti di Scienziati ed Economisti, prosegue ineluttabilmente lungo il percorso tracciato come fanno i lemming (la similitudine è tratta da un articolo di Jo Confino sul “The Guardian” del 22 maggio 2012) che continuano inspiegabilmente la loro folle corsa verso un suicidio di massa.

Le raccomandazioni rivolte all’Italia
La Commissione raccomanda che l’Italia adotti provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:

1) attuare la strategia di bilancio come previsto e garantire che la situazione di disavanzo eccessivo sia corretta nel 2012; garantire il programmato obiettivo di avanzi primari strutturali per riportare il rapporto debito/PIL su una traiettoria in discesa entro il 2013; garantire progressi adeguati verso l’obiettivo di bilancio di medio termine, nel rispetto del parametro di riferimento per la spesa, e realizzare sufficienti progressi verso il rispetto del parametro della riduzione del debito;
2) garantire che il chiarimento delle caratteristiche chiave della norma costituzionale sul pareggio di bilancio, ivi compreso un adeguato coordinamento tra i diversi livelli amministrativi, sia coerente con il quadro dell’UE; perseguire un miglioramento duraturo dell’efficienza e della qualità della spesa pubblica mediante le previste revisioni della spesa (spending review) e l’attuazione del Piano di Azione Coesione del 2011 per migliorare l’assorbimento e la gestione dei fondi UE, in particolare nell’Italia meridionale;
3) adottare ulteriori misure per combattere la disoccupazione giovanile, migliorando anche la pertinenza del percorso formativo rispetto al mercato del lavoro facilitando il passaggio al mondo del lavoro, anche attraverso incentivi per l’avvio di nuove imprese e per le assunzioni di dipendenti. Attuare il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche a livello nazionale per promuovere la mobilità del lavoro; adottare misure per ridurre i tassi di abbandono dell’università e combattere l’abbandono scolastico;
4) adottare in via prioritaria la riforma del mercato del lavoro per affrontare la segmentazione del mercato del lavoro e istituire un sistema integrato per le indennità di disoccupazione; adottare ulteriori provvedimenti per incentivare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, in particolare fornendo servizi per l’infanzia e l’assistenza agli anziani; per rafforzare la competitività in termini di costi, rafforzare il legame esistente fra salari fissati a livello settoriale e produttività attraverso ulteriori miglioramenti del quadro regolamentare per la determinazione dei salari, in consultazione con le parti sociali e in linea con le prassi nazionali;
5) proseguire la lotta contro l’evasione fiscale; perseguire l’economia sommersa e il lavoro non dichiarato, ad esempio intensificando verifiche e controlli; adottare misure per ridurre la portata delle esenzioni fiscali, le indennità e le aliquote IVA ridotte e semplificare il codice tributario; intraprendere ulteriori azioni per spostare il carico fiscale dal lavoro e dal capitale verso i consumi e i patrimoni nonché l’ambiente;
6) attuare le misure già adottate in materia di liberalizzazione e semplificazione nel settore dei servizi; adottare ulteriori misure al fine di migliorare l’accesso al mercato nelle industrie di rete, nonché la capacità e le interconnessioni infrastrutturali;
7) semplificare ulteriormente il quadro normativo per le imprese e rafforzare la capacità amministrativa; migliorare l’accesso agli strumenti finanziari, in particolare al capitale, per finanziare le imprese in crescita e l’innovazione; attuare la prevista riorganizzazione del sistema della giustizia civile e promuovere il ricorso a meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie.

 

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