Il WBCSD invita a impegni concreti per percorsi di sviluppo sostenibile

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Nel 2010 il World Business Council for Sustainable Development (W BCSD), una coalizione di 200 imprese all’avanguardia, con un fatturato complessivo di 7.000 miliardi di dollari, aveva pubblicato Vision 2050, un importante contributo alla definizione di un percorso in grado di condurci ad una prospettiva al 2050 di un “mondo sostenibile”, in cui il periodo tra il 2010 e il 2020 era stato definito i “10 anni turbolenti” (Teens Turbolents).

Seppur trascorsi solo 2 anni, è già chiaro che la “turbolenza” è più grave del previsto, con una crisi finanziaria perdurante, la recessione economica più minacciosa, il diffuso malcontento sociale e il pesante pedaggio richiesto dai tanti disastri, naturali e causati dall’uomo.

Con una popolazione mondiale che ha ormai raggiunto i 7 miliardi di individui e che continua a crescere, il WBCSD ritiene necessario anticipare quanto prima le decisioni e le azioni, previste in Vision per costruire un mondo sostenibile, che potrebbero essere meglio avviate e, soprattutto, implementate, se un adeguato quadro delle politiche pubbliche fornisce gli incentivi necessari.

La Vision da sola non basta - ha affermato il Presidente WBCSD, Peter Bakker - Il ruolo delle imprese è quello di innovare e fornire soluzioni sostenibili e non vi è alcuna carenza di innovazione e di capacità per fare di più, ma le soluzioni di business sostenibile possono essere create solo imprimendo velocità e dimensioni richieste dalla trasformazione, sempre che ci sia un giusto mix di iniziative politiche che forniscano i giusti incentivi per rompere il blocco del business-as-usual”.

Al fine di uscire dall’attuale e minacciosa situazione di stallo, il WBCSD ha deciso di dare un ulteriore contributo che ha lo scopo di rimuovere Vision 2050 da un concetto di aspirazione, per un chiaro invito all’azione e all’implementazione.

Si tratta di “Changing Pace” (Cambiare di passo), documento che traduce ciascuno dei 9 punti del percorso verso il mondo sostenibile di Vision 2050, in chiare e concrete raccomandazioni di politiche pubbliche e che sarà successivamente integrato da una serie di impegni reali e misurabili all’azione da parte di alcune delle più grandi aziende mondiali.

Le due iniziative costituiscono il nucleo del contributo del WBCSD alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, meglio noto come RIO +20, basato sulla proposta di impegno attivo delle imprese aderenti al WBCSD nelle attività di progettazione e attuazione delle politiche pubbliche necessarie per la creazione di un mondo sostenibile, dato che, secondo il WBCSD:
- il finanziamento pubblico da solo non sarà sufficiente a raggiungere i livelli di investimento necessari per creare un’economia globale che si occupi con successo di limitare in futuro l’impiego di risorse e le emissioni di carbonio;
- una politica prevedibile, certa e di lunga durata, incoraggerà le imprese a lavorare con i propri investitori per avviare ed implementare le soluzioni in linea con la Vision 2050;
- la gara verde - proprio come ciascuno degli elementi del percorso di Vision 2050 - avrà bisogno di evolversi, dal momento che ci muoviamo all’interno di una fase esplorativa, sperimentale, di diffusione e di apprendimento, le cui soluzioni non sono state ancora individuate e che potrebbero essere meglio trovate con una stretta collaborazione tra imprese e governi.

Cambiare di passo”, quindi, non è un modo per trovare consenso né una risposta definitiva, bensì è il punto di partenza per una discussione attorno alle migliori politiche che possono aiutare la realizzazione corrente e senza indugi di Vision 2050 e, come tale, è un invito del WBCSD e dei suoi membri a governi, politici, società civile e dirigenti d’azienda ad impegnarsi attivamente da subito nel dibattito.

Il nostro modello di sviluppo economico aumenta il degrado ambientale che, a sua volta, aumenta la vulnerabilità dei più poveri - avverte il Rapporto - La pressione continua della nostra economia sta superando la resistenza della biosfera, facendo venir meno la base del nostro benessere, a meno che non cambiamo radicalmente il modo di usare il nostro capitale naturale”.

Per identificare come creare un quadro politico più dinamico, il WBCSD ha individuato i green growth policy accelerator costituiti da 7 categorie di azioni correlate: una guida politica; 4 elementi di accelerazione e 2 di controllo.

La Guida
1. Prefissare gli obiettivi. La creazione di obiettivi è di per sé elemento positivo, purché siano assoggettati a revisione. Quando non è possibile definire obiettivi vincolanti, possono essere efficaci quelli tendenziali a patto che siano supportati da una serie di acceleratori di progresso e controllo. Solo obiettivi chiari possono far girare nella giusta direzione innovazioni, investimenti, produzione e consumo.

Gli acceleratori
2. Comunicare ed educare. La transizione verso una crescita sostenibile e inclusiva è un processo di apprendimento su vari strati. Nutrirsi, essere in salute, cambiamenti di istruzione e di comportamento debbono essere accessibili a tutti, con un accento particolare sull’efficienza delle risorse e la protezione degli ecosistemi. I cittadini devono essere informati per comprendere i problemi, essere motivati a rispettare gli obiettivi ed essere coinvolti sia come consumatori che come lavoratori e imprenditori, per porsi come modelli all’interno delle famiglie e comunità.
3. Regolare. Quando le soluzioni e le migliori pratiche siano state definite, acquista senso la definizione di standard minimi e processi decisionali per tutti gli attori che determinano il raggiungimento degli obiettivi. Gli indici di riciclaggio; i livelli massimi di emissione; le norme sull’efficienza energetica degli edifici; i livelli minimi di qualità dell’aria e dell’acqua; il GPP; le etichettature dei prodotti: sono tutti esempi di azioni di governo che possono indirizzare tutti coloro che partecipano al mercato verso il cambiamento e la conformità. I costi iniziali di tali azioni sono decisamente bassi per i Governi, ma non funzionano bene se non vengono rispettate, verificate e sostenute finanziariamente in modo da alleggerire i costi di iniziale adeguamento delle imprese. Poiché il cambiamento crea vincitori e vinti e costa denaro, nei periodi di transizione è opportuno ridurre la pressione con calendari realistici, al fine di abbassare la resistenza al cambiamento, consentendo l’ottimizzazione.
4. Adattare il bilancio. Non tutti gli obiettivi di sostenibilità si conseguono con soluzioni semplici basate su tecnologie e pratiche collaudate. È meglio che siano la capacità innovativa delle imprese e l’efficienza dei mercati a dar vita e classificare le soluzioni vincenti. Questo processo non è però automatico e chiari obiettivi non sono sufficienti a causare il cambiamento. I Governi debbono rendere non desiderabili le situazioni costose e le esternalità negative, al punto tale da far ricercare soluzioni tramite l’innovazione. I ricavi dalle tasse ambientali, dai diritti ad emettere, dai prezzi del carbonio, dalle tasse per lo smaltimento dei rifiuti e da altri contributi, aggiunti alla eliminazione dei sussidi per le attività dannose all’ambiente, debbono essere riassegnati alla riduzione di altre imposte, in particolare su quelle da lavoro. In altre parole l’azione di Governo dovrebbe includere incentivi per le imprese che intervengono con tempestività e aumentare la pressione su quelle ritardatarie. La ridistribuzione delle risorse, in un momento di crisi economica e finanziaria che espone i bilanci statali a difficoltose manovre di aggiustamento è presupposto per far fronte alle crescenti disuguaglianze di reddito e di sicurezza sociale.
5. Investire. Nonostante le tecnologie e pratiche siano ampiamente disponibili, sono necessari investimenti pubblici per Ricerca&Sviluppo, nonché quelli necessari per creare, aggiornare o sostituire le infrastrutture critiche. I Governi dovrebbero anche adottare misure per gli acquisti e appalti verdi per dar vita a mercati maturi che sostengano l’innovazione.

I controlli
Monitorare. L’attuale dinamica demografica in un contesto di ecosistemi sottoposti a pressioni in termini di risorse ed inquinamenti, non lascia margini di tempo e di errore per la misurazione dei progressi verso gli obiettivi politici specifici. Tuttavia, il PIL da solo non è più in grado di verificare i progressi, con il rischio di darci risultati inesatti, per cui sono necessari altri indicatori di progresso non finanziari, in grado di informare i cittadini e soccorrere i politici nelle azioni correttive.
Coordinare. Gli amministratori pubblici devono migliorare la loro capacità di effettiva ed efficiente governance per sostenere il raggiungimento degli obiettivi. Utilizzando una serie di chiari indicatori di progresso, i Governi devono bilanciare i 4 acceleratori in modo tale che siano coerenti, prevedibili e persistenti per dare alle aziende la fiducia necessaria per allineare strategie, R&D e investimenti, incoraggiando, al contempo, le scelte dei consumatori e l’emulazione tra città e nazioni. Ciò non significa che tutte le politiche debbano essere decise in una volta e per sempre, perché ci deve essere lo spazio per forme di dialogo e di azioni correttive. Si tratta di un processo di apprendimento per un continuo miglioramento, soprattutto nel momento in cui l’adattamento comincia a prender piede.