Pubblicati i Regolamenti su etichette e progettazione ecocompatibile per apparecchi di riscaldamento ambiente e di scaldacqua

Pubblicati i Regolamenti su etichette e progettazione ecocompatibile per apparecchi di riscaldamento ambiente e di scaldacqua

Dal 26 settembre 2015 tutti i fornitori che metteranno in commercio i sistemi di riscaldamento d’ambiente e di scaldacqua dovranno garantire la presenza dell’etichetta energetica stampata e di una scheda prodotto.


etichettatura sistema riscaldamento

Sulla GUUE del 6 settembre 2013 sono stati pubblicati 4 Regolamenti:
- Regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013, che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’etichettatura indicante il consumo d’energia degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, degli apparecchi di riscaldamento misti, degli insiemi di apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, dispositivi di controllo della temperatura e dispositivi solari e degli insiemi di apparecchi di riscaldamento misti, dispositivi di controllo della temperatura e dispositivi solari;
- Regolamento delegato (UE) n. 812/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013, che integra la direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne l'etichettatura energetica degli scaldacqua, dei serbatoi per l'acqua calda e degli insiemi di scaldacqua e dispositivi solari;
- Regolamento (UE) n. 813/2013 della Commissione, del 2 agosto 2013, recante modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente e degli apparecchi di riscaldamento misti;
- Regolamento (UE) n. 814/2013 della Commissione, del 2 agosto 2013, recante modalità di applicazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in merito alle specifiche per la progettazione ecocompatibile degli scaldacqua e dei serbatoi per l’acqua calda.

Si tratta di Regolamenti che integrano la Direttiva UE 2010/30/UE relativa a “Norme sull’etichettatura del consumo energetico degli elettrodomestici e di altri prodotti connessi all’energia” (i primi due) e di applicazione della Direttiva 2009/125/CE concernente l’“Istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia”.

Il primo Regolamento specifica i requisiti in materia di etichettatura energetica e le informazioni al consumatore cui sono obbligati i produttori e rivenditori di apparecchi per il riscaldamento d’ambiente e gli apparecchi di riscaldamento misti con una potenza termica nominale inferiore a 70 kW, gli insiemi di apparecchi per il riscaldamento d'ambiente con potenza inferiore ai 70 kW, i dispositivi di controllo della temperatura e i dispositivi solari e gli insiemi di apparecchi di riscaldamento misti con potenza inferiore ai 70 kW, i dispositivi di controllo della temperatura e i dispositivi solari.
Fornitori e rivenditori dovranno garantire che gli apparecchi di cui sopra siano muniti delle nuove etichette e delle schede prodotto a partire dal 26 settembre 2015, data in cui entrerà in vigore il nuovo Regolamento, con un aggiornamento più restrittivo dal 26 settembre 2019. Inoltre qualsiasi pubblicità o materiale promozionale tecnico dovrà riportare l'indicazione della classe di efficienza energetica.

Il secondo Regolamento stabilisce le nuove specifiche relative alle etichettature energetiche e la comunicazione di informazioni supplementari sul prodotto relativamente agli scaldacqua aventi una potenza termica nominale inferiore ai 70 kW, ai serbatoi per l'acqua calda aventi un volume utile inferiore ai 500 litri e agli insiemi composti da scaldacqua inferiore ai 70 kW e dispositivo solare.  Anche in questo caso le nuove regole troveranno applicazione dal 26 settembre 2015, ma l’aggiornamento più restrittivo è fissato al 26 settembre 2017.

Il terzo Regolamento definisce le specifiche per la progettazione ecocompatibile che devono rispettare gli apparecchi per il riscaldamento d'ambiente e gli apparecchi di riscaldamento misti di potenza termica nominale fino a 400 kW, compresi gli apparecchi integrati in insiemi di apparecchi per il riscaldamento d'ambiente, dispositivi di controllo della temperatura e dispositivi solari o in insiemi di apparecchi di riscaldamento misti, dispositivi di controllo della temperatura e dispositivi solari.

Il quarto Regolamento definisce le regole per la progettazione di scaldacqua aventi una potenza nominale inferiori ai 400 kW e di serbatoi per l'acqua calda aventi un volume utile inferiore ai 2.000 litri, compresi quelli integrati negli insiemi di scaldacqua e dispositivi solari.

In tutti e due gli ultimi casi le disposizioni si applicheranno dal 26 settembre 2015, con aggiornamenti più restrittivi al 26 settembre 2017 e 26 settembre 2018.

Come già avvenuto per gli elettrodomestici, identificando in modo univoco i consumi di prodotti tecnologicamente molto differenti, l’utente finale sarà in grado di farsi un’idea chiara dei consumi di ogni prodotto, mettendo a confronto non solo prodotti simili, ma anche tecnologie diverse, sulla base di una singola etichettatura. L’obiettivo finale dell’UE è ovviamente che, con l’introduzione delle etichette energetiche, gli utenti preferiranno orientarsi verso prodotti meno energivori, favorendo l’utilizzo di fonti rinnovabili e diminuendo quindi il fabbisogno energetico delle abitazioni, che producono ancora una quota rilevante delle emissioni in atmosfera. Il cambiamento più visibile, per esempio sarà la possibilità di immissione sul mercato di sole caldaie a condensazione, anche se sono previste delle eccezioni, come le caldaie di tipo B1 per installazioni in canna collettiva ramificata.

Resta, comunque, la questione dei controlli sul mercato: una volta introdotte le etichette, infatti, le modalità di controllo saranno decise dai singoli Stati, con il rischio che, senza adeguati controlli ed efficaci sanzioni, il sistema non funzioni come sarebbe auspicabile e, ancora una volta, sarebbero beffate quelle aziende ed imprese che hanno investito su innovazione e ricerca.

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