Si celebra oggi la Giornata Mondiale per la Preservazione dello Strato di Ozono e per l’occasione l’Agenzia Europea dell’Ambiente pubblica il Rapporto sulla produzione, importazione, esportazione e distruzione delle sostanze lesive dell’ozono, come richiede il Regolamento CE ODS che prevede norme più severe di quelle del Protocollo di Montreal. Migliora progressivamente il commercio e l’uso di tali sostanze all’interno dell’UE, ma se si vuole evitare il riscaldamento globale prodotto dai sostituenti HFC, occorre introdurre progressivamente refrigeranti naturali e HFO.

ozoneday 2014


Si celebra oggi 16 settembre 2014 la Giornata Mondiale per la Preservazione dello Strato di Ozono (2014 International Day for the Preservation of the Ozone Layer) proclamata nel 1994 con una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per commemorare il giorno in cui
le Nazioni hanno firmato il Protocollo di Montreal per mettere al bando le sostanze che hanno provocato il “buco” nello strato dell’ozono, i cui positivi risultati conseguenti sono stati recentemente indicati dal Rapporto dell’UNEP.

Il tema prescelto quest’anno è: “Proteggere lo strato dell’ozono: la missione continua”, per sottolineare che, nonostante i successi conseguiti, rimangono ancora alcune sfide per eliminare le sostanze che costituiscono un potenziale pericolo per lo strato dell’atmosfera che svolge un’azione protettiva per la nostra salute e per quella degli ecosistemi terrestri, stimolando tutte le parti interessate ad aumentare i propri sforzi.
Per l’occasione l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato il Rapporto “Sostanze lesive dell’ozono” che riporta i dati aggregati segnalati dalle imprese su importazione, esportazione, produzione, distruzione e materie prime e di processo delle sostanze dannose per l’ozono nell’Unione europea.
All'interno dell'UE queste sostanze sono coperte dal Regolamento (CE) ODS n. 1005/2009 che prevede norme più severe rispetto a quelle previste dal Protocollo di Montreal, coprendo sostanze aggiuntive.
Poiché la potenzialità di danneggiamento dello strato di ozono varia tra le sostanze, i dati raccolti su questi prodotti chimici sono espressi non solo in tonnellate metriche, ma anche in tonnellate di “capacità di riduzione dell'ozono” (ODP) che indicano i quantitativi in termini di effetti ambientali piuttosto che di peso fisico.
Nel complesso, il commercio e l'uso di sostanze con un forte ODP si sta riducendo, osserva l’Agenzia, in quanto sono state gradualmente sostituite con sostanze meno nocive. Tra il 2012 e il 2013 la produzione, l'esportazione e la distruzione di queste sostanze ha continuato nella loro tendenza in declino a lungo termine, sia in termini di ODP che tonnellate metriche. Anche le importazioni sono diminuite dal 2006, tuttavia negli ultimi anni si sono stabilizzate e addirittura c’è stato un lieve aumento tra il 2012 e il 2013.

L’UE è anche impegnata alla graduale riduzione dei gas fluorurati, come dimostra lo storico Accordo intervenuto a fine 2013 tra le istituzioni europee per dare il via libera al Regolamento che fissa un tetto massimo al consumo di HFC (apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore, ecc.) a partire dal 2015 e che dovrebbe comportare una riduzione del loro utilizzo del 79% al 2030.

È ormai aperta la strada verso l’utilizzo su larga scala dei refrigeranti naturali e HFO (gas chimici sintetici) già testati dalle industrie di settore dell’UE.