Lanciato durante il WEF 2017 il "Consiglio Idrogeno", costituito da 13 grandi imprese del settore dell'energia, dei trasporti e dell'industria, con l'obiettivo di esprimere una visione unitaria e l'ambizione a lungo termine del ruolo che l'idrogeno può svolgere nel futuro energetico mondiale e negli sforzi per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di +2 °C.

Un Rapporto presenta in dettaglio le potenzialità e le azioni chiave che i responsabili politici dovrebbero intraprendere, per sfruttare e consentire il pieno contributo dell'idrogeno alla transizione energetica.
Opportuna è stata la scelta del Governo italiano di inserire nel Piano Strategico Nazionale, previsto dalla Direttiva DAFI, l'idrogeno tra i combustibili alternativi di cui costruire le infrastrutture.

Sulla G.U. n.10 del 13 gennaio 2017 è stato pubblicato il D.Lgs. n. 257 del 16 dicembre 2016, di attuazione della Direttiva DAFI (2014/94/UE sulla realizzazione delle infrastrutture per combustibili alternativi che contiene all'Allegato III il Piano Strategico Nazionale.
L'art. 5 della suddetta Direttiva stabilisce che "Gli Stati membri che decidono di includere nei propri quadri strategici nazionali punti di rifornimento per l'idrogeno accessibili al pubblico assicurano, entro il 31 dicembre 2025, la disponibilità di un numero adeguato di tali punti, per consentire la circolazione di veicoli a motore alimentati a idrogeno, compresi i veicoli che utilizzano celle a combustibile, nelle reti stabilite da detti Stati membri, inclusi, se del caso, collegamenti transfrontalieri".
Pertanto, l'introduzione dell'idrogeno tra i combustibili alternativi utilizzati era prevista solo in termini di opzione che il Governo ha ritenuto di esercitare, anche grazie alle pressioni del Parlamento, inserendo tale combustibile tra quelli di cui è necessario garantire la costruzione e l'esercizio di infrastrutture.

La scelta fatta trova supporto da quanto accaduto al World Economic Forum (WEF) di Davos dove Amministratori delegati e Presidenti di 13 grandi imprese del settore dell'energia, dei trasporti e dell'industria (Air Liquide, Alstom, Anglo American, BMW GROUP, Daimler, ENGIE, Honda, Hyundai, Kawasaki, Royal Dutch Shell, The Linde Group, Total e Toyota) che rappresentano un fatturato totale di 1.007 miliardi di euro e 1,72 milioni di dipendenti in tutto il mondo, hanno lanciato la prima iniziativa globale a sostegno di questo vettore energetico, dando vita a "Hydrogen Council", con l'obiettivo di esprimere una visione unitaria e l'ambizione a lungo termine del ruolo che l'idrogeno può svolgere nel futuro energetico mondiale e negli sforzi per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di +2 °C, obiettivo concordato da 195 Paesi a Parigi nel 2015.
"L'accordo di Parigi del 2015 per combattere i cambiamenti climatici è un passo significativo nella direzione giusta, ma richiede anche un intervento delle imprese per trasformare questo impegno in realtà - Benoît Potier, CEO di Air Liquide e uno degli attuali due co-Presidenti (l'altro è Takeshi Uchiyamada, Presidente e Direttore generale di Toyota - L'Hydrogen Council riunisce alcune delle più importanti società del settore industriale, automobilistico ed energetico, con la chiara ambizione di spiegare perché l'idrogeno emerge tra le soluzioni chiave per la transizione energetica, nel settore dei trasporti così come in quello dell'energia destinata ad uso industriale e residenziale, e richiede quindi lo sviluppo di nuove strategie in grado di sostenerlo. Ma non possiamo farcela da soli. E necessario che i governi sostengano l'idrogeno con azioni proprie, ad esempio attraverso programmi di investimento nelle infrastrutture su grande scala. L'invito che rivolgiamo oggi ai leader mondiali è di impegnarsi a favore dell'idrogeno, affinché insieme possiamo raggiungere gli obiettivi climatici condivisi e dare ulteriore slancio all'ecosistema dell'idrogeno emergente".

L'idrogeno è un vettore energetico versatile, pulito e sicuro, utilizzabile come carburante per produrre energia o nell'industria come materia prima, e può essere facilmente stoccato su grande scala. L'idrogeno può essere prodotto da elettricità (rinnovabile) e da combustibili fossili a basse emissioni di carbonio, senza generare emissioni nel punto di utilizzo. Il suo impiego è in continua crescita, poiché può essere stoccato e trasportato a densità energetica elevata, in forma liquida o gassosa e può essere utilizzato in celle a combustibile per generare calore ed elettricità. Questa versatilità conferisce all'idrogeno un ruolo essenziale nel campo dei trasporti, dell'industria e residenziale, nonché nello stoccaggio su grande scala di energie rinnovabili, rappresentando così una soluzione intelligente per superare le sfide della transizione energetica.

Le tecnologie e i prodotti dell'idrogeno hanno compiuto progressi significativi negli ultimi anni e sono ora in fase di introduzione sul mercato. Durante il lancio, i membri dell' "Hydrogen Council" hanno ribadito la volontà di intensificare gli investimenti nello sviluppo e nella commercializzazione dell'idrogeno e delle celle a combustibile, che ammontano attualmente a un valore stimato di 1,4 miliardi di euro l'anno. Questa accelerazione sarà possibile se gli stakeholder chiave aumenteranno il loro sostegno all'idrogeno come parte del futuro mix energetico, con politiche e programmi di supporto adeguati.

Nel corso dell'evento è stato presentato il Rapporto "How Hydrogen empowers the energy transition", commissionato a Mc Kinsey & Co dall'Hydrogen Council, che presenta in maggiore dettaglio questo potenziale futuro che l'idrogeno è pronto a fornire ed espone la visione del Consiglio e le azioni chiave fondamentali che i responsabili politici dovrebbero intraprendere, per sfruttare e consentire il pieno contributo dell'idrogeno alla transizione energetica:
1. Fornire quadri politici stabili a lungo termine per guidare la transizione energetica in tutti i settori (energia, trasporti, industria e residenziale).
2. Sviluppare politiche di coordinamento e incentivazione per favorire la diffusione tempestiva di soluzioni all'idrogeno e adeguati investimenti del settore privato. Queste politiche dovrebbero integrare le politiche di settore e fornire strumenti per cogliere i benefici dell'idrogeno.
- Nel settore dei trasporti, garantire un coordinamento forte tra i Governi (per dare la direzione), costruttori di automobili (per produrre e commercializzare veicoli a celle combustibili), fornitori di infrastrutture (per investire nelle infrastrutture di rifornimento e distribuzione), e consumatori (per l'acquisto di veicoli a celle combustibili).
- Assicurarsi che il mercato energetico si riformi in modo efficace in termini di tariffe agevolate, gestione ridotta, remunerazione e tassazione della capacità di bilanciamento stagionale, tenendo conto l'idrogeno in grado di fornire benefici al sistema energetico.
- Fornire gli strumenti finanziari per sfruttare gli investimenti privati con il sostegno di garanzie pubbliche, per ridurre i rischi per i primi che si muovono.
3. Facilitare l'armonizzazione di standard industriali tra le aree regionali e i settori per consentire alle tecnologie dell'idrogeno di approfittare degli effetti a scala e della diminuzione dei costi.