Presentato il Rapporto "Rifiuti Speciali" 2015 di ISPRA

Presentato il Rapporto "Rifiuti Speciali" 2015 di ISPRA

Il Rapporto annuale dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale indica che in Italia si sono prodotti nel 2013 meno rifiuti speciali, in linea con l'andamento dell'anno precedente e spiegabile con la crisi economica. Diminuiscono sia i rifiuti pericolosi (-2,6%, -228 mila tonnellate) sia quelli non pericolosi che scendono dell’1,4% (-1,7  milioni  di tonnellate), soprattutto per effetto dell’ulteriore consistente calo dei rifiuti generati dalle attività di costruzione e demolizione.

rapporto ispra rifiuti speciali 2015

L'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha presentato il 28 luglio 2015, nel corso di una Conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, la XIV edizione del Rapporto Rifiuti Speciali, relativi alla produzione del 2013.

Tra il 2012 ed il 2013, in analogia al precedente biennio, si rileva una flessione nella produzione totale di rifiuti speciali, seppur meno marcata, di quasi 2 milioni di tonnellate, pari in termini percentuali all’1,5%, dovuta principalmente alla riduzione dei rifiuti speciali non pericolosi prodotti.

Rispetto al 2012, infatti, sia la produzione di rifiuti speciali non pericolosi sia quella di rifiuti pericolosi, mostrano un calo corrispondente, in termini quantitativi, rispettivamente, a 1,7 milioni di tonnellate (-1,4%) e 228 mila tonnellate (-2,6%). Il dato complessivo tiene conto sia dei quantitativi derivanti dalle elaborazioni delle banche dati MUD che di quelli stimati dall'ISPRA mediante l’applicazione di specifiche metodologie.

Il ricorso alle procedure di stima si è reso necessario per alcuni settori produttivi che, ai sensi della normativa vigente, risultano interamente o parzialmente esentati dall’obbligo di dichiarazione. In particolare, sono tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale solo gli Enti e le imprese produttori di rifiuti pericolosi e quelli che producono i rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) 1 del decreto legislativo 152/2006 con un numero di dipendenti superiore a 10.

Va segnalato che, mentre il dato di produzione di rifiuti speciali non pericolosi derivante dalla banca dati MUD aumenta del 3,5%, pari a quasi 2,3 milioni di tonnellate, per i rifiuti non pericolosi prodotti dalle costruzioni e demolizioni si osserva, invece, un consistente calo pari al 7,1%, corrispondente in termini quantitativi a circa 3,7 milioni di tonnellate.

I maggiori valori di produzione totale dei rifiuti speciali, tenuto conto delle dimensioni territoriali e della distribuzione del tessuto produttivo, si concentrano nel nord Italia con 80,4 milioni di tonnellate nel 2013 (pari, in termini percentuali, al 61,1% del dato complessivo nazionale). La produzione del Centro si attesta a oltre 22,6 milioni di tonnellate (17,2% del totale nazionale), mentre quella del Sud a circa 28,5 milioni di tonnellate (21,7%).

Al Nord si rileva, tra il 2012 ed il 2013, un sensibile aumento della produzione totale dei rifiuti speciali, pari a quasi 2,3 milioni di tonnellate (+2,9%), imputabile esclusivamente all’incremento della produzione di rifiuti non pericolosi. La produzione dei rifiuti pericolosi, invece, subisce una lieve flessione pari a circa 126 mila tonnellate (-2,1%).

Al Centro, la produzione totale diminuisce di quasi 1,2 milioni di tonnellate (-5%), registrando un calo sia dei rifiuti non pericolosi, pari ad oltre 1 milione di tonnellate (-5%) che di quelli pericolosi (oltre 50 mila tonnellate, -4%).

Al Sud si registra un considerevole calo della produzione, pari a circa 3 milioni di tonnellate (-9,7%) in controtendenza al biennio precedente.

La flessione più consistente si rileva per i rifiuti non pericolosi (-10%), imputabile prevalentemente ai rifiuti da costruzione e demolizione (circa 2,6 milioni di tonnellate); i rifiuti pericolosi diminuiscono di 51 mila tonnellate (-3%).

Il maggior produttore di rifiuti pericolosi è il settore manifatturiero, con quasi il 40% del totale (circa 3,4 milioni di tonnellate), seguito con il 29,4% dalle attività di trattamento rifiuti e di risanamento  (circa  2,5 milioni  di  tonnellate). Nel  dettaglio, nell’ambito del comparto manifatturiero, il 45% circa (oltre 1,5 milioni di tonnellate) del quantitativo di rifiuti pericolosi complessivamente prodotti, proviene dai settori della fabbricazione di prodotti chimici (17,6%),di prodotti farmaceutici di base e preparati (14,2%), della fabbricazione di coke e dei prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio (10,7%) e di articoli in gomma ed in materie plastiche (2,6%).

produzione rifiuti speciali pericolosi 2013

Il primo produttore di rifiuti non pericolosi (39,8% del totale di rifiuti non pericolosi prodotti, quasi 49  milioni  di  tonnellate), è invece il settore delle attività di costruzione e demolizioni, seguito da quello del trattamento di rifiuti e di risanamento (30,6 milioni di tonnellate) e da quello manifatturiero (30,4 milioni di tonnellate) con percentuali del 25% circa per entrambe.

Nel 2013 sono gestiti 129,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, comprensivi degli stoccaggi prima dell’avvio ad operazioni di recupero/smaltimento, che riguardano circa 13 milioni di tonnellate. A questi se ne aggiungono oltre 8 milioni di tonnellate derivanti dal trattamento di rifiuti urbani e computati nel ciclo di gestione di quelli urbani.
 Il recupero di materia, con il 64,7% del totale, pari a oltre 84 milioni di tonnellate, è la forma di gestione prevalente.

Seguono le altre operazioni di smaltimento con il 14,5%, e lo smaltimento in discarica con l’8,4%.
Per quanto riguarda i rifiuti non pericolosi la forma prevalente di gestione è rappresentata dal recupero di materia che interessa 82,2 milioni di tonnellate, pari al 74,9% del totale gestito.

Con riferimento ai rifiuti pericolosi, invece, la forma di gestione prevalente è rappresentata da altre operazioni di smaltimento, pari al 51,8% del totale gestito.

Sono trasportati all’estero 3,4 milioni di tonnellate, di cui 2,4 milioni non pericolosi e 1 milione di pericolosi, con una diminuzione, rispetto al 2012, del 16,7%. Si tratta per lo più di rifiuti provenienti da impianti di trattamento ed inviati principalmente in Germania. Si esportano maggiormente, tra i rifiuti non pericolosi, quelli prodotti da processi termici, circa 1,3 milioni di tonnellate; mentre tra quelli pericolosi, la quantità maggiore inviata oltre confine proviene dagli impianti di trattamento (574 mila tonnellate). 
Stabile, invece, la quantità di rifiuti speciali importata: circa 5,7 milioni di tonnellate nel 2013, costituiti quasi esclusivamente da rifiuti non pericolosi.

I rifiuti pericolosi importati costituiscono una parte residuale (153 mila tonnellate).
Scendono anche le quantità di rifiuti speciali smaltite in discarica: il 2013 segna un -4,4% (circa 500 mila tonnellate) rispetto al 2012. Il totale ammonta a circa 11 milioni di tonnellate di cui 89,9% non pericolosi e 10,1% pericolosi.

A livello di macroarea geografica è il Centro, a registrare il calo maggiore: 16,4% (-437 mila tonnellate), seguito dal Sud che segna un -16,0%. Al Nord si riscontra, invece, un aumento del 7,1% (da 5,8 milioni di tonnellate del 2012 a 6,2 del 2013). Tra i rifiuti pericolosi smaltiti in discarica - oltre 1 milione di tonnellate (10,1% del totale di cui il 59% smaltito in discariche per rifiuti non pericolosi e il 41% in discariche per rifiuti pericolosi) - quelli contenti amianto e allocati in discarica sono circa 167 mila tonnellate: il 90,7% è rappresentato da materiali da costruzione contenenti amianto; il restante 9,3% è costituito da altri rifiuti contenenti amianto.

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