Presentata la Strategia USA per promuovere la salute delle api e degli altri impollinatori

Presentata la Strategia USA per promuovere la salute delle api e degli altri impollinatori

La task force insediata lo scorso anno dal Presidente Obama, seppur con ritardo, ha pubblicato i Piani per arrestare la moria di api e di altri impollinatori che è divenuta insostenibile sia in termini economici che ambientali.
Anche nell’Unione europea, in vista della scadenza a dicembre della moratoria su alcuni neonicotinoidi, si annuncia un aspro confronto tra Commissione UE, Consiglio e Parlamento.

honey bee

Di fronte alle relazioni scientifiche e alle richieste di intervento dei produttori agricoli per il preoccupante calo degli insetti impollinatori negli USA, che rischia di compromettere la sostenibilità dei sistemi di produzione alimentare del Paese, con conseguenti danni economici oltre che ambientali, il Presidente Barack Obama decideva nel giugno dello scorso anno (Presidential Memorandum) di insediare una task-force (Health Task Force Pollinator) con il compito di approntare una Strategia federale per promuovere la salute delle api e degli altri impollinatori.
La task force, co-presieduta dal Ministro dell’Agricoltura e dall’Amministratore dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA) e costituita dai vari Capi dei Dipartimenti e Uffici dell’Amministrazione Obama, avrebbe dovuto consegnare entro la fine dell’anno un Rapporto comprensivo di:
- un Piano d’azione per concentrare gli sforzi federali per comprendere, prevenire e recuperare la perdita di impollinatori;
- un Piano per l’informazione del pubblico che indichi quello che cittadini ed imprese possono fare per ridurne il declino;
- Raccomandazioni per lo sviluppo di partenariati pubblico-privati al fine di implementare le misure federali per incoraggiare la protezione degli impollinatori e aumentare la qualità e la quantità dei loro habitat e nutrimenti;
- un Calendario con cui i vari Dipartimenti ed Agenzie dovranno comunicare alla task force i loro sforzi per il miglioramento degli habitat degli impollinatori.

Il 19 maggio 2015, con un ritardo di 5 mesi rispetto alla tabella di marcia prevista, l’unità operativa interagenziale ha pubblicato tale Strategia che prevede di conseguire 3 obiettivi generali:
- portare al 15% entro il 2025 le perdite delle colonie di api da miele (negli ultimi decenni si sono ridotte del 40% per una perdita economica stimata in 15 miliardi di dollari all’anno);
- quadruplicare entro il 2020 numero di farfalle monarca che svernano nelle foreste del Messico, (negli ultimi 2 decenni il numero di individui di questa specie iconica degli USA è diminuito del 90%);
- ripristinare o migliorare in 5 anni 3 milioni di ettari di territorio che costituisce l’habitat naturale degli impollinatori, sia attraverso azioni pubbliche che private.
Un ruolo importante viene assegnato alla ricerca scientifica che, secondo il Rapporto, dovrebbe concentrarsi su 5 aree:
- la condizione di benessere e l’attuale popolazione degli impollinatori, soprattutto delle api;
- il ruolo singolo e combinato dei vari pesticidi e degli altri fattori ambientali che impattano sulle popolazioni di impollinatori;
- le migliori pratiche per ripristinare gli habitat degli impollinatori;
- gli effetti economici delle pratiche di sostenibilità per gli impollinatori attuate da pianificatori del territorio, agricoltori ed altri;
- uniformare e rendere chiare le risultanze scientifiche.
 
Apicoltori e ambientalisti, pur plaudendo per il rilascio della Strategia, sottolineano che il Piano presenta la lacuna di non porre fine all’uso dei neonicotinoidi che recenti studi.
hanno correlato al declino degli insetti impollinatori.

Tra i più critici “Friends of the Earth” che in un Comunicato stampa ha osservato che l’ “EPA, pur avendo annunciato il 2 aprile 2015 la sospensione delle autorizzazioni per nuovi neonicotinoidi, non ha limitato l’uso di quelli già registrati”.
Al contrario, i Repubblicani al Congresso hanno stigmatizzato l’atteggiamento di mettere sotto accusa i pesticidi come principali responsabili della moria degli impollinatori, quando scienziati e lo stesso Ministero dell’Agricoltura (USDA) ammettono che non c’è una sola causa, ma una combinazione di fattori, lasciando intravedere la possibilità di bloccare la richiesta di nuovi finanziamenti per la ricerca, previsti nel Piano.

Introdotti come alternativa sicura al DDT, i neonicotinoidi sono una classe di insetticidi assai diffusa, fortemente neurotossici, derivanti dalla nicotina. Spruzzati sulle foglie, messi nel suolo in forma granulare o usati per trattare i semi, a differenza degli altri pesticidi sono direttamente assorbiti dai tessuti vegetali, e quindi anche dal nettare e polline, per cui l’esposizione delle api non può essere controllata variando i tempi di applicazione.

Alcuni di questi sono stati temporaneamente vietati nell’UE (l’Italia allora assieme ad altri 8 Paesi espresse parere contrario alla moratoria) e in vista della scadenza di tale divieto (dicembre 2015), l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che dovrà esprimere la sua valutazione alla Commissione UE, sta approntando una relazione sugli ultimi studi scientifici sui neonicotinoidi e sul rischio che comportano per le api.
Il dibattito è già iniziato, come si può rilevare dall’interrogazione di alcuni Europarlamentari e sicuramente continuerà su toni piuttosto aspri.

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