Quelle che fanno parte del Consiglio Mondiale delle Imprese per lo Sviluppo Sostenibile (WBCSD) ne sono convinte e hanno lanciato oggi nel corso dell’annuale meeting del WEF a Davos, “Action2020” che si prefigge di indicare le soluzioni sociali ed aziendali per rendere operativa la “road map” sviluppata in “Vision 2050”.

vision2050to action2020


Il World Business Council for a Sustainable Development (WBCSD), che riunisce gli amministratori di oltre 200 tra le più grandi organizzazioni del settore privato (fatturato complessivo di 7.000 miliardi di dollari US e 15 milioni di dipendenti), fornendo alle imprese una piattaforma per esplorare lo sviluppo sostenibile e condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche, ha presentato oggi 24 gennaio 2014, a Davos, nel corso della sezione “Climate Change, Resource Security and Sustainability”, in programma per la prima volta al World Economic Forum (WEF), “Action2020” dove vengono indicate le azioni che le imprese dovrebbero mettere in pratica nei prossimi 7 anni per contribuire a garantire di vivere in un mondo sostenibile entro il 2050.
Tre anni fa abbiamo presentato ‘Vision 2050’, ma di fatto ci siamo resi conto che non ci sono molti consigli di amministrazione di imprese interessati a prendere in considerazione ora scadenze al 2050 - ha dichiarato Peter Bakker, Presidente e Amministratore delegato del WBCSD - Così, abbiamo deciso che è necessario un appuntamento più abbordabile, quello di cui si parla al 2020, che non affaticherà lo sforzo per la realizzazione piena di quel che dovrà essere conseguito al 2050, ma costituirà un buon passo verso quella trasformazione descritta nella Vision”.

Per rendere operativa la road map al 2050, “Action2020” fornisce orientamenti chiari su:
- quali debbano essere gli obiettivi sociali a livello mondiale, che debbono essere conseguiti entro il 2020 per raggiungere la “Vision2050”;
- le soluzioni aziendali specifiche adottate dalle imprese per raggiungere uno o più obiettivi sociali a livello mondiale;
- la misurazione degli impatti e l’attività di monitoraggio per valutare i progressi a livello di impresa/settore/Paese.

In particolare, “Action2020” cerca di sfruttare la capacità delle imprese di risolvere i problemi, cioè Business Solutions in 9 settori prioritari che abbiano le caratteristiche di essere:
- misurabili ovvero che sappiano fare la differenza;
- a grande scala ovvero che abbiano un impatto significativo a livello mondiale;
- ripetibili ovvero che possano essere applicate da molte altre aziende, in diversi settori, regioni e Paesi;
- oltre il business-as-usual ovvero che aziende e governi comincino a lavorare e collaborare in modo diverso;
- positivi per le imprese, per rispondere ad una logica commerciale  di costi e profitti, pur contribuendo ad un diffuso benessere.

action 2020

Di seguito sono elencate le 9 aree prioritarie o pilastri su cui si concentra “Action2020” per dar vita a business solutions, impegni ad agire e obiettivi misurabili.
1. Cambiamenti climatici: limitare la crescita della CO2 e degli altri gas ad effetto serra.
2. Rilascio di nutrienti: la diffusione in eccesso di elementi importanti, quali azoto e fosforo, per far fronte alle esigenze alimentari di una popolazione in crescita, hanno tuttavia provocato danni ai suoli, alle acque, alla biodiversità e alla qualità della vita.
3. Ecosistemi: arrestare e invertire i danni provati agli ecosistemi terrestri e marini.
4. Esposizione a sostanze pericolose: minimizzare gli effetti fisiologici ed ecologici di sostanze di cui conosciamo la pericolosità.
5. Acque: migliorare la gestione delle acque e ridurne la richiesta per gli usi domestici, l’agricoltura, l’energia e l’industria, per salvaguardare le esigenze dei sistemi naturali.
6. Esigenze e diritti fondamentali: conseguire il progresso tramite il rispetto dei diritti umani, l’accesso universale ai beni e servizi essenziali, le opportunità di reddito per le popolazioni più povere, mettendo a fuoco soprattutto il contrasto alla povertà e il consolidamento della resilienza contro gli shock economici e ambientali
7. Competenze e occupazione: contrastare la disoccupazione e la disuguaglianza, così da accrescere la coesione sociale.
8. Stili di vita sostenibili: guidare i comportamenti dei consumatori verso atteggiamenti che si incentrino su un nuovo modo di soddisfare bisogni e aspirazioni, specialmente quelli delle classi medie in crescita.
9. Produzione alimentare: eliminare l’insicurezza alimentare globale e assicurarsi al contempo che il pianeta si incammini verso un’agricoltura ambientalmente e socialmente sostenibile.

Queste grandi imprese associate al Forum del WBCSD hanno compreso che non si può continuare business-as-usual, ma saranno in grado di convincere, più che le piccole e medie imprese, l’attuale classe politica globale a supportarle dal punto di vista normativo?