PolieCo sigla una partnership con la Tongji University di Shanghai

PolieCo sigla una partnership con la Tongji University di Shanghai

Il College of Environment Science and Engineering della Tongji University di Shanghai, sarà partner del PolieCo per rafforzare la collaborazione internazionale nel campo della ricerca verso la green economy

Polieco Tonji

 

Come in parte preannunciato durante i lavori del V Forum Internazionale PolieCo sull’Economia dei Rifiuti (Ischia, 20 – 21 settembre 2013), il PolieCo ha recentemente siglato, in data 19 novembre, un Accordo di collaborazione con la Tongji University di Shanghai - College of Environment Science and Engineering.

L'Accordo, che giunge non ultimo di una serie di contatti e collaborazioni reciproche fra il Consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene e l'istituzione universitaria cinese, intende gettare le basi per un reciproca collaborazione fra i due enti, rafforzando, in un'ottica di complementarietà, i singoli sforzi sul tema della ricerca nel campo della green economy, ivi comprese l'analisi di strategie di "economia circolare", gestione ambientale e protezione ambientale da parte delle imprese.

A partire da questo Accordo, il PolieCo, di concerto con l'Istituto di Ingegneria e Scienze Ambientali della Tongji University, ha stabilito di costruire una piattaforma internazionale per la cooperazione italocinese in Ricerca e Sviluppo, massimizzando, al contempo, i singoli sforzi tesi alla promozione della formazione del personale.

Alla cerimonia di siglatura dell'Accordo, presente il Direttore PolieCo, Claudia Salvestrini, dal 2005 in prima linea sul fronte asiatico per conoscere meglio la realtà economico-sociale del "dragone" ed indagare sul traffico transfrontaliero di rifiuti, che, in questo Paese, spesso, assume contorni poco chiari.

"Da anni seguo con particolare interesse le traiettorie, troppo spesso illecite che alcune tipologie di rifiuti, soprattutto plastici, prendono in direzione dell'estremo Oriente - ha dichiarato il Direttore Salvestrini - non nego che alcuni imprenditori cinesi poco seri abbiamo approfittato di altrettanti imprenditori nostrani parecchio lontani dall'immagine dell'operatore ambientale che la nostra etica suggerisce. Tuttavia, non possono sottacere che, proprio dalla Cina, già da due anni, è partita, con lo sprint che caratterizza l'economia emergente di quel Paese, anche una indiscutibile green revolution che se non fa mostra di sé nella stampa internazionale, pure è un fenomeno da tenere in considerazione".
"Per questo motivo, da diverso tempo, come Consorzio, abbiamo voluto intrecciare rapporti amichevoli con il mondo cinese dell'imprenditoria e della ricerca attenti alle questioni ambientali, proprio perché, l'ambiente, la corretta gestione dei rifiuti ed il commercio di beni e prodotti fabbricati con rigenerato di qualità, sono questioni che non si possono più affrontare solo a livello nazionale; così come il problema opposto, legato ai traffici transnazionali e alle economie parallele illegali, non si possono risolvere in casa".

Il primo step che realizzerà l’Accordo sarà la costituzione di una apposita Commissione bilaterale composta da un rappresentante dei partner più altri membri nominati dalla Commissione stessa, che sarà chiamata a gestire e supervisionare il programma di cooperazione.

L’attività della Commissione sarà condotta sotto forma di incontri e conference-call ove saranno giudicate bontà ed efficacia dei progetti presentati da entrambe le strutture firmatarie e controllerà altresì lo sviluppo ed i risultati di tali progetti. Per ogni parte ci sarà un referente esterno alla commissione.

Nell’ambito dell’Accordo la cooperazione sarà effettuata mediante progetti comuni di cooperazione e applicazione scelti dalle parti nei settori della progettazione e gestione ambientale

L’invito a presentare le proposte di ricerca avrà scadenza trimestrale, mentre le proposte stesse potranno rientrare in tre tipologie:

1. Tipo 1 - proposte per le quali entrambe le parti hanno fondi da qualsiasi provenienza per finanziare la ricerca e hanno identificato l’opportunità per una collaborazione. In questa tipologia entrambe le parti provvederanno alla logistica degli incontri;
2. Tipo 2 – proposte per le quali solo una parte ha la copertura finanziaria totale. In questo tipo di proposta, una parte finanzierà l’onere di ricerca per il suo team e l’altra parte provvederà alla logistica e all’assistenza nel suo Paese per completare il panel delle spese;
3. Tipo 3 – proposte sperimentali che entrambe le parti finanzieranno.

Per ogni tipologia di proposta vale il concetto che entrambe le parti devono dare il nulla osta alla proposta.
I progetti di cooperazione saranno finanziati per la durata di un anno. Il periodo potrà essere prolungato di altri 12 mesi.
Le parti si possono associare nell’ambito delle cooperazioni bilaterali Italia-Cina o nell’ambito di programmi internazionali e/o europei nel settore ambientale.
I passi ulteriori dell’Accordo prevedono i criteri di elezione dei membri della Commissione, i criteri di agibilità delle proposte e i termini conclusivi dell’Accordo stesso fra le parti.

Ho siglato con orgoglio questo impegno di collaborazione con la Tongji University – ha dichiarato il Presidente PolieCo, Enrico Bobbio non solo per il gusto di un nuovo fronte di sfida a cui si apre il PolieCo, ma anche e soprattutto per il segnale positivo che vogliamo dare al mondo sano dell’impresa del riciclo italiana che non deve più guardare alla Cina come ad un concorrente sleale, bensì come ad un partner da cui attingere conoscenza e sicurezza per la creazione di un sistema virtuoso del riciclo che metta in primo piano la salvaguardia dell’ambiente, la salute dei cittadini, la sicurezza di produzioni ecocompatibili ed anche uno sviluppo economico etico e sostenibile”.


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