Più innovatori e ricercatori nelle energie pulite per mantenersi entro i +2 °C

Più innovatori e ricercatori nelle energie pulite per mantenersi entro i +2 °C

L’ultimo Rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia sulle prospettive per decarbonizzare il sistema energetico entro il 2050 ammonisce che, senza uno sforzo concertato per triplicare gli attuali investimenti nella ricerca per soluzioni energetiche pulite, sarà difficile per la comunità internazionale raggiungere gli obiettivi climatici previsti dall’eventuale Accordo di Parigi.

energy technology perspectives 2015

L’Agenzia Internazionale per l’Energia (International Energy Agency) ha pubblicato il suo ultimo “Energy Technology Perspectives 2015. Mobilising Innovation to Accelerate Climate Action”, il Rapporto annuale che mette a disposizione scenari e strumenti tecnici di supporto per la definizione delle politiche per l’innovazione nel settore dell’energia nell’ottica di una quasi totale de-carbonizzazione del sistema energetico entro il 2050.

Nel documento si sottolinea che, nonostante alcuni recenti casi di successo, il progresso per un’energia pulita è in calo e ben al di sotto dei livelli necessari per limitare l'aumento globale delle temperature a non più di 2 °C. Inoltre, secondo l’IEA, sarà difficile per la comunità internazionale raggiungere gli obiettivi climatici solo attraverso il processo di negoziazione delle Nazioni Unite, con il quale si prevede di poter raggiungere un accordo a Parigi in dicembre, senza uno sforzo concertato in investimenti nella ricerca per soluzioni energetiche pulite.

Per il settore energetico la posta in gioco è alta, ma è anche estranea ai profondi cambiamenti tecnologici - ha affermato Maria van der Hoeven, Direttore esecutivo dell’IEA, presentando il Report - Una catena incredibile di innovazioni nel settore energetico è stata all'avanguardia della trasformazione sociale ed economica per oltre un secolo ed è emozionante osservare i progressi compiuti dai pannelli solari e dal miglioramento del risparmio di carburante nelle autovetture di oggi, per citarne solo due. Ma non possiamo essere compiacenti. Stiamo implementando gli obiettivi di accesso ambientale ed energetico che si basano su tecnologie migliori. La spesa pubblica annuale di oggi in materia di ricerca e sviluppo nel settore energetico è stimata in 17 miliardi di dollari. Triplicare questo livello, come da noi promosso, si consiglia, richiede che i Governi e il settore privato lavorino a stretto contatto, spostando la loro attenzione verso tecnologie a basse emissioni di carbonio”.

Il Rapporto fornisce un'analisi completa delle tendenze a lungo termine nel settore dell'energia, incentrata sulle tecnologie e sul livello di implementazione necessari per un sistema energetico più ecologicamente sostenibile, sicuro e conveniente.
Storie di successo recenti, come la rapida crescita del solare fotovoltaico e l'inaugurazione dello scorso anno della prima centrale su larga scala al mondo dotata di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS) indicano chiaramente che esiste un potenziale significativo e non sfruttato per accelerare la ricerca e lo sviluppo nel campo delle tecnologie pulite.
Eppure, la ricerca e lo sviluppo da soli sono insufficienti per spostare le nuove tecnologie da idee a prodotti commerciali.
Secondo l’IEA, i Governi hanno un ruolo fondamentale nel creare le opportunità iniziali di mercato, inviando segnali agli innovatori e guidando gli investimenti.


etp 2015



Come tutte le pubblicazioni IEA, il Rapporto non fa previsioni a lungo termine, ma indica scenari di modellazione economica, ognuno dei quali mostra come potrebbe essere l’andamento climatico con il mix di tecnologie energetiche.

Nello scenario indicato come 6DS che prevede una situazione immutata (business as usual), entro il 2050 il consumo di energia primaria aumenterebbe di circa due terzi, rispetto al 2012, con le emissioni climalteranti che aumenterebbero in modo tale che nel lungo periodo potrebbero far aumentare la temperatura globale di 5,5 °C, con conseguenze devastanti per il Pianeta.

Lo scenario 4DS considera che vengano portati a termine gli impegni presi dai vari Governi, per ridurre le emissioni di CO2, tramite misure politiche e tecnologiche, anche dopo il 2050. In questo caso la temperatura alla fine del secolo raggiungerebbe i +3 °C, con effetti gravi a livello ambientale.

Infine, nello scenario 2DS, quello più virtuoso, che prevede una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2050, proseguendo anche dopo, ci sarebbe il 50% di probabilità di rimanere al di sotto del +2 °C, limite da non superare per non incorrere in impatti significativi. Tale scenario consentirebbe non solo di raggiungere gli obiettivi climatici globali, ma migliorerebbe anche la sicurezza energetica. Per ogni dollaro investito nelle tecnologie per l’energia pulita, necessarie per lo scenario 2DS, si eviterebbero quasi 3 dollari per il costo dei carburanti.
Nello 2DS, la riduzione del 30% delle emissioni industriali dirette di CO2 entro il 2050 deriverebbero da processi che attualmente sono in fase di sviluppo o dimostrazione.
Infine, la relazione afferma che la costruzione e il mantenimento di una forte capacità di innovazione nelle economie emergenti, in particolare della Cina, sarà la chiave per la corretta distribuzione di tecnologie energetiche sostenibili, là dove potrebbero avere il maggiore impatto.

Maria van der Hoeven ha sottolineato, inoltre, che per ovvie ragioni il Rapporto modella scenari solo sulle tecnologie esistenti, ma ha osservato che un adeguato sostegno all’innovazione insieme con efficaci partenariati pubblico-privati in grado di fornire “energia” alle innovazioni tecnologiche potrebbero amplificare o accelerare la transizione low-carbon.
Il boom del petrolio da scisti e shale gas degli ultimi anni era praticamente impensabile agli albori di questo secolo - ha concluso la Direttrice IEA - Se ci atteniamo solo a battere il sentiero di oggi, non saremo in grado di trovare la soluzione rivoluzionaria di domani”.
 

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