Pinguino di Adelia “termometro” della salute dei ghiacci

Pinguino di Adelia “termometro” della salute dei ghiacci

Un progetto dell’Università di Siena, attraverso dispositivi elettronici, controllerà le aree di alimentazione e i parametri riproduttivi degli uccelli marini dell’Antartide, con l’obiettivo di studiare gli effetti del cambiamento climatico sull’ecosistema.

pinguini


In Antartide, l’aumento delle temperature negli ultimi cento anni a causa del riscaldamento globale si è quasi triplicato rispetto alla media del pianeta, ed i danni nei prossimi decenni per l’ambiente, l’economia e la fauna potrebbero essere insormontabili.

In particolare, i continui cambiamenti climatici in questa zona stanno sfidando la capacità di adattamento degli organismi lì presenti. Ma esiste un animale che si sta rivelando un importante bioindicatore dello stato di salute e delle modifiche climatiche in atto nell’Oceano Antartico, offrendo vitali informazioni per studiare gli effetti sull’ecosistema.

Si tratta del pinguino di Adelia, un tipo di uccello marino fortemente dipendente dalla presenza di ghiaccio e quindi molto sensibile alle variazioni climatiche.

Silvia Olmastroni, ricercatrice dell’Università di Siena e responsabile del progetto Programma nazionale di ricerche in Antartide, dal titolo “Conservazione di un predatore intermedio sensibile ai cambiamenti dell’ecosistema antartico”, è appena rientrata da una missione di studio durata due mesi durante la quale, monitorando la vita di questo speciale pinguino, ha potuto raccogliere dati fondamentali.

Le nostre ricerche - spiega la dottoressa Olmastroni che ha al suo attivo sette spedizioni antartiche - sono frutto anche di collaborazioni internazionali con i programmi antartici australiano e americano, e si basano sull’osservazione dei parametri riproduttivi, attraverso conteggi periodici della popolazione e censimenti giornalieri su oltre 100 nidi”.

Studiamo le aree di alimentazione durante il periodo riproduttivo - continua la ricercatrice - utilizzando trasmettitori satellitari e registratori di immersione, da cui ricaviamo la posizione su mappa e il profilo di immersione per ogni individuo a cui è stato applicato lo strumento per alcuni giorni. Le attività di ricerca si sono concentrate nell’area deglaciata di Edmonson Point, a circa 50 chilometri NW dalla base italiana MZS, dove è localizzata una colonia di 3.000 coppie di pinguino di Adelia”.

Attraverso l’elaborazione e il confronto dei dati raccolti nelle varie spedizioni, i ricercatori sono riusciti ad avere un quadro completo sullo stato di salute dei pinguini, e quindi dell’ambiente che li ospita. Inoltre, per la prima volta quest’anno, hanno iniziato lo studio delle aree di svernamento degli adulti nel Mare di Ross applicando dei piccoli data logger, tipo Gls (global location-sensing), alla zampa dei pinguini. Gli strumenti saranno recuperati, in larga percentuale, tra un anno e le informazioni raccolte, insieme a studi simili effettuati in altre colonie del Mare di Ross, risulteranno particolarmente importanti poiché la biologia post-riproduttiva per questa specie è ancora parzialmente sconosciuta.

Una parte della ricerca riguarderà anche lo studio di biomarcatori fisiologici, per la valutazione dello stress e della qualità dell’habitat. Le analisi dei campioni ematici, prelevati da alcuni individui, saranno svolte dalla dottoressa Ilaria Corsi presso i laboratori del dipartimento di Scienze Fisiche Terra e Ambiente dell’Università di Siena.

L’attività di monitoraggio è stata svolta in collaborazione con il dottor Grant Ballard (direttamente dall’USAP, United States Antarctic Program) presente dal 15 al 20 dicembre 2014 a MZS, e con la dottoressa Nicoletta Ademollo dell’IRSA-CNR di Roma.

Inoltre, grazie al supporto dell’Australian Antarctic Division sono stati acquisiti dati in remoto attraverso due strumenti: la Penguin Nest Camera, una macchina fotografica programmata per acquisire immagini digitali e utilizzata per il monitoraggio di un’area di circa 30 nidi di controllo, e un sistema automatico di osservazione per la registrazione degli ingressi degli individui marcati in un’area di studio di circa 200 nidi all’interno della colonia.

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