Il Rapporto Mondiale sulla Felicità 2017 continua ad individuare nei Paesi del Nord Europa quelli più felici ovvero dove è maggiore la soddisfazione di vita, mentre i Paesi dell'Africa chiudono la classifica. L'Italia si colloca in un mediocre 48° posto, mantenuta a galla grazie alla "speranza di vita in buona salute", uno dei 6 fattori chiave su cui viene stilata la graduatoria, come conferma, peraltro, il primo posto attribuito al nostro Paese dall'Indice Bloomberg sulla Salute Globale per avere la popolazione più in salute e sana, nonostante la difficile situazione economica, ma grazie alla dieta alimentare mediterranea.

Giunto alla sua V edizione, è stato presentato presso la sede dell'ONU a New York in occasione della Giornata Mondiale della Felicità (20 marzo 2017) il Rapporto "World Happiness Report 2017", il Rapporto Mondiale sulla Felicità che classifica 155 Paesi in base al loro livello di felicità.

Prodotto dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN), anche grazie ad una generosa donazione per tre anni della Fondazione Ernesto Illy, voluta della famiglia Illy, con lo scopo di coltivare e sviluppare la conoscenza, l'etica e la sostenibilità come valori assoluti e la ricerca come metodo per raggiungere la verità e il progresso dell'uomo, secondo gli insegnamenti di Ernesto Illy molto conosciuto in tutto il mondo per le sue vaste e profonde conoscenze scientifiche e la sua grande competenza nel mondo del caffè (fu comproprietario ed amministratore dell'omonima società Illycaffè), il Rapporto esamina i trend dei dati registrando come le persone valutano la loro vita su una scala che va da 0 a 10.

La felicità intesa come soddisfazione di vita è una misura che sta acquisendo maggior spazio nelle analisi socio-economiche nella consapevolezza che il PIL da solo non è più in grado di cogliere tutti i fattori che incidono sulla qualità della vita dei cittadini.

Nel luglio 2011, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva approvato una risoluzione che invitava i Paesi membri a misurare la felicità del loro popolo e di utilizzare questo come aiuto a guidare le loro politiche pubbliche, nella consapevolezza che la felicità è la giusta misura del progresso sociale e l'obiettivo delle politiche pubbliche e che occorreva la definizione di un nuovo paradigma economico.
Più di recente, anche l'OCSE nella riunione a livello ministeriale dello scorso giugno si è impegnata a "ridefinire le dinamiche della crescita mettendo il benessere degli individui al centro degli sforzi dei Governi degli Stati membri".

Il Rapporto si basa su 6 fattori chiave che spiegano i tre quarti delle variazioni nei punteggi annuali medi nazionali:

- il prodotto interno lordo (PIL);
- il sostegno sociale ovvero avere qualcuno su cui contare;
- la speranza di vita in buona salute;
- la libertà di fare scelte di vita;
- la generosità;
- la fiducia nelle istituzioni e l'assenza di corruzione.
Un ruolo speciale viene affidato alla misurazione e alle conseguenze della disuguaglianza nella distribuzione del benessere, risultando che le persone sono più felici quando vivono in società in cui c'è meno disuguaglianza di felicità.

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Al 1° posto quest'anno si piazza la Norvegia che scavalca la Danimarca e sul podio sale anche l'Islanda. Le altre top-ten sono tutte nazioni con elevate salvaguardie sociali ed elevati redditi (Svizzera, Finlandia, Paesi Bassi, Canada, Nuova Zelanda, Australia e Svezia).

"I Paesi felici sono quelli che hanno un sano equilibrio tra prosperità, come convenzionalmente misurata, e il capitale sociale - ha sottolineato Jeffrey Sachs, Direttore del SDSN e dell'Earth Institute alla Columbia University, nonché Consigliere speciale del Segretario generale ONU - il che significa un alto grado di fiducia nella società, bassa disuguaglianza e fiducia nel governo".
A chiudere la classifica sono Paesi dell'Africa (Sud Sudan, Ruanda, Tanzania, Burundi e Repubblica Centrafricana) per lo più martoriati da guerre civili, come dimostra l'inserimento tra di loro della Siria.

Il nostro Paese si colloca al 48° posto, risalendo di due posizioni, tra Uzbekistan e Russia, tenuto a galla soprattutto dall'indice della "speranza di vita in buona salute".
Sempre il 20 marzo 2017, infatti, è stata diffusa la classifica Bloomberg Global Health Index che ha monitorato 163 Paesi, da cui risulta che l'Italia è il Paese con la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale, nonostante la difficile situazione economica, grazie alla dieta alimentare mediterranea ricca di verdure e a base di olio extra vergine di oliva.