La Piattaforma, coordinata da CIB e CIC, riunisce i principali attori della green economy italiana, con l'obiettivo di valorizzare le soluzioni tecnologiche e innovative per far sì che l'Italia diventi produttore di bio-carburante guardando non soltanto al rispetto dell'ambiente, ma anche allo sviluppo economico nazionale.

Il 9 novembre 2016 a ECOMONDO, la Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, in svolgimento fino all'11 novembre 2016 a Rimini Fiera, in contemporanea a Key Energy, Cooperambiente, H2R e Città Sostenibile, nel corso dell'Evento faro "Presentazione Piattaforma Tecnologica Nazionale (Bio)Metano. Dal metano al biometano, la vera eccellenza italiana partner delle rinnovabili", è stato presentato un documento per dare impulso alla produzione di biometano da matrici organiche, nuova frontiera dell'economia circolare, che permetterebbe al nostro Paese di raggiungere il target di 8,5 miliardi di m3 di gas naturale da fonti non fossili entro il 2030.

La Piattaforma, che riunisce operatori che a diverso titolo intervengono nella filiera produttiva del combustibile, con il coordinamento del Consorzio Italiano Biogas (CIB) e Consorzio Italiano Compostatori (CIC), si pone l'obiettivo di creare un tavolo di lavoro in grado di valorizzare le soluzioni tecnologiche innovative per far sì che l'Italia diventi produttore di bio-carburante, guardando non soltanto al rispetto dell'ambiente, ma anche allo sviluppo economico nazionale.

Il biometano si ottiene da biomasse agro-industriali, quali sottoprodotti agricoli, reflui zootecnici, colture di integrazione che non competono con la produzione alimentare e foraggera, dalla frazione organica dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata.
In Italia sono operativi più di 1.500 impianti di biogas, dei quali circa 1.200 in ambito agricolo, con una potenza elettrica installata di circa 1.200 MW, equivalente a una produzione potenziale di biometano pari a 2,4 miliardi di m3 l'anno. L'Italia risulta il secondo produttore di biogas europeo e il quarto produttore mondiale dopo Cina, Germania e Stati Uniti. Potenzialmente il nostro Paese potrebbe produrre fino a 8,5 miliardi di metri cubi di biometano, pari a circa il 12%-13% dell'attuale fabbisogno annuo di gas naturale.

Il biometano non solo è strategico per il sistema energetico nazionale, in chiave di riduzione delle importazioni dall'estero, ma lo è anche per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell'Accordo di Parigi, per i quali si stanno definendo gli strumenti normativi in questi giorni alla COP22 di Marrakech.

Il Direttore del CIC Massimo Centemero (a sinistra) e il Direttore del CIB Christian Curlisi, durante la presentazione della Piattaforma nel corso dell'Evento faro di ECOMONDO 2016 dedicato alla produzione del biometano (Foto: Regioni&Ambiente)

Attualmente sono presenti in Italia solo 7 impianti di upgrading ( impianti per rimuovere i componenti indesiderati ed eventuali altre impurità e rendere il biometano del tutto assimilabile al gas naturale) a fronte di 1.500 impianti a biogas.
Il 31 ottobre 2016 il GSE ha pubblicato una nuova versione delle procedure applicative per il calcolo e il rilascio degli incentivi relativi al biometano immesso nella rete, ma la normativa nazionale al riguardo risulta ancora priva di alcuni necessari punti regolamentari.
Con la Piattaforma Tecnologica promossa a ECOMONDO le imprese segnalano che sono pronte ad investire, che sono in grado di fare rete e che sono disponibili a dialogare con le istituzioni per superare i tasselli burocratici e regolamentari mancanti. L'obiettivo è far partire i nuovi progetti ed esprimere tutto il potenziale nel futuro greening delle attività produttive, della rete gas e della mobilità.

Si stima che entro il 2020 si arriverà ad una raccolta di rifiuti organici intorno a 7-8 Mton/anno, di cui 5,8Mton/anno costituiti dalla Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano (FORSU). Se tutta la frazione umida dei rifiuti urbani fosse riciclata negli impianti dedicati, si potrebbe generare, oltre a 2 Mton/anno di fertilizzante organico, un quantitativo di biometano pari a circa 300.000.000 kg/anno, più che sufficienti ad alimentare le flotte di mezzi destinati alla raccolta di tutti i rifiuti solidi urbani prodotti.
Nella gestione dei rifiuti urbani, la valorizzazione del biometano acquisirebbe un ruolo strategico, in accordo con i principi dell'economia circolare su cui l'Europa sta improntando la rivisitazione delle proprie politiche di sviluppo. Inoltre, si consentirebbe agli impianti di assumere connotazioni innovative e trasformarsi in bioraffinerie, dove produrre fertilizzanti per l'agricoltura, biometano e ricercare nuovi prodotti da valorizzare a livello industriale a partire dai rifiuti organici.

In Italia sono attivi quasi 1.200 impianti solo in ambito agricolo con una potenza installata di 1 MW. Dal 2009 il settore della digestione anaerobica in agricoltura ha sviluppato investimenti, principalmente nel Nord Italia, per oltre 4 miliardi di euro creando 12mila posti di lavoro, che potrebbero raddoppiare entro il 2020.
Secondo uno studio elaborato da Althesys, considerando le sole potenzialità inespresse del sud Italia, si potrebbero innescare al 2030 investimenti per ulteriori 3,8 miliardi. Il CIB ha elaborato un modello di economica circolare, denominato Biogasfattobene® a sostegno di un'azienda agricola più competitiva e sostenibile. Con il Biogasfattobene® si integrano buone pratiche agronomiche (con l'uso del digestato come bio fertilizzante) e tecnologie innovative che migliorano l'efficienza del suolo, riducendo gli impatti ambientali, grazie alla rotazione culturale e allo stoccaggio di CO2 nel suolo.

Sul fronte dei trasporti, ad esempio, un veicolo a biometano ha le stesse emissioni di un veicolo elettrico alimentato interamente a energia prodotta da fonte eolica, ovvero 5 gC02eq/Km, il 97% in meno di un analogo veicolo alimentato a benzina. Ma i benefici per la qualità dell'aria della motorizzazione a metano non si limitano a questo, infatti per i motori alimentati a metano e biometano sono praticamente assenti le missioni di PM10 e gli ossidi di azoto sono ridotti del 70%. L'Italia, oltre ad essere il maggior produttore europeo di motori e componentistica per i veicoli a metano, è uno dei Paesi al mondo con la più alta diffusione di veicoli alimentati a gas naturale, avendo raggiunto il milione di unità, veicoli che potrebbero viaggiare già oggi a biometano.