Piano Nazionale sui pesticidi: in primo piano la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente

Piano Nazionale sui pesticidi: in primo piano la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente

Sette i punti fondamentali messi in evidenza dalle associazioni di produttori.

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La Direttiva 2009/128/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, recepita con il D. Lgs. 14 agosto 2012, n. 150, ha istituito un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Applicando l’art. 6 del suddetto Decreto, è stata predisposta una prima bozza e per la sua elaborazione è stato istituito un apposito Tavolo Tecnico di cui hanno fatto parte Rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero della Salute, delle Regioni e Province autonome, nonché altri enti ed istituzioni competenti per le diverse materie.
Questa fase di consultazione si è chiusa il 15 gennaio 2013.

A Roma, il 5 dicembre 2012 si era tenuta una Giornata di approfondimento sulla bozza del Piano di Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, organizzata da AIAB, Associazione per l’agricoltura biodinamica, FAI, Firab, Federbio-UpBio, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mdc, Pro Natura-Federazione Nazionale, Siep, Slow Food Italia, TCI, Una api, WWF, nel corso della quale è discusso ed approvato un documento che ha messo in evidenza alcune proposte di emendamento su tematiche condivise.

In particolare, sono stati segnalati i seguenti punti:

1. Il Piano deve definire obiettivi strategici, quantitativi da perseguire attraverso il prossimo periodo di programmazione della PAC e non il contrario e cioè attendere la PAC per definire gli obiettivi del piano;

2. Rendere evidente la priorità della difesa della salute di tutti i cittadini con particolare attenzione ai soggetti vulnerabili come i bambini e ai soggetti più esposti a rischio come gli agricoltori;

3. Evitare l’uso dei fitofarmaci nelle aree non agricole (rete viaria ,ferroviaria, parchi pubblici etc..) a tutela degli spazi fruiti dai cittadini e in particolare dai soggetti più vulnerabili;

4. Ridurre drasticamente l’uso di fitofarmaci per tutelare gli ambienti acquatici e la salubrità dell’acqua potabile;

5. Tutelare le produzioni biologiche attraverso l’obbligo per le aziende che effettuano trattamenti d’informare gli agricoltori biologici e biodinamici confinanti;

6. Tutelare la biodiversità e favorire la conversione al biologico nelle aree protette prevedendo entro 5 anni dall’approvazione del piano il divieto di utilizzo dei pesticidi nei siti Natura 2000;

7. Investire strategicamente in Ricerca e Monitoraggio anche al fine d’identificare: le sostanze da eliminare in via prioritaria; i potenziali rischi per la salute umana e per l’ambiente; gli effetti relativi al multiresiduo.

Il Piano avrà un’operatività di 5 anni e in tale intervallo di tempo si prefigge alcuni importanti obiettivi, quali la significativa riduzione dell’utilizzo di pesticidi; l’efficace e chiara misurabilità dei prodotti fitosanitari che vengono ancora impiegati, tramite indicatori efficaci; l’aumento delle aree a coltivate con metodi biologici e biodinamici (almeno il 20% della superficie agricola nazionale utilizzata); la riduzione dell’80% della vendita di pesticidi aventi sostanze attive classificate come pericolose per la salute umana e per l’ambiente.

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